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Aor San Carlo: “Con la chirurgia robotizzata si potenzia l’attività dell’Oculistica”

in Cronaca

Aor San Carlo, Spera: “Con la chirurgia robotizzata si potenzia l’attività dell’Oculistica”

Con il primo intervento di chirurgia robotizzata della cataratta, avvenuto nella mattinata di ieri nell’ospedale ‘San Carlo’ di Potenza, si innalza ulteriormente la già elevata qualità delle prestazioni erogate dal reparto di Oculistica.

“Questa direzione strategica -commenta il direttore generale dell’Aor, Giuseppe Spera- ha fortemente voluto l’implementazione di tale esclusivo approccio chirurgico, in grado di assicurare la massima precisione di esecuzione grazie al Femtolaser, tecnica all’avanguardia ed in dotazione a poche strutture pubbliche a livello nazionale. Nonostante il contesto pandemico da Covid-19, che ha messo a dura prova la sanità nazionale, l’Aor San Carlo -sottolinea il direttore Spera- si è posta quale obiettivo essenziale e irrinunciabile il potenziamento e il rafforzamento della ripresa delle prestazioni ospedaliere erogate, di recente certificata anche dalla Scuola Sant’Anna di Pisa, e l’innalzamento quali-qualitativo delle stesse attraverso la messa a disposizione delle migliori tecnologie sanitarie”.

 

“Il Femtolaser  consente di attuare, con assoluta precisione, alcune fasi della chirurgia della cataratta, della chirurgia del trapianto di cornea e della correzione dei difetti visivi, superando i limiti insiti nelle altre procedure. Rivolgo un doveroso ringraziamento  alla direzione strategica e, in particolare, al direttore Spera che, ancora una volta, ha mostrato grande attenzione verso il benessere degli utenti ospedalieri e il progresso aziendale”,

 

ha dichiarato il direttore Lacerenza.

“Già lunedì 11 luglio –annuncia con soddisfazione il direttore generale Spera- l’oculistica di Potenza ha in programma tre interventi di oftalmologia pediatrica per patologie congenite, fino ad oggi causa di migrazione sanitaria passiva, con conseguente vantaggio delle famiglie lucane che potranno assicurare ai propri piccoli quanto necessario, con qualità riconosciuta anche dalla partnership con l’ospedale ‘Bambino Gesù’ di Roma, nella propria regione”.

Al San Carlo craniotomie a paziente sveglio per la cura dei tumori cerebrali

in Cultura

Aor San Carlo, Spera: “Importanti risultati per la Neurochirurgia nella cura di tumori cerebrali”

“Il traguardo raggiunto a fine dicembre 2021 dalla Neurochirurgia dell’ospedale San Carlo di Potenza, è un risultato di fondamentale importanza e di grande rilievo strategico per la sanità regionale”. Sono queste le parole pronunciate dal direttore generale Giuseppe Spera in merito ai dati emersi sul numero di craniotomie “awake surgery” effettuate presso il nosocomio potentino. Il direttore Spera ha poi continuato: “Il raggiungimento delle

300 craniotomie a paziente sveglio, sono sinonimo delle eccellenze sanitarie di cui vanta la nostra azienda e della grande fiducia che i pazienti ripongono in essa.

Dati rilevanti guardando al numero di casistiche nazionali, attestate generalmente su un numero estremamente esiguo di casi. La Neurochirurgia di Potenza presenta un gran numero di casi, in virtù dell’esperienza consolidata in tanti anni dal personale sanitario e dell’elevato numero di richieste di cura di tumori cerebrali che giungono da tutto il centro-sud Italia. L’importanza della procedura di craniotomia da sveglio – ha concluso il direttore Spera- è testimoniata anche dalla sua consolidata presenza all’interno della routine della sala operatoria della Neurochirurgia di Potenza, rappresentando, in media, poco più di un caso a settimana”.

Ha commentato il risultato raggiunto anche il direttore della Neurochirurgia, dottor Giovanni Vitale, che ha così riferito: “La costante fiducia riposta dai pazienti presso il nostro presidio è sinonimo del rapporto di fiducia creatosi tra la nostra equipe e tutto il personale sanitario con coloro che chiedono l’erogazione di determinati servizi. L’asportazione dei tumori cerebrali -ha continuato il dottor Vitale-  viene effettuata secondo il moderno criterio onco-funzionale. Il tessuto del malato viene asportato considerando la posizione delle aree cerebrali eloquenti, la quale viene definita sia monitorando il paziente sveglio durante l’intervento sia identificando le connessioni cerebrali principali, attraverso l’elaborazione della trattografia. Inoltre -ha concluso il dottor Vitale- la craniotomia presenta indubbi vantaggi in termini di resezione del tessuto tumorale e anestesiologici con l’eliminazione dell’intubazione: il paziente resta sveglio durante tutto l’arco dell’intervento senza percepire dolore e dialogando liberamente con chirurghi, anestetisti, infermieri e tecnici di sala operatoria”.

(foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nell’articolo)

Ospedale San Carlo: doppio espianto di organi

in Cronaca

Ospedale San Carlo: doppio espianto di organi in 24 ore da parte dello stesso gruppo operatorio

Due prelievi multiorgano sono stati effettuati nella serata di ieri e nella mattinata odierna a Potenza, nelle sale operatorie dell’ospedale ‘San Carlo’. Il primo su una donna di cinquant’anni, deceduta per problemi cerebrovascolari, e il secondo su una donna di sessantanove anni, deceduta per emorragia cerebrale massiva.

A darne notizia è il direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo, Giuseppe Spera, che “ha ringraziato le famiglie delle due donne per il grande gesto di generosità ed altruismo che dona la speranza di una vita nuova ad altre persone sofferenti e bisognose di ricevere gli organi”.

Le operazioni di prelievo sono state condotte da diverse equipe interaziendali, con il coinvolgimento del personale sanitario dell’Aor San Carlo, dell’ospedale ‘San Camillo’ di Roma, del Policlinico di Bari e dell’ospedale di Palermo. Le donazioni multiorgano hanno interessato i reni, il fegato e, in uno dei due casi, anche il cuore.

“Per la prima volta in Italia nello stesso gruppo operatorio sono stati effettuati due espianti in sole ventiquattro ore.

Ciò è stato possibile grazie allo straordinario sforzo di tipo organizzativo e di disponibilità delle risorse umane impiegate; è pertanto doveroso, questa volta più che mai, rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro i quali hanno partecipato alle operazioni di prelievo degli organi -ha concluso il direttore generale Spera- e hanno garantito la buona riuscita degli interventi assicurando, anche per mezzo dell’elisoccorso, la tempestività nella consegna degli organi medesimi agli ospedali di destinazione.

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AOR San Carlo: eseguito prelievo multiorgano

in Cronaca

AOR San Carlo: eseguito prelievo multiorgano. “Gesto nobile di grande umanità offre nuova opportunità di vita”.

Aor San Carlo, Spera su prelievo multiorgano operaio lucano: “Gesto nobile di grande umanità offre nuova opportunità di vita”.
Effettuato in mattinata, nella Rianimazione dell’ospedale San Carlo di Potenza, il prelievo multiorgano su un cinquantaquattrenne morto per una caduta sul posto di lavoro. Le operazioni di prelievo del fegato e dei due reni sono state condotte da una equipe medica composta da professionisti di più aziende, dopo che nella serata di ieri la Commissione certificatrice aveva accertato la morte dell’operaio lucano. Il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera, “nel dirsi addolorato per la seconda morte bianca in meno di un mese -dopo quella dell’operaio di Francavilla- ha ringraziato le famiglie dei due lavoratori lucani accomunati dal medesimo infausto destino che, nel momento più difficile per la perdita dei loro cari, con l’assenso alla donazione, hanno avuto la forza di pensare alla vita di altri grazie al gesto nobile di grande umanità”. Le congratulazioni della direzione dell’Azienda ospedaliera giungono ai medici ed agli operatori coinvolti nelle operazioni di prelievo di organi, dal Centro trapianti regionale all’ospedale di Matera e alla Rianimazione di Potenza, “per aver contribuito, ognuno per la propria parte, a portare a termine il prelievo e a realizzare la volontà delle famiglie di offrire una nuova opportunità di vita a quei cittadini sofferenti e beneficiari degli organi donati.

 

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Altre notizie: Al San Carlo asportazione carcinoma con metastasi epatiche

AOR San Carlo
L’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo”, Azienda pubblica dotata di personalità giuridica, si compone dei presidi di Potenza (DEA di II livello), di Pescopagano e dei presidi ospedalieri di Lagonegro, Melfi e Villa d’Agri, ad essa trasferiti dall’Azienda Sanitaria Locale di Potenza (ASP), in forza della legge regionale n. 2 del 2017, per costituire un’unica struttura ospedaliera articolata in più plessi.

La recente riforma del sistema sanitario voluta dalla giunta regionale di Basilicata ha trasformato il San Carlo di Potenza in Azienda Ospedaliera Regionale.

L’A.O.R. “San Carlo” ha la finalità di tutelare, migliorare e promuovere la salute dei cittadini.

