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L’INTERVENTO. Giordano: considerazioni Piano Strategico regionale

in Politica

Se non  si pone mano a quella che è definita governance, cioè la struttura organizzativa ed attuativa del Piano, il documento rischierebbe di restare “un libro dei sogni”.

 

 

L’11 gennaio 2022 è approdato in Consiglio Regionale il Piano Strategico Regionale 2021 – 2030. In proporzione all’importanza di questo strumento, forse se ne è parlato assai poco e ciò ha influito enormemente sui livelli di condivisione di questo strumento programmatico strategico, il cui scopo sarebbe quello di delineare una “visione” su ciò che la Regione dovrebbe essere da qui al 2030 e delle azioni che occorrerà mettere in campo.

Nei pochi commenti e servizi dei media sul Documento ci si è lamentato, infatti, dei ridotti livelli di condivisione e di partecipazione alla sua elaborazione. Se, dal momento in cui è stato pubblicato sul sito web della Regione (circa un mese fa) si fosse alimentato un dibattito serrato su di esso il “quarto potere” avrebbe esercitato quella sua prerogativa di “controllo” sul potere politico che probabilmente lo avrebbe indotto a mettere in campo un numero maggiore di iniziative di condivisione del documento ma, soprattutto, del suo processo di elaborazione.

Veniamo ora al merito. Cioè a ciò che vi è scritto e riportato. Ritengo che le 172 pagine del documento diano tutto sommato un’idea abbastanza precisa e realistica delle criticità della nostra Regione e di ciò che servirebbe per risolverle ed appianarle.

Tuttavia essendo la politica, come diceva qualcuno, “il dominio dell’imperfetto perfettibile”, intendo soffermare lo sguardo su alcuni aspetti che, in sede di atti esecutivi ed attuativi, occorrerà tener presente.

A pagina 24 si evidenzia la necessità di “rivedere l’assetto infrastrutturale regionale” tenendo presente la posizione “baricentrica” della Basilicata nel Meridione d’Italia, regione-cerniera il cui attraversamento è indispensabile per collegare Adriatico, Jonio e Tirreno; di qui l’ipotesi di agire su un’effettiva “alta velocità” sulla tratta “Taranto – Metaponto – Potenza – Salerno” o di riammodernare la Statale “Basentana” e la Statale “106 Jonica”.

Non si cita affatto però la necessità di agire anche sulla statale “Fondo Valle dell’Agri” che è l’arteria sulla quale “corre” il 30 per cento del petrolio lucano.

Non si parla anche della necessità di ristrutturare e rendere ancora più percorribile la “Tito – Brienza” e la “Statale 7” unitamente all’ex statale 497 che collega Pisticci Scalo a Tursi mettendo in collegamento le quattro arterie di fondo valle: Bradanica, Basentana, Val d’Agri e Sinnica”. 

La realizzazione di questi lavori di ristrutturazione e riammodernamento risulterebbe utile sia per riammodernare il “trasporto locale” (altro obiettivo del Piano Strategico) sia per mettere in collegamento veloce Campania e Puglia con le nostre montagne, se le si vuole avviare ad un serio discorso turistico di fruizione dei nostri parchi.

Si registra realisticamente che ‹‹il vero fattore scarso dell’economia non sono le risorse, ma la capacità organizzativa, capacità essenzialmente imprenditoriale, consistente nell’organizzare le risorse potenzialmente disponibili, a partire da quelle endogene››. Non si pone però in virtuosa relazione con questo dato di analisi il ruolo strategico che possono avere l’università, la formazione professionale, gli ITS (Istituti Tecnici Superiori), l’alta formazione con i Master e la Formazione Professionale. Quest’ultima avrebbe bisogno di una seria riforma per far si che gli obiettivi non le siano posti dagli Enti di Formazione bensì dalle necessità effettive del mondo della produzione, una vera e propria “rivoluzione copernicana” insomma.

Alta Formazione e Formazione professionale potrebbero rivestire un ruolo strategico anche nel settore primario, quell’agricoltura che, come sostiene lo stesso documento, valse al Metapontino 20 anni fa la denominazione di “California del Sud”. È noto che i nostri produttori sono magnifici produttori di ortofrutta ed agroalimentare ma ne sono pessimi commercianti e il vero valore aggiunto viene assorbito dalle grandi cooperative dell’Emilia Romagna.

A tal fine sarebbe importante anche realizzare nella nostra regione (baricentrica abbiamo detto) una piattaforma logistica per l’agroalimentare e l’ortofrutta,

il che dovrebbe rappresentare una priorità nel prossimo PSR. In tutto il Sud non ce n’è una e i nostri produttori sono costretti a servirsi di quelle esistenti in Romagna. A queste conclusioni arrivò nel 2010 il Distretto Agroalimentare di Qualità del Metapontino che si attrezzò di uno studio dell’Università della Basilicata e di un progetto di massima.

Non sono suggestioni che vanno ad impattare sul meritevole impianto generale del documento ma sicuramente ne integrerebbero le potenzialità e, in sede di definizione degli atti esecutivi, sarebbe possibile recuperarle. 

