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“SpINNaker”: contrasto alla pesca illegale sulle coste tarantine e lucane

in Cronaca

Contrasto alla pesca illegale sulle coste tarantine e lucane
I numeri della Capitaneria di Porto di Taranto

Si è conclusa in data odierna l’operazione complessa di controllo pesca “SpINNaker” (INN, acronimo di Pesca Illegale Non dichiarata e Non regolamenta), svoltasi in questi primi mesi del 2024 su tutto il territorio nazionale, che ha visto in campo donne e uomini della Guardia Costiera impegnati in controlli sulla filiera ittica, sia a terra che in mare.
L’obiettivo principale è stato quello di prevenire, individuare e contrastare qualunque forma di illegalità che possa pregiudicare in maniera significativa gli stock ittici e alterare il principio di leale concorrenza sul mercato a causa di comportamenti disonesti, che possano indebolire anche la capacità del cittadino di autodeterminarsi correttamente nella scelta del prodotto ittico.
Massima attenzione è stata rivolta al contrasto della pesca illecita del c.d. “bianchetto” (o “novellame di pesce azzurro”), che in questo periodo dell’anno viene inesorabilmente perpetrata lungo tutta la costa Jonica da parte di persone senza scrupoli.
La pesca del novellame, infatti, crea danni enormi all’ecosistema marino in quanto la cattura di pesci così piccoli non permette alle varie specie di raggiungere l’età adulta, andando ad alterare il precario equilibrio della relativa risorsa ittica, già messa a dura prova dalla pressione antropica.
Varie le fattispecie illecite contestate, che vanno dall’introduzione in commercio di prodotti ittici sottomisura provenienti da zone di cattura non consentite, alla contraffazione delle indicazioni geografiche.
Preceduta da una mirata attività di intelligence investigativa, l’operazione, ha visto impegnati nel complesso oltre cinquanta militari, due motovedette e due gommoni della Guardia Costiera tarantina, che hanno perlustrato diuturnamente l’intera fascia marittimo/costiera.
Tra gli interventi di maggior rilievo, quello messo a segno alla foce del fiume Agri (comune di Policoro) nella mattinata del 7 febbraio scorso, dove una squadra composta da 8 militari della Guardia Costiera e 2 agenti di polizia, hanno sorpreso una decina di piccoli barchini intenti allo sbarco a terra del “bianchetto”.
Sebbene tali pescatori di frodo alla vista dei militari abbiano fatto rapidamente perdere le loro tracce lungo i bassi fondali interni del fiume, sono stati tuttavia recuperati diversi fusti con all’interno un totale di circa 200 Kg di novellame nonché una grossa rete da pesca di lunghezza complessiva di oltre 500 metri, dotata di maglie finissime, il cui utilizzo risulta assolutamente vietato.
Questi i dati fatti pertanto registrare dagli uomini della Capitaneria di Porto di Taranto, che si ricorda operano lungo tutto il litorale che va dal Comune di Nova Siri (MT) a quello di Manduria (TA), con l’ausilio del personale in servizio presso i dipendenti Uffici Locali Marittimi di Maruggio e Policoro:
60 controlli complessivi effettuati;
20 ispezioni agli esercizi commerciali;
9 illeciti amministrativi contestati;
6 attrezzi da pesca sequestrati, (reti da pesca non autorizzate e/o conformi, per una lunghezza complessiva oltre il chilometro);
12.000 euro per sanzioni pecuniarie contestate;
300 Kg. di prodotto ittico sequestrato.
I controlli continueranno incessanti per la tutela dei cittadini e per la salvaguardia del bene mare, al contempo, ribadendo il dovuto consiglio di pretendere all’atto dell’acquisto di qualsiasi singola partita di pescato ogni utile notizia sulla provenienza di quel prodotto commercializzato per il quale dovranno essere immediatamente resi disponibili e visibili tutte le informazioni sulla relativa tracciabilità.
Ciò a tutela non solo della propria salute, ma anche e soprattutto al fine di non alimentare ulteriormente, attraverso l’acquisto di partite di pescato illecite, la filiera ecocriminale di somministrazione al pubblico di prodotti ittici che costituisce una delle criticità sistemiche di questo territorio e che incide sullo sviluppo dello stesso indotto “legale” di commercializzazione e vendita.