 

 

San Carlo Potenza: buona riuscita intervento di asportazione carcinoma colon con metastasi epatiche

in Cronaca

Eseguito ieri, nelle sale operatorie dell’Irccs Crob di Rionero, un complesso intervento chirurgico di asportazione di un carcinoma al colon con plurime metastasi epatiche sincrone, reso possibile grazie alla partecipazione dei medici dell’ospedale San Carlo di Potenza, gli unici in regione formati nel trattamento chirurgico delle patologie del fegato.
Lo rende noto la direzione strategica dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza. L’intervento, realizzato grazie alla specializzata formazione chirurgica dei medici professionisti della Chirurgia generale del nosocomio potentino, Antonio Giuliani, direttore della unità operativa e Maria Lucia Izzo, è stato realizzato in due fasi: la resezione al colon eseguita dal direttore della Chirurgia oncologica del Crob Dario Scala, e le resezioni epatiche eseguite, invece, dal dottore Giuliani coadiuvato dalla dottoressa Izzo.
Il paziente è attualmente ricoverato, conducendo un regolare decorso post-operatorio al Crob di Rionero. “Ai medici e a tutti gli operatori che hanno reso possibile questo intervento chirurgico va il ringraziamento di questa direzione per l’importante risultato raggiunto che conferma quanto la collaborazione tra ospedali e aziende sia fondamentale per assicurare adeguate cure ai cittadini lucani, affinché la migrazione sanitaria verso altre regioni sia sempre meno un obbligo e, invece, cominci a diventare una opportunità quella di invertire la rotta rendendo più attrattivo il servizio sanitario della Basilicata nel suo complesso. L’evento conferma il contributo essenziale del San Carlo nella rete oncologica regionale, grazie anche alla esperienza nella chirurgia del fegato, del pancreas e dei trapianti di fegato, riconosciuta anche dalla partecipazione, per la prima volta dell’azienda San Carlo, ai convegni mensili sui trapianti di fegato che vedono coinvolti anche gli ospedali Cardarelli di Napoli e San Camillo Forlanini di Roma.

Plasma iperimmune: “Un’arma contro il COVID-19”

in Emergenza Covid-19

Gli studi sulla sperimentazione nazionale della terapia del plasma iperimmune di pazienti guariti hanno iniziato a dare ottimi risultati per la lotta contro il COVID. Il progetto, definito “TSUNAMI”, ha come capofila l’azienda ospedaliera Cisanello di Pisa, scelta dal Ministero della Salute, ISS e AIFA. L’Ospedale Madonna delle Grazie, in linea con gli studi scientifici, tramite l’ L’U.O.C. (Unione Operativa Complessa) del “Servizio Immunotrasfusionale” si occupa della raccolta, trattamento e conservazione del plasma iperimmune. 

La terapia consiste nel prelevare il plasma da soggetti guariti che hanno sviluppato un elevato numero di anticorpi. Viene infuso al paziente nella fase acuta della malattia per ottenere risultati efficaci.

<< In base alla letteratura scientifica fino ad oggi disponibile, – dichiara il dottor Giannella, Direttore del “Servizio Immunotrasfusionale” – è possibile affermare che questo tipo di terapia risponde rapidamente. Questo lascia ben sperare anche perché in passato, durante altre pandemie, è stata adoperata con successo >>. La difficoltà sta nel trovare donatori idonei. Il Dottor De Stefano, responsabile del progetto “TSUNAMI” in Basilicata, spiega che per effettuare la donazione del plasma bisogna avere determinati requisiti:

età compresa tra i 18-60; peso di almeno 50 kg; donne che non abbiano avuto gravidanze; soggetti ricoverati con diagnosi COVID-19 dopo 14 giorni dal tampone negativo; soggetti che abbiano già donato plasma iperimmune

<<Sono orgoglioso e soddisfatto di essere a capo di una struttura ospedaliera – dice il Direttore Generale ASM Annese – dotata di tutte le professionalità necessarie all’adozione della raccolta del plasma iperimmune. La nostra Azienda è allineata con gli ultimi studi scientifici nazionali in ordine all’efficienza del metodo e per questo ha iniziato, da qualche mese, la somministrazione randomizzata di questa terapia>>.

Chiunque abbia superato questa infezione da COVID-19, può contattare uno dei numeri del centro trasfusionale di Potenza e di Matera per sottoporsi ad un prelievo di sangue per verificare la eleggibilità all’essere donatori.

Successivamente, i donatori verranno sottoposti ad una procedura di plasmaferesi, sottrazione di plasma, che potrà, dopo ulteriori procedure di inattivazione, eseguite per eliminare eventuali infezioni date da agenti trasmissibili, essere somministrato a pazienti affetti da COVID – 19. Nonostante la carenza di personale sanitario, si sta lavorando con grande impegno per far fronte alle difficoltà e all’intensità del lavoro che questo delicato periodo di emergenza sanitaria richiede.

