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Scanzano Jonico, il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento. La maggioranza annuncia azioni per “tutelare la Comunità”

in Cronaca

La notizia dello scioglimento del comune di Scanzano Jonico sta occupando in queste ore le attenzioni di un’intera comunità che attende impaziente sviluppi e aggiornamenti. Il pomeriggio di ieri è stato all’insegna dell’incredulità, la fonte istituzionale che ha dato riscontro alle prime notizie fornite dalla stampa è rappresentata dal comunicato stampa apparso nella rassegna del Governo (Consiglio dei Ministri) consultabile al seguente link.  Non è stato possibile parlare telefonicamente con il primo cittadino di Scanzano Jonico, Raffaello Ripoli, nel pomeriggio di ieri e nella mattinata odierna, tuttavia nella tarda serata di ieri, sindaco e maggioranza hanno affidato il loro commento ad un comunicato stampa in cui annunciano, tra le altre azioni, quella di

“essere pronti a far valere la verità ed a tutelare in ogni sede e con tutte le nostre forze il buon nome del Comune e la dignità dell’intera Comunità”.

Tanti i commenti, perlopiù affidati ai rispettivi profili Facebook, degli altri componenti del consiglio comunale di Scanzano Jonico. Fermo restando che nessun consigliere comunale o dipendente risulta indagato, al momento dopo la delibera del Consiglio dei Ministri, la domanda ricorrente è cosa accadrà già da domani (lunedì 23 Dicembre 2019) al comune jonico?

 DAL GOVERNO. Di ufficiale c’è che sul sito del Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri, ieri (21 Dicembre 2019) è apparso fra gli altri comunicati stampa quello riguardante le “deliberazioni a norma del Testo unico degli Enti Locale” e in esso è riportato che “Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi dei Consigli comunali di San Giorgio Morgeto (RC) e Scanzano Jonico (MT), e il contestuale affidamento dell’amministrazione di ciascun ente a una Commissione di gestione straordinaria”.

Le fibrillazioni in città e nel comprensorio jonico sono iniziate quando è apparso un Tweet del Tgr Rai (edizione regionale – Basilicata) che riportava alle 17:44 la notizia del deliberato del Consiglio dei Ministri sullo scioglimento del Consiglio comunale di Scanzano Jonico.

IL SINDACO E LA MAGGIORANZA. Da quel momento si è attivato il tam tam, l’Ente comunale alle 20:39 del 21 Dicembre 2019 ha inviato alla stampa un comunicato firmato dal sindaco, Raffaello Ripoli e dalla Maggioranza: “Oggi pomeriggio, intorno alle 17.23, abbiamo appreso con sconcerto dalla stampa (TGR Rai Basilicata) dell’avvenuto scioglimento del Consiglio Comunale di Scanzano Jonico per “infiltrazioni mafiose”. La notizia è stata poi confermata anche da altre testate giornalistiche. Sta di fatto che, sino a questo momento, nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta ad alcun organo del Comune (il che induce ad immaginare che eventuali “infiltrati”, semmai, potrebbero risiedere altrove e non certamente in questo Ente). Ovviamente attendiamo gli eventuali sviluppi della procedura con la tranquillità di chi ha la coscienza serena perché sa di essere distante mille miglia da qualsivoglia forma di criminalità ed, al contrario, di aver combattuto ogni genere di fenomeno delinquenziale e di aver lavorato, sin dal primo giorno, con onestà, nel pieno rispetto della legge e nell’interesse esclusivo della Comunità. In ogni caso, profondamente dispiaciuti per l’intera città che non merita affronti di questa portata, sui quali ci sarà comunque tempo e modo di fornire ogni particolare, preannunciamo di essere pronti a far valere la verità ed a tutelare in ogni sede e con tutte le nostre forze il buon nome del Comune e la dignità dell’intera Comunità”