Poi vi è un’altra questione di metodo importante. Se la politica regionale non comprende che non si tratta di un adempimento formale, ma di una rotta che occorre percorrere rapidamente per salvare la Regione; se non  si pone mano a quella che è definita governance, cioè la struttura organizzativa ed attuativa del Piano, il documento rischierebbe di restare “un libro dei sogni”. Ne abbiamo letti parecchi di questi libri e il loro effetto è stato quello di farci smettere di sognare.

Leonardo Giordano

Dipartimento Nazionale Istruzione e  Formazione 

Fratelli d’Italia

In Basilicata 257 interventi Superbonus 110% per €66 milioni

in Economia

In Basilicata 257 interventi Superbonus 110% per €66 milioni. Sempre in Basilicata inoltre le compravendite sono aumentate del +8,6%

La fotografia di SAIE Bari, la principale fiera delle costruzioni in Italia – dal 7 al 9 ottobre 2021 presso la Nuova Fiera del Levante di Bari –  sulla base dei dati elaborati dall’ANCE, in merito al Superbonus 110% e all’impatto del PNRR

Dal PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) in arrivo €107,7 miliardi per l’edilizia a livello nazionale, circa metà dei fondi del piano. L’Italia punta su edilizia pubblica e privata per trainare la ripresa.

· Superbonus 110%, fotografia ANCE: 24.503 gli interventi a livello nazionale. Tra le regioni spiccano Lombardia, Veneto e Lazio. Bene anche le grandi regioni del Sud
· SAIE è la prima Fiera delle Costruzioni d’Italia, con un portafoglio di oltre 250 aziende in esposizione e il sostegno di 40 associazioni del settore tra cui ANCE. La manifestazione ritorna a Bari dopo il successo del 2019 dando ampio spazio alle misure governative, protagoniste del convegno inaugurale “Stati Generali del Superbonus 110% e degli altri incentivi fiscali”

Per supportare la ripresa occorre puntare sul sistema delle costruzioni. Con il Superbonus 110%, l’edilizia privata sta vivendo una stagione di rinascita, spinta dalla ripresa del mercato immobiliare residenziale:

in Basilicata le compravendite sono aumentate del +8,6% nel I trim. 2021 rispetto al I trim. 2019.

Secondo la fotografia di SAIE Bari, la principale fiera delle costruzioni in Italia (dal 7 al 9 ottobre 2021 presso la Nuova Fiera del Levante di Bari), sulla base dei dati elaborati dall’ANCE, in Basilicata sono stati effettuati al 1° luglio 257 interventi legati al Superbonus 110%, per un valore totale di 66 milioni di euro.

Gli investimenti previsti dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato poche settimane fa, hanno poi rimesso l’edilizia pubblica al centro della vita economia del Paese. Dei 222 miliardi di euro di investimenti del PNRR, quasi metà (48%) riguardano il settore delle costruzioni a livello nazionale. Parliamo di 107,7 miliardi destinati interamente all’edilizia per accompagnare l’Italia verso la rivoluzione verde e digitale delle infrastrutture. SAIE Bari, sostenuta attivamente da ANCE e da oltre 40 associazioni del settore, è la manifestazione di riferimento per l’intera filiera delle costruzioni: evento essenziale per conoscere, mostrare, fare networking e superare le difficoltà che ne hanno ostacolato la crescita.

Superbonus 110%: crescono gli interventi. Bene Lombardia, Veneto, Lazio e Sud. Ora serve la proroga

Il Superbonus 110% rappresenta un successo per due motivi: ha contribuito a rilanciare la filiera edile, che veniva da un periodo complicato, e sta aiutando il Paese a raggiungere gli obiettivi di sicurezza sismica e di efficienza energetica. La misura ha riscosso grande partecipazione: secondo i dati Enea-Mise, al 1 luglio 2021, risultano 24.503 interventi legati al Superbonus per un valore di quasi €3,5 miliardi. Rispetto al monitoraggio di maggio emerge inoltre un aumento del +32% in termini di numero e del +39,7% nell’importo. Tra le regioni spicca la Lombardia (con 3.293 interventi per un valore di €507 mln), seguita dal Veneto (3.111; €353 mln) e dal Lazio (2.383; €310 mln). Buone le performance delle quattro regioni meridionali più popolose: Sicilia, Puglia, Campania e Calabria, tutte nella top10. L’elaborazione ANCE su dati Enea ci restituisce la fotografia di un incentivo che piace sia quando si tratta di edifici condominiali – che determinano il 43% circa del valore degli interventi e che sono caratterizzati da un importo medio che supera i 500mila euro – sia quando si tratta di edifici unifamiliari (35%) che di unità immobiliari indipendenti (22%).

La priorità, adesso, è rendere il Superbonus sempre più sistemico con una proroga almeno fino al 2023. Solo così si potrà evitare di perdere importanti opportunità, incentivare nuove iniziative e, soprattutto, coinvolgere nella maniera più efficace gli istituti bancari, essenziali per finanziare gli interventi. Proprio questi saranno i temi che animeranno il convegno inaugurale di SAIE dal titolo “Stati Generali del Superbonus 110% e degli altri incentivi fiscali” e tanti altri momenti di condivisione e approfondimento. Inoltre, grazie al suo format innovativo che combina esposizione, workshop e convegni, per le imprese la fiera sarà il momento ideale per promuovere tutte le soluzioni che permettono di accedere al Superbonus 110% e agli altri bonus.

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