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Basilicata rurale: camminatori in viaggio

in Cultura

Basilicata rurale: camminatori in viaggio, itinerario antropologico alla scoperta dei borghi lucani della Val Camastra

Nelle scorse settimane il team di Netural Coop insieme a camminatori da tutta Italia (e non solo) è partito per il consueto viaggio antropologico alla scoperta della Basilicata rurale e delle sue comunità, la Netural Walk. 

Guidati da Tonino Le Caldare, guida AIGAE, e accompagnati per alcune tappe anche dalla Presidente del CAI di Potenza, i camminatori hanno seguito un itinerario inedito e speciale, costruito attraverso un processo di attivazione civica che ha coinvolto le amministrazioni locali, le associazioni e gli abitanti dei piccoli borghi lucani, e hanno avuto la possibilità di immergersi completamente nella vita che caratterizza una delle regioni meno conosciute dello Stivale: la Val Camastra.

Durante il viaggio il gruppo di esploratori ha fatto visita all’Antica Filanda De Rosa, dove guidati dalle sorelle Rosellina e Carmen, eredi della nota famiglia di imprenditori di Laurenzana che per secoli ha gestito l’impresa, hanno compiuto un viaggio nel tempo alla riscoperta delle radici della comunità locale. Dopo aver visitato Laurenzana e avere fatto un tuffo nel passato, il gruppo si è poi incamminato verso Anzi, dove insieme ai giovani del servizio civile e ai coordinatori del noto Planetario – Osservatorio Astronomico hanno potuto contemplare uno dei cieli stellati più limpidi d’Italia. Calorosa l’accoglienza della Sindaca, Filomena Graziadei, che sull’iniziativa ha dichiarato: “E’ stata un’esperienza molto intensa per la semplicità e la spontaneità dell’incontro tra persone provenienti da tutto il mondo, che ci hanno fatto osservare i nostri luoghi e noi stessi con i loro occhi, privi di pregiudizi e con una sana curiosità di conoscenza”.

Il cammino è quindi proseguito alla volta di Calvello, noto anche come il Borgo delle Ceramiche, dove, accolti dal racconto del paese della Sindaca e dei suoi collaboratori hanno esplorato il borgo accompagnati dal presidente della Proloco locale e hanno potuto scoprire tutti i segreti di un borgo vivo e pieno di iniziative.

Infine, seguendo i binari di un’antica linea ferroviaria, il cammino ha portato gli esploratori nel piccolo borgo di Abriola, dove accolti dalla comunità locale e dalla Presidente della Proloco, nonché maitre chocolatier Claudia Dapoto, hanno potuto ascoltare una bellissima storia di imprenditoria femminile e immergersi nell’affascinante racconto di Palazzo De Stefano, allestito mirabilmente dall’artista lucano Silvio Giordano e gestito da Carla Di Grazia e la sua famiglia. 

E’ stato un viaggio diverso, autentico, corale che ha consentito di esplorare la Basilicata e i suoi luoghi più inediti attraverso gli occhi e la voce di chi lo vive ogni giorno, con le proprie speranze, le proprie passioni e, a volte, solitudini. E’ stato un viaggio all’insegna dei giovani, contrariamente alla consueta narrazione delle aree interne: giovani le nostre guide, i componenti delle Pro Loco e delle associazioni incontrate così come gli amministratori e per lo più le amministratrici, grintose e visionarie.

E’ stata ancora una volta un’occasione importante per conoscere paesi meravigliosi delle aree interne che oggi rischiano di scomparire se non si sarà capaci di invertire il processo di spopolamento che li coinvolge.

E’ stato un viaggio che ha sottolineato come il tema dell’utilizzo degli edifici dismessi sia un elemento cruciale nelle politiche di rigenerazione urbana e di valorizzazione territoriale e ci ha portato a chiederci come riattivare questi edifici per creare nuove economie ed energie, per dare una nuova vita a queste terre.