LE MINORANZE. I consiglieri di minoranza del comune di Scanzano Jonico, dalle rispettive pagine social, hanno espresso la loro posizione. Claudio Scarnato e Rossana De Pascalis (Scanzano Conta), hanno così commentato: “Da cittadini della comunità di Scanzano Jonico, di cui tra l’altro abbiamo avuto l’onore di amministrare negli anni precedenti, esprimiamo il nostro più profondo rammarico per quanto accaduto in queste ore soprattutto pensando alla tanta gente onesta che lavora e vive nella nostra città. Rispettiamo la decisione del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e ci auguriamo che gli accertamenti delle autorità competenti, possano restituire l’integrità morale e sociale alla nostra comunità che non meritava di essere macchiata da questa notizia che ci lascia sgomenti. Già quando nel marzo scorso abbiamo appreso dell’insediamento della Commissione di accesso antimafia, l’organismo che, secondo quanto stabilito dell’art. 143 del decreto legislativo 267/2000, è composto da vice prefetti, funzionari di prefettura e funzionari delle forze dell’ordine che hanno avuto il compito di verificare l’eventuale infiltrazione e/o condizionamento di tipo mafioso all’interno del Consiglio Comunale, nonché degli uffici, si percepiva un clima di sconforto nella nostra cittadina. Oggi questa decisione scrive una delle pagine più nere della nostra breve storia, ma può rappresentare un momento di svolta e di rivincita sociale della comunità composta da persone perbene e che sicuramente saprà rialzarsi anche da questa batosta. Antonello Musillo (Movimento 5Stelle) ha scritto: “Una notizia sconcertante per la nostra piccola comunità. Ma come abbiamo sempre fatto la Scanzano onesta saprà riscattarsi a testa alta”. Il Gruppo Scanzano Libera, composto da Maria Giovanna Merlo e Sabino Giacco, dalle pagine ufficiali Facebook, ha fatto sapere di aver appreso la notizia da Twitter (TG Rai) e annunciato aggiornamenti. Il consigliere comunale Pasquale Cariello, dal suo profilo FB personale ha invece così commentato: “La notizia ha fatto velocemente il giro di tutta la Basilicata, e apprendiamo che il Comune di Scanzano Jonico è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Il provvedimento è stato deliberato ieri dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Al momento è noto solo che la decisione è maturata dopo mesi di lavoro dedicati a un’area del Materano, il Metapontino, che mi onoro di rappresentare nell’assise regionale. Una decisione che apre profonde riflessioni e ci fa tenere alta la guardia. La disposizione arriva a pochi giorni dal Santo Natale e invito tutta la comunità Scanzanese ad avere fiducia nelle istituzioni tutte e a trascorrere le festività con la serenità di sempre. Sono sicuro e ottimista che gli organi preposti accerteranno con professionalità la vicenda per sincerarsi chi la legalità l’abbia rappresentata finora. Sono vicino alla comunità di Scanzano Jonico e a tutta la gente perbene che è la stragrande maggioranza, che non va avvolta insieme alle organizzazioni criminali, quella gente va rispettata e tutelata. Si dice che dopo ogni tempesta il sole sorriderà, Scanzano rinascerà anche dopo questa nube”.

L’ARTICOLO 143 DEL TESTO UNICO.  “Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso”.

L’articolo a cui fa riferimento il comunicato stampa presente sul bollettino ufficiale del Governo nella sua formulazione iniziale riporta: “Fuori dei casi previsti dall’articolo 141, i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati a norma dell’articolo 59, comma 7, emergono elementi su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalita’ organizzata o su forme di condizionamento degli amministratori stessi, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento delle amministrazioni comunali e provinciali, nonche’ il regolare funzionamento dei servizi alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica. Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale comporta la cessazione dalla carica di consigliere, di sindaco, di presidente della provincia e di componente delle rispettive giunte, anche se diversamente disposto dalle leggi vigenti in materia di ordinamento e funzionamento degli organi predetti, nonche’ di ogni altro incarico comunque connesso alle cariche ricoperte”.

Il secondo comma dello stesso descrive gli aspetti più procedurali: Lo scioglimento e’ disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri. Il provvedimento di scioglimento deliberato dal Consiglio dei Ministri e’ trasmesso al Presidente della Repubblica per l’emanazione del decreto ed e’ contestualmente trasmesso alle Camere. Il procedimento e’ avviato dal prefetto della provincia con una relazione che tiene anche conto di elementi eventualmente acquisiti con i poteri delegati dal Ministro dell’interno ai sensi dell’articolo 2, comma 2-quater, del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 330 dicembre 1991, n. 410, e successive modificazioni ed integrazioni. Nei casi in cui per i fatti oggetto degli accertamenti di cui al comma 1 o per eventi connessi sia pendente procedimento penale, il prefetto puo’ richiedere preventivamente informazioni al procuratore della repubblica competente, il quale, in deroga all’articolo 329 del codice di procedura penale, comunica tutte le informazioni che non ritiene debbano rimanere segrete per le esigenze del procedimento. Il decreto di scioglimento conserva i suoi effetti per un periodo da dodici a diciotto mesi prorogabili fino ad un massimo di ventiquattro mesi in casi eccezionali, dandone comunicazione alle commissioni parlamentari competenti, al fine di assicurare il buon andamento delle amministrazioni e il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati. Il decreto di scioglimento, con allegata la relazione del Ministro, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana”.

Per approfondireTesto unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali

 

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