Archivio tag

test rapidi

LA LETTERA. L’Anisap scrive a Bardi

in Emergenza Covid-19

Sono per ora tre i Comuni – Bernalda, Moliterno e Latronico – che si apprestano ad effettuare, autonomamente, test rapidi sierologici Covid-19, di cui si conosce poco circa le modalità di attuazione e soprattutto sul prodotto scelto. L’Anisap Basilicata ha inviato al Presidente Bardi una lettera aperta a firma del Presidente Roberto Cicchetti.

 

Covid-19 in Basilicata.Anisap, un esercito invisibile

 

Lettera aperta al Presidente Bardi

 

Illustrissimo Signor Presidente, la Associazione che mi onoro di presiedere si occupa della tutela di 20 strutture sanitarie private accreditate, dislocate in tutto il territorio regionale. Di queste 18 sono costituite da laboratori di analisi cliniche, nel cui organico sono operativi numerosi specialisti di laboratorio (biologi e medici), tecnici di laboratorio, infermieri oltre al personale amministrativo dedicato alla accoglienza.

Un esercito silenzioso e presente, che non si è mai fermato e non ha mai abbandonato i Cittadini, neppure, e soprattutto, nel gravissimo momento di crisi che l’Italia e la nostra Regione sta attraversando.

Mi permetto, dunque, di rivolgerLe questo mio semplice interrogativo, che non riesce a trovare risposta: perché questo esercito è tutt’ora invisibile?

Quale motivazione è sottesa al mancato utilizzo di questa importante e, a nostro avviso, fondamentale squadra di Professionisti, Biologi, Medici e Operatori Sanitari, capillarmente presenti sul territorio, muniti di specifiche competenze operanti in strutture che lo stesso Sistema Sanitario Regionale ha, prima autorizzato e poi accreditato, oggetto, da sempre, di minuziose attività di verifica e controlli di qualità?

Lei mi perdonerà, Signor Presidente, se non riesco a comprendere la causa di questa persistente e intenzionale volontà di ignorare questa Categoria di professionisti, proprio in un momento in cui la loro collaborazione si rivelerebbe più che preziosa per consentire la ripartenza della nostra Regione, permettendo una concreta, massiccia e analitica indagine epidemiologica su tutto il territorio regionale in tempi realmente utili e non dilazionati.

Questa Associazione ritiene, in merito, che uno “studio epidemiologico” debba essere il frutto di una valutazione preliminare da parte di un gruppo di studio (in questo caso regionale), che abbia uno specifico razionale e sia svolto, operativamente sul territorio, da soggetti/strutture di comprovata competenza ed esperienza in materia di test diagnostici.

Dalla stampa, invece, apprendiamo che sindaci di questa Regione hanno intrapreso in piena autonomia, ancorché in accordo con indicazioni regionali, la strada dello screening sierologico ai fini dello studio della sieroprevalenza nella popolazione del proprio comune.

Di fatto,iniziative come questa, che non hanno nulla dello studio epidemiologico in quanto prevede, in alcuni casi,una prestazione a totale carico del cittadino richiedente su base volontaria, si sostituisce, a nostro avviso, alla legittima, attività che i laboratori di analisi accreditati di Basilicata devono poter svolgere. Ovvero eseguire test diagnostici di laboratorio anche in ambito Covid-19, con la dovuta competenza e qualità di esperienza professionale.

A questi ultimi, però, capita, e questa volta sì sono visibili, di subire visite e controlli dei NAS volti proprio a stabilire se la struttura esegue esami diagnostici Covid-19. Ciò è alquanto paradossale.

In questo contesto, risulta ancor di più l’invisibilità di un complesso di strutture di Laboratorio accreditate, che hanno mezzi, competenze, personale e organizzazioni tali da consentire un intervento rapido ed efficace, capaci di svolgere le indagini di tipo sierologico, di cui tanto si sta discutendo, necessari per la rilevazione dei soggetti colpiti dal virus. Sono le stesse strutture a cui si rivolgono i cittadini di questa Regione quando necessitano di esami in ambito oncologico, infettivologico, nelle patologie croniche, esami di una complessità anche maggiore di quelli inerenti la diagnostica Covid-19.