“La Netural Walk – ha dichiarato il Presidente di Netural Coop Andrea Paoletti al termine della camminata – si conferma essere uno strumento eccellente di mappatura e di tessitura di relazione tra i territori della “piccola Italia”, delle aree interne, ricchi di Patrimonio materiale e immateriale ma con la difficoltà, da soli, di raccontarsi e proporsi. E’ una minuziosa operazione cucita su misura per dare valore ai progetti già in essere, aprire nuove opportunità per loro e iniziare nuovi sentieri basati sulla collaborazione e sulle nuove visioni.”

Netural Walk è un progetto di Netural Coop Impresa Sociale, un viaggio a piedi, una camminata emozionale ed antropologica per riscoprire i borghi e le aree rurali d’Italia.

La prossima camminata si terrà a settembre alla volta dell’Abruzzo e del Molise, lungo le orme di San Francesco Caracciolo. Tutte le informazioni sulla camminata e le modalità di partecipazione sono sul sito dedicato.

Nella categoria dedicata le principali notizie di cultura del territorio e non solo.

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Un anno nel Bosco di Policoro: “l’ultima foresta incantata”

in Cultura

un anno nel bosco Pantano di Policoro tra ricerca e belle scoperte

“L’ultima foresta incantata” ha radunato i nove partner del progetto. finanziato da Fondazione  Con il Sud, all’Oasi WWF  di Policoro per presentare  il racconto del suo primo anno di attività.

Per salvare l’ultimo lembo di bosco planiziale dell’Italia meridionale e probabilmente uno dei pochissimi rimasti nel sud Europa,  il progetto ha avviato un’intensa attività di studio, censimento e monitoraggio sui quali poi verranno effettuati piccoli interventi idraulico forestali per cercare di ripristinare le condizioni originarie ideali allo sviluppo del bosco igrofilo ed in particolare della Farnia (Quercus robur), la specie più minacciata ed a rischio di estinzione.

All’incontro sono intervenuti anche i sindaci di Policoro Enrico Mascia e di Rotondella Gianluca Palazzo, l’assessore regionale Rocco Leone e il direttore dell’Apt Antonio Nicoletti.  L’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa ha consegnato a un videomessaggio il suo pieno sostegno all’iniziativa di recupero e riqualificazione dell’area. Sostegno confermato dall’assessore Leone, convinto della necessità di dover consegnare  integro alle giovani generazioni un habitat così raro e prezioso. Un impegno condiviso dal direttore dell’Apt che del turismo en plein air ha fatto il motore della ripartenza.

I diversi aspetti del progetto sono stati illustrati da Maurizio Rosito (Legambiente Montalbano), Antonio Colucci (Organizzazione Aggregata WWF Costa Ionica Lucana), Francesco Ripullone (docente Università degli Studi della Basilicata), Andrea Piotti (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Bioscienze e Biorisorse), Gianluca Cirelli (Organizzazione Aggregata WWF Costa Ionica Lucana), Remo Bartolomei (Centro Studi Appennino Lucano), Fabio Quinto(Legambiente Montalbano).

Tante le belle scoperte che questa prima fase del progetto ha regalato. Circa 50 gli esemplari di  Farnia censiti  e mappati nel bosco Pantano,  poco meno di  500 i semi raccolti, piantumati in vaso e conservati in serra presso un vivaio locale.  Saranno queste piantine giovani il bosco del futuro.

Altrettante sorprese ha regalato il monitoraggio faunistico di mammiferi, rettili e anfibi nelle aree interessate dal progetto. Tra gli abitanti de “L’ultima foresta incantata”  una lontra con i suoi tre piccoli e una coppia di lupi.

A conclusione dell’attività di studio il progetto, della durata complessiva di 36 mesi, prevede piccoli interventi idraulico-forestali per cercare di migliorare le condizioni idriche ideali allo sviluppo del bosco igrofilo e la creazione di un orto botanico che consentirà di ricreare le fisionomie vegetali principali da utilizzare a scopo didattico e turistico.

Nove i partner del progetto: Legambiente Montalbano, Organizzazione Aggregata WWF Costa Ionica Lucana, Università degli Studi della Basilicata, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Bioscienze e Biorisorse – Bari, Amministrazione Provinciale di Matera, Associazione culturale “I Colori dell’Anima”, Associazione Protezione Civile Gruppo Lucano – Viggiano, Centro servizi impresa soc. coop e Centro Studi Appennino Lucano.