Ospedale San Carlo, 9 positivi asintomatici fra gli addetti del reparto di ginecologia

in Emergenza Covid-19

Sono stati registrati 9 casi positivi, tutti asintomatici, tra gli addetti del reparto di Ginecologia e ostetricia dell’ospedale ‘San Carlo’ di Potenza. A fronte delle verifiche già effettuate, si intende precisare, d’intesa con la Direzione generale dell’ospedale, che il focolaio non è partito all’interno del nosocomio, ma è legato a un evento privato a cui hanno preso parte fuori dalla struttura sanitaria diversi addetti del reparto, non osservando le necessarie misure di sicurezza. 

Cogliamo l’occasione per ricordare che l’unico mezzo per contrastare la diffusione e il contagio del virus Covid-19 sono il rispetto delle prescrizioni di contenimento: utilizzare la mascherina, mantenere il distanziamento, evitare gli assembramenti e lavare con frequenza le mani.

Il reparto di Ginecologia e ostetricia dell’ospedale ‘San Carlo’ è regolarmente aperto e sono garantite tutte le misure di sicurezza così come è stato fatto finora”.

 

È quanto fa sapere il dipartimento Politiche della persona della Regione Basilicata.

Negativi i 287 tamponi processati in Basilicata

in Emergenza Covid-19

Con questo aggiornamento i contagi confermati in tutta la regione sono 217. Ieri erano 219, ai quali vanno sottratte 2 persone guarite, su un totale di 10364 tamponi analizzati, di cui 9996 risultati negativi. Ai 217 positivi vanno aggiunti  25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 124 persone guarite, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle, 1 paziente di Padula Buonabitacolo riscontrato dall’Aor San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove attualmente si trovano in isolamento domiciliare. Attualmente i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane sono 64 così suddivisi: Azienda ospedaliera San Carlo: 18 in malattie infettive, 3 in terapia intensiva e 9 in pneumologia; Ospedale Madonna delle Grazie: 30 in malattie infettive e 4 in terapia intensiva. I lucani in isolamento domiciliare sono 153. Tutti i test positivi verranno inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalle persone risultate positive.

Il prossimo aggiornamento domani, 28 aprile, alle ore 12,00.

(VIDEO) Filippo Mele: “Regione e Asm a noi medici di famiglia ci avete abbandonato”

in Emergenza Covid-19

Con la voce più volte rotta dal pianto, l’appello di Filippo Mele, medico di medicina generale nonché storico cronista della Gazzetta del Mezzogiorno e blogger. “Andiamo a visitare i pazienti a mani nude. L’abbigliamento tecnico che usiamo non è quello adeguato per assistere eventuali pazienti conclamati Covid-19. Noi continuiamo a fare visite domiciliari. Rischiamo la vita”

Poi, Mele lancia l’appello: “come accaduto al personale sanitario del San Carlo di Potenza, anche ai medici di famiglia tamponi rapidi e dispositivi di sicurezza all’altezza della gravissima emergenza sanitaria”.

EMERGEMZA CORONAVIRUS. MEDICI DI FAMIGLIA DELLA BASILICATA A MANI NUDE AL DOMICILIO DEI PAZIENTI

Così noi medici di medicina generale della Basilicata andiamo a casa dei pazienti allettati. Ho registrato questo video con le lacrime agli occhi per la rabbia ed il dolore. L'ho fatto per me, la mia famiglia, i miei amici e colleghi, i miei pazienti. Ho 67 anni e lotto contro il cancro alla prostata. Sono un siggetto a rischio Covid-19 per età e patologia. Ma combatterò contro il Coronavirus sino a quando esso non sarà sconfitto. Senza paura.

Posted by Filippo MELE on Tuesday, March 31, 2020

Covid19, all’ospedale San Carlo test rapidi per operatori sanitari

in Emergenza Covid-19

Se il risultato del test rapido fosse positivo, si cercherà un immediato riscontro attraverso il tampone tradizionale

(ANSA) – POTENZA, 27 MAR – Da domani, “tutto il personale dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza sarà sottoposto al test rapido per il rilevamento degli antigeni del covid-19“.
Lo ha annunciato la stessa azienda ospedaliera precisando che si tratta di un test “di ultima generazione”: cerca gli antigeni e non gli anticorpi e il risultato sarà noto in un tempo compreso tra dieci e 15 minuti. Se il risultato fosse positivo, si cercherà un “immediato riscontro attraverso il tampone tradizionale”.

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