Allo stato, le Regioni si stanno comportando in base a decisioni autonome, essendo prive di linee di indirizzo univoche da parte degli Organi di Governo. Eppure, il Comitato Tecnico Scientifico di cui si sta avvalendo il Governo centrale ha, a più riprese, auspicato fortemente l’utilizzo di una massiva indagine epidemiologica sul territorio, unica forma di identificazione di coloro che con il virus sono già venuti in contatto e dunque potrebbero aver sviluppato un’immunità che permetterebbe il ritorno alla vita lavorativa, necessaria per la ripresa della Regione.

Il“nemico” è invisibile, è sconosciuto e non vi sono certezze, tuttavia proprio non riesco a comprendere perché disperdere il prezioso apporto che gli Erogatori privati accreditati potrebbero fornire alla lotta al contagio.

E dunque, Signor Presidente, confido che, quale Garante della salute dei cittadini di questa Regione, possa prendere in seria considerazione la potenzialità e l’effettiva valenza del comparto delle strutture di laboratorio accreditate nel contrasto alla diffusione del Covid-19.

Dott. Roberto Cicchetti (nella foto d’apertura)

Presidente Anisap Basilicata

Covid-19, test diagnostici rapidi: in Usa il via libera. Il Cts in Italia frena

in Emergenza Covid-19

In un recente comunicato il Cts ha ribadito: ” “A oggi  l’approccio diagnostico standard rimane quello basato sulla ricerca dell’Rna nel tampone rino-faringeo”.

 

Test diagnostici sì o no? Molte regioni italiane a causa dei numeri sempre più elevati di richieste di “tamponi” – che restano il sistema migliore per diagnosticare la presenza o meno dell’infezione da Covid-19 – stanno manifestando in queste ore “interesse” verso i test rapidi. Nelle ultime ore, il senatore Saverio De Bonis in una nota diffusa alla stampa ha rivolto appello al Governo affinché “prenda seriamente in considerazione l’ipotesi di chiedere agli Stati Uniti di aprire al mercato europeo, magari a prezzi calmierati, i test diagnostici rapidi del Covid-19, oggi disponibili solo in territorio americano”.

Il test a cui fa riferimento De Bonis infatti ha ottenuto il via libero nelle ultime 48 ore dalla statunitense Food and Drug Administration (Fda) “per un nuovo test molecolare Covid-19 portatile che secondo l’azienda può fornire risultati positivi in appena cinque minuti e risultati negativi in ​13 minuti”.

Resta che attualmente l’unico test che serve nella lotta al coronavirus è quello che si fa cercando il genoma virale nei secreti respiratori. Altri test “rapidi” o “fai da te”, così come precisato dal Comitato Tecnico Scientifico (Cts), organo che ha lo scopo di fornire consulenza al capo del dipartimento della protezione civile in merito all’adozione delle misure di prevenzione necessarie a fronteggiare la diffusione del nuovo coronavirus, potranno essere utili più avanti.  Lo stesso virologo Roberto Burioni ha precisato: “il test rapido che cerca gli anticorpi potrà essere utile più avanti per capire, ad esempio, se una persona guarita può reinfettarsi o se invece rimane immune come per il morbillo . Ora abbiamo a disposizione solo questo tipo di test, che dà la risposta in qualche ora e può essere fatto da laboratori specializzati, non ce ne sono altri di dimostrata efficacia”.

In un recente comunicato il Cts ha ribadito: ” “A oggi  l’approccio diagnostico standard rimane quello basato sulla ricerca dell’Rna nel tampone rino-faringeo”.

Ultima modifica 14:07 del 30 Marzo 2020

 

 

 

 

 

Torna su