A completare una giornata immersi nella natura  un intero pomeriggio “sul campo” con le escursioni gratuite nel bosco in bike e nel retroduna in trekking.

Basilicata en plein air, Apt: promuovere offerta outdoor, vacanza attiva, turismo lento

in Economia

Riorganizzare e promuovere l’offerta connessa all’outdoor, alla vacanza attiva, al turismo lento, alla fruizione del paesaggio culturale lucano, mettendo in rete tutti coloro che offrono servizi particolari dedicati a turisti amanti delle attività a contatto con la natura e valorizzando così le risorse naturali e culturali presenti sul territorio. E’ questo l’obiettivo del progetto denominato “Basilicata En Plein Air”, che l’Agenzia di Promozione Territoriale di Basilicata ha avviato nei giorni scorsi con un avviso pubblico aperto, destinato agli operatori del settore, con cui si intende sia affiancare e supportare gli operatori nella fase della ripartenza, sia garantire un’offerta strutturata e qualificata ai futuri visitatori, in un nuovo scenario determinato dall’emergenza Covid.

Con tale avviso l’APT invita gli operatori ad aderire descrivendo il loro servizio o prodotto turistico, offrendo quindi la possibilità di promuovere sul mercato coloro che aderiranno con offerte innovative e qualificate.

«Siamo in una fase – spiega il direttore generale dell’APT, Antonio Nicoletti – in cui è stato necessario rivedere le strategie di marketing adattandole alla variabilità e all’incertezza del momento storico e soprattutto agli scenari che si apriranno già a partire dai prossimi giorni con la ripresa, seppur parziale e con tutte le limitazioni necessarie a garantire la sicurezza sanitaria, delle attività produttive legate alla filiera turistica. L’obiettivo principale, dunque, è quello di una pronta ripartenza legata a un’offerta realmente disponibile e attrattiva.

La Basilicata può coniugare la bassa penetrazione del virus alle qualità di un territorio e di un paesaggio con caratteristiche particolarmente adatte a rispondere alle nuove esigenze del turismo, generate dalla pandemia.

L’espressione “en plein air”, letteralmente “all’aperto”, rimanda a una modalità creativa resa famosa dagli Impressionisti francesi che, nell’800, innovarono il modo di fare pittura, aprendo una delle stagioni più straordinarie dell’arte mondiale. Dipingere ciò che gli occhi “vedono dal vero”, attraverso un uso dei colori e della luce del tutto nuovi, fu un atto di rottura con l’ordinarietà dell’accademia. Luce e colori sono caratteristiche dei paesaggi lucani; innovazione e abbandono dell’ordinarietà sono caratteristiche dell’offerta turistica della Basilicata».

L’avviso per gli operatori è consultabile sul sito www.aptbasilicata.it  

Accademia della ruralità: sostenere l’ospitalità rurale per salvare le aree interne

in Economia

Le aree interne della Basilicata rischiano di svuotarsi completamente nei prossimi mesi a causa del protrarsi delle restrizioni dovute all’emergenza Covid‐19. I fatti che stanno avvenendo in questi giorni segnalano una grave situazione di allarme di cui l’opinione pubblica non è consapevole. Nei comuni della Basilicata interna, gli operatori agrituristici e i ristoratori, che animano specificamente un turismo attivo ed esperienziale, raccontando il cibo e la storia delle comunità e dei luoghi, hanno rinunciato ad avviare le attività, nonostante il via libera del Governo e della Regione.

Questi operatori, infatti, soddisfano da sempre una domanda extraregionale ed estera di turismo alternativo a quello balneare e delle città. Una domanda che non potrà di nuovo formarsi fintanto che rimarranno le restrizioni alla circolazione interregionale ed a quella tra i diversi Paesi. Una domanda che non può essere sostituita spontaneamente da un’altra di dimensione regionale senza un’accurata e ben mirata promozione, anche mediante forme di incentivo da destinare alle famiglie. Aprire con la certezza che non ci saranno clienti significa per questi operatori sobbarcarsi ad un onere eccessivo e insopportabile.

