Archivio tag

ristoratori

Covid19 Basilicata: positività al 3.5%

in Emergenza Covid-19

Covid19 Basilicata: positività al 3.5%. I dati del bollettino aggregato del fine settimana, in regione risultano 38 nuovi contagi e 48 guariti. Tre pazienti in terapia intensiva, nessun decesso. Nuovi contagi nel Metapontino: 3 Montalbano Jonico, 2 a Pisticci e 5 a Policoro e 1 a Tursi. I guariti nel comprensorio: 1 a Scanzano Jonico. A livello nazionale si va verso l’estensione dell’obbligo del green pass.

La task force regionale comunica che nella giornata di ieri, 5 settembre, sono state effettuate 2.884 vaccinazioni. A ieri sono 405.963 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (73,4 per cento) e 330.076 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (59,7 per cento) per un totale di somministrazioni effettuate pari a 731.145 su 553.254 residenti (dati portale Poste italiane).
Sempre nella giornata di ieri sono stati processati 302 tamponi molecolari per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 4 (tutti relativi a residenti in Basilicata), sono risultati positivi. Nella stessa giornata sono state registrate 32 guarigioni (29 riferite a residenti in Basilicata).
Il bollettino quotidiano con i dati riassuntivi consultabile collegandosi alla pagina web dedicata.

ISTANTANEA NAZIONALE: GREEN PASS, SI VA VERSO L’ESTENSIONE DELL’OBBLIGO

Il green pass esteso sarà obbligatorio da ottobre per dipendenti pubblici e per chi lavora in bar, ristoranti, palestre

Ristoratori, gestori di palestre e piscine, addetti ai trasporti a lunga percorrenza saranno i primi a doversi mettere in regola con il green pass insieme ai dipendenti della pubblica amministrazione.
Il green pass obbligatorio per i dipendenti pubblici e i lavoratori dei settori dove è già previsto per i clienti entrerà in vigore ai primi di ottobre. La strada è ormai segnata, nonostante le divisioni interne alla maggioranza di governo. Dopo la cabina di regia che sarà convocata questa settimana dal presidente del Consiglio Mario Draghi, arriverà l’approvazione del decreto. Ma bisognerà lasciare trascorrere almeno 15 giorni per dare a chi non è vaccinato la possibilità di sottoporsi alla prima dose, condizione indispensabile per ottenere la certificazione verde. Ristoratori, gestori di palestre e piscine, addetti ai trasporti a lunga percorrenza saranno i primi a doversi mettere in regola. Insieme ai dipendenti della pubblica amministrazione. E intanto sarà avviata la procedura per la somministrazione della terza dose alle persone «fragili». Una road map che il governo chiuderà entro il 31 dicembre, quando scadrà lo stato di emergenza. Tre mesi scanditi da vertici e decreti per ripartire in sicurezza, riaprire le scuole in presenza scongiurando altri lockdown e nuove chiusure delle attività commerciali. L’articolo completo su CorSera

Prenotazione tamponi molecolari Covid19 gratuiti a Policoro e Matera

I ristoratori e gli albergatori lucani sperano nella “zona gialla”

in Economia

E c’è chi comunque si prepara al delivery, Coronato propone il “panuozzo lucano”: luci spente in osteria ma cucine a lavoro

I ristoratori lucani e gli albergatori con ristorante incrociano le dita nella speranza che quanto prima la Basilicata possa tornare in zona gialla. Le festività natalizie sono vicine e la cucina da asporto o con consegna a domicilio, per la gran parte degli esercenti, non garantisce nemmeno di coprire le spese vive quotidiane. La Fipe-Confcommercio ha fatto due conti. Stare chiusi a Natale costa altri 7 miliardi di euro al settore – che si aggiungono ai 27 miliardi già persi sui 95 di fatturato annuo. E’ l’allarme lanciato dal direttore generale di Fipe-Confcommercio Roberto Calugi  secondo il quale

“il governo deve mettere mano al portafoglio: i ristori erogati sono purtroppo inadeguati e insufficienti a compensare danni così ingenti. E’ urgente intervenire rafforzandoli”.

“Noi esprimiamo tutto il nostro sconcerto perché qui stanno saltando 60 mila imprese vere e 300 mila posti di lavoro” incalza Calugi. Piuttosto “è necessario chiudere chi non rispetta le regole e fare i controlli ma anche la chiusura di bar e ristoranti la sera è davvero incomprensibile. Se la risposta è chiudere mettano mano al portafoglio. – insiste Calugi – Il governo allora faccia un decreto ristori quinquies con 5 miliardi di euro per il fondo ristorazione”.

I ristoratori lucani hanno trovato un alleato. L’assessore regionale alle Attività Produttive Francesco Cupparo nel webinar con gli operatori del turismo si è schierato dalla loro parte. “Che dobbiamo fare per tornare in zona gialla?” – si è chiesto l’assessore polemizzando con la decisione del Governo di confermare la Basilicata in zona arancione, come ha già fatto il Presidente Bardi. “Ci vogliono far chiudere”: sbotta Michele Tropiano presidente Federalberghi-Confcommercio. “La crisi avanza, e molti ristoranti cercano – ognuno a suo modo – di reinventarsi e studiare strategie per tamponare la situazione, mettendo in campo nuovi progetti off, proposte semplificate, cambiamento di orari, delivery e c’è persino di pensa ad una ristorazione veloce, e tutto intorno fioriscono start up e piattaforme per la consegna a domicilio di ogni genere di cibo, anche se spesso queste sono iniziative più vicine a operazioni di comunicazione e marketing, buone per continuare a mantenere saldo il legame con la clientela e attivo il team di lavoro, ormai sfiancato da lunghi mesi di incertezza e inattività. Per questo – dice Tropiano – l’apporto della politica è essenziale, con misure a sostegno del settore. Ora occorre dare dignità a un settore, quello della ristorazione, che ha un peso non solo economico, ma anche culturale e sociale. il modello di vita italiano poggi su un’idea di città aperta, con serrande alzate, locali che sono parte integrante della socialità, dello scambio, della condivisione umana e culturale”. E c’è chi comunque si prepara al delivery lanciando già i menù dei tradizionali pasti di Natale e delle feste in famiglia, con varianti innovative dai gusti e sapori forti e emozionanti. Antonio Coronato – dopo aver promosso il “panuozzo lucano” – dall’Osteria della via Appia semina ottimismo: “È un periodo che ci segnerà per tutta la vita ma nulla può scoraggiarci e credere in un futuro migliore… noi al Natale non ci rinunceremo…Il pasto della cucina popolare è parte integrante del Natale in famiglia e per questo le luci sono spente in Osteria, la sala è vuota ma la cucina è pronta per ogni esigenza. Anzi avvertiamo una maggiore responsabilità per rendere più sereno questo Natale. Da giorni chiediamo ai nostri clienti di fare il proprio menù. A tutto il resto pensiamo noi”.

 

Torna su