Pesca abusiva: controlli a tappeto. Sequestri anche a Scanzano e a Policoro

in Cronaca

Pesca abusiva: controlli a tappeto. Sequestri anche a Scanzano e a Policoro. I controlli per reprimere la pesca illegale proseguiranno anche nei prossimi giorni

A mare e a terra, continua incessante l’attività di monitoraggio e controllo delle donne e degli uomini della Guardia Costiera di Taranto. Nei giorni scorsi, e durante il fine settimana, i militari a bordo delle unità navali dipendenti hanno effettuato diverse operazioni finalizzate al contrasto della pesca abusiva.
Giovedì 17 marzo, il dipendente battello penumatico A85, coadiuvato dall’unità CP 840, durante la consueta attività di controllo che interessava in particolare il litorale occidentale e l’area portuale, ha sanzionato un peschereccio che esercitava attività in zona vietata, elevando una sanzione pecuniaria per un importo pari a €.2000,00 e provvedendo al sequestro amministrativo di una rete da circuizione della lunghezza di 100 metri.
Venerdì 18 marzo, la dipendente unità CP 555, durante l’attività di pattugliamento che ha interessato il litorale Orientale, ha sanzionato il conduttore di un natante che esercitava l’attività di pesca sportiva illecitamente e pertanto elevando una sanzione pecuniaria per un importo pari a €.1000,00, provvedendo anche al sequestro amministrativo di una rete da posta della lunghezza di 90 metri circa. Nell’ambito della stessa attività, veniva elevata una seconda sanzione per un importo pari a €.1000 a un secondo “pescatore sportivo” per l’esercizio illegittimo di tale attività, ponendo sotto sequestro oltre 200 esemplari di ricci di mare.
Ancora sabato 19 u.s., nell’ambito dell’attività di vigilanza lungo il litorale jonico lucano, in località 3^ Madonna del Comune di Scanzano J. (MT), il personale dipendente dell’Ufficio Locale di Policoro ha sottoposto a sequestro amministrativo una rete da posta di superficie lunga 50 mt. circa, armata con galleggianti e lime, elevando contestualmente verbale amministrativo di euro 2.000 nei confronti di un diportista.
Anche nel corso dei prossimi giorni, continueranno i controlli finalizzati, in primo luogo, al contrasto e alla repressione dei fenomeni di pesca illegale ma soprattutto la tutela della salute del consumatore finale.

Contrasto alla pesca illegale del bianchetto

in Cronaca

Contrasto alla pesca illegale del bianchetto: i militari della Guardia costiera di Taranto, in collaborazione con i nuclei Carabinieri biodiversità di Ginosa e Metaponto hanno bloccato cinque unità da diporto

Nella giornata del 24 febbraio, nell’ambito di attività di tutela delle risorse ittiche, i militari della Guardia costiera di Taranto, in collaborazione con i nuclei Carabinieri biodiversità di Ginosa e Metaponto e con il gruppo Carabinieri Forestali di Matera, “durante un’operazione mirata al contrasto della pesca illegale del pesce allo stato novello – cosiddetto “bianchetto” – hanno bloccato cinque unità da diporto che trasportavano le reti utilizzate per tale tipo di pesca illegale”, è scritto in una nota inviata in queste ore.

“Le attività di controllo, avvenute nelle acque a pochi metri dal litorale Jonico occidentale Tarantino, hanno consentito di sorprendere alcuni pescatori di frodo nella detenzione di attrezzi da pesca illegali. Dai controlli effettuati a bordo dei natanti in questione, infatti, è stata accertata a carico dei soggetti in questione la detenzione illecita di un particolare tipo di rete vietata e utilizzata per la cattura del cd bianchetto, e cioè di alici e sarde allo stato di novellame: esemplari giovanili di cui è assolutamente vietata la pesca. Le reti utilizzate per tale tipologia di pesca di frodo sono “sciabiche” dotate di un sacco terminale a maglie strettissime, che rende impossibile la selettività degli esemplari giovanili vi entrano, con conseguenti danni per le risorse biologiche marine. Nonostante a bordo non sia stato rinvenuto prodotto ittico, pertanto, i soggetti in questione sono stati puniti per la detenzione illecita di attrezzi da pesca non consentiti, con l’elevazione di sanzioni amministrative per 9.000 euro e il sequestro delle reti in questione. L’attività di contrasto alla pesca illegale in questione si inserisce nel continuo e costante controllo e monitoraggio dell’intera filiera ittica, al fine di tutelare l’ambiente marino e gli stock ittici più sottoposti a sovrasfruttamento”.

Pesca sostenibile: seminario a Policoro

in Appuntamenti

Pesca sostenibile: seminario a Policoro. Saranno illustrati i primi risultati dei progetti ImBioFan e RimFor

I primi risultati dei progetti ImBioFan e RimFor sono l’oggetto di un seminario che si terrà lunedì 20 dicembre, a partire dalle ore 9:30, nella sala consiliare del comune di Policoro.

L’obiettivo comune dei due interventi, finanziati nell’ambito della misura 1.40 del Feamp Basilicata 2014/2020, è quello di rendere la pesca sulla fascia ionica lucana più redditizia e sostenibile

attraverso due specifiche azioni: fertilizzare le acque con bio-promotori e individuare e rimuovere rifiuti fantasma, primi fra tutti le reti. Entrambi i progetti prevedono il raggiungimento dell’obiettivo attraverso il coinvolgimento diretto dei pescatori locali, coadiuvati da esperti di ecologia e biologia marina.
“La presentazione dei primi esiti di progetto diventa l’occasione per fare un approfondimento a più voci sulla pesca sostenibile come opportunità di reddito e di crescita dei comuni lucani che si affacciano sullo Ionio”, afferma il professor Giovanni Quaranta, docente di economia all’Università degli studi della Basilicata e responsabile del progetto ImBioFan. “La pesca rappresenta un settore che ha le potenzialità per diventare un volano di sviluppo per l’intero territorio – continua il prof. Quaranta – a patto che tutti gli attori in campo collaborino costantemente per delineare insieme la migliore strategia”.
Dopo i saluti del sindaco Enrico Mascia e l’intervento di apertura dell’assessore regionale alle politiche agricole e forestali Francesco Fanelli, lo stesso professor Quaranta introdurrà i lavori, moderati da Caterina Salvia, vicepresidente esecutiva di Legacoop Basilicata. Il programma prevede poi i contributi dei professori Marco Ragni, docente all’Università di Bari Aldo Moro che è tra i partner di progetto, e Roberto Carlucci, anch’egli docente dell’ateneo pugliese e responsabile del progetto RimFor. Interverranno quindi i tecnici Guido Beltrami e Sante Asferri, rispettivamente di ProMaS e Eurovix spa. All’interno dell’iniziativa si terrà una tavola rotonda, coordinata dalla docente Unibas Rosanna Salvia, con la presenza di Nicola Mastromarino, presidente del Flag “Coast to Coast”, Innocenzo Guidotti, presidente di Legacoop Basilicata, Pietro Scarci, presidente della cooperativa di pescatori Nereide, Vito Pelazza, assessore all’ambiente del Comune di Policoro, Rossana Florio, vicesindaca di Pisticci, Domenico Raffaele Tataranno, sindaco di Bernalda. Le conclusioni saranno affidate a Maria Giuseppina Padula, responsabile della Sottomisura 1.40 del Feamp Basilicata 2014/2020.
L’iniziativa si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti-covid e l’ingresso sarà consentito solo ai possessori di green pass.

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Agricoltura e pesca, 450 mln oltre ai ristori

in Economia

condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 sia inferiore almeno al 30% rispetto al 2019

Per sostenere le imprese del comparto agricolo e della pesca, il ministro Stefano Patuanelli nel Dl Sostegno punta su politiche di filieradecontribuzione e ristori sulle perdite di fatturato. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri, infatti, prevede per il comparto primario il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 sia inferiore almeno al 30% rispetto al 2019. A ciò si somma l’esonero contributivo previdenziale e assistenziale per il mese di gennaio 2021, per cui è previsto uno stanziamento pari a 301 milioni di euro. Infine, il Fondo Filiere istituito nell’ultima Legge di Bilancio viene portato a 300 milioni di euro, con un incremento di ulteriori 150 milioni di euro.

Non possiamo che esprimere la nostra massima soddisfazione per l’attenzione rivolta a tutte le filiere del comparto agricolo, della pesca e acquacoltura, della silvicoltura e florovivaismo – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, componente M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Se da un lato si interviene con misure orizzontali a beneficio di tutti come la decontribuzione e i ristori sul fatturato, dall’altro si pongono le basi per il rilancio economico futuro. Il Parlamento è pronto a fare la sua parte per meglio indirizzare la spesa dei 300 milioni di euro del Fondo Filiere, a cui vanno sommati i 10 milioni per le filiere minori. Interventi – prosegue l’ex Sottosegretario al Mipaaf – che come MoVimento 5 Stelle abbiamo fortemente voluto, sin dal Governo Conte-bis, per pianificare la ripresa dei comparti agricoli e della pesca puntando sull’innovazione tecnologica, la sostenibilità, l’aggregazione, la promozione: direttrici chiave nella creazione di valore aggiunto per le nostre imprese e per la crescita della produttività e dei posti di lavoro. Queste risorse – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – aggiunte al PNRR e al Piano Strategico della nuova PAC, possono permetterci di far fare alle nostre agricoltura e pesca il salto di qualità tanto atteso da tempo. Confidiamo nel lavoro del ministro Patuanelli, a cui non faremo mancare il nostro apporto e la nostra collaborazione”.

Per quanto concerne i ristori, saranno ricalcolati sul 60% della differenza tra i fatturati e corrispettivi medio mensili 2019/2020 per i soggetti con ricavi o compensi sino a 100mila euro, per poi scendere sino al 20% per chi raggiungeva i 10 milioni di euro.

In ogni caso, il contributo non potrà essere superiore a 150mila euro e sarà comunque riconosciuto un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 per gli altri soggetti. L’esonero contributivo, invece, segue ciò già previsto dal Dl Ristori del Governo Conte-bis ed è dedicato alle imprese di “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi; silvicoltura e utilizzo di aree forestali; pesca e acquacoltura; produzione di vini, vini speciali e birra; commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante officinali, semi oleosi, patate da semina; commercio all’ingrosso, al dettaglio e ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; attività di alloggio e ristorazione connesse alle aziende agricole; cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi, giardini e aiuole; servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche”. A definire la destinazione dei 300 milioni di euro del Fondo Filiere, infine, saranno uno o più decreti del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Sostenere il settore della pesca per superare le conseguenze di COVID-19

in Emergenza Covid-19

La pandemia mondiale del coronavirus, COVID-19, pone serie sfide a molti settori, ma colpisce in modo particolarmente duro la pesca e l’acquacoltura, settori già deboli, che in questa particolare fase storica si trovano a dover far fronte alla necessità di reddito e di vendita del prodotto. Le imprese di pesca hanno infatti  ridotto, e in molti casi azzerato, la propria attività.

La mancata attivazione delle stazioni di pesca (in particolare quelle già realizzate sulla costa Ionica) si pone come ulteriore limite allo sviluppo della commercializzazione diretta dei prodotti ittici ed in generale allo sviluppo delle attività legate al “Network della portualità diffusa”, una delle azioni portanti della Strategia di Sviluppo Locale.

Sulla base di quanto premesso, il FLAG Coast