Non basta aver autorizzato la circolazione nell’ambito della Regione per creare un’opportunità di lavoro alle tante trattorie e agli agriturismi dei piccoli comuni dell’alta collina e della montagna. In questi paesini il turismo non è di passaggio come nelle città. Coloro che li visitano ci vanno appositamente e per più giorni. E il motivo è molto semplice: essi non vanno in tali luoghi per mangiare frettolosamente un pasto e poi andarsene a fare altro; vanno invece a compiere un’esperienza esistenziale, che richiede il tempo necessario per l’ascolto, l’apprendimento e l’assimilazione. L’agriturismo o la trattoria è solamente il fulcro centrale della mappa di un percorso culturale, con una molteplicità di tappe nella spettacolarità della natura e della storia di queste comunità‐territori.

Purtroppo, i provvedimenti nazionali e regionali per l’emergenza e il rilancio dell’economia non tengono affatto conto di questa realtà. L’attenzione è rivolta esclusivamente alla ristorazione e al turismo culturale delle città. Viene invece del tutto ignorata l’ospitalità offerta dalle aree rurali e trascurato il suo indotto, costituito dalle attività agricole e alimentari, dall’agricoltura sociale, dall’artigianato artistico, dalle attività creative e di conservazione della memoria, dall’associazionismo dedicato al turismo attivo (trekking, bici, kayak), dai piccoli tour operator e dalle tante guide individuali. Un terziario civile fatto di ruralitudine innovativa che sta gradualmente diventando l’anima delle zone interne contemporanee.

Vi è, dunque, il fondato rischio che alcuni operatori si vedano costretti a trasferire le proprie attività nelle aree urbane e che altri le chiudano definitivamente dopo il lungo lockdown. Ma un esito siffatto significherebbe il totale svuotamento delle aree interne che vivono proprio di questo gracile e, tuttavia, irrinunciabile tessuto economico.

Come si può scongiurare che lo spettro dell’abbandono si aggiri e aggredisca i paesaggi agrari storici della nostra Basilicata e li condanni alla desertificazione e al degrado? Per evitare tale drammatica prospettiva, proponiamo alla Giunta regionale di adottare urgentemente due misure:

  1. a) un contributo straordinario agli operatori agrituristici e ai ristoratori che svolgono le loro attività nei piccoli comuni interni, a copertura delle spese di gestione;
    b) l’erogazione di voucher alle famiglie da spendere negli agriturismi e nei ristoranti dei piccoli comuni interni.

Questi due interventi vanno accompagnati da un’azione promozionale per far conoscere il patrimonio paesaggistico della Basilicata. I nostri paesaggi rurali che tutti ci invidiano sono, infatti, depositi di fatiche; di cultura materiale e immateriale; di valori e stili di vita continuamente rielaborati; di motivazioni e percorsi tecnologici per produrre, scambiare e consumare beni, organizzare servizi e attività di cura per le persone, le comunità e l’ambiente, conseguire obiettivi di sviluppo sostenibile.

Infine, è necessario organizzare nei piccoli comuni interni percorsi partecipativi dal basso che coinvolgano le amministrazioni comunali e la società civile (organizzazioni imprenditoriali e sindacali, soggetti del Terzo settore, ecc.), per elaborare e realizzare progetti di educazione alla cittadinanza. Tali progetti dovranno promuovere un’autonoma capacità tecnica, politica e giuridica dei cittadini a concorrere alla determinazione delle politiche di sviluppo sostenibile. Cardine dei progetti dovrà essere la trasmissione, da una generazione all’altra, della cultura del “saper fare” per promuovere nuove occasioni di lavoro. Solo se si creeranno istanze dinamiche di confronto e collaborazione, le differenze tra generazioni diverse potranno riconoscersi e interagire per generare e vivificare lo spirito dello sviluppo. Il documento è stato condiviso da:
Accademia Della Ruralità, Comunanza del Cibo Pollino, Consulta Regionale Piccoli Comuni della Basilicata, Turismo Verde Basilicata, AGIA Basilicata, Confesercenti Basilicata e inviato al Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, al VicePresidente Francesco Fanelli, all’Assessore Francesco Cupparo, alla Direzione dell’APT Basilicata.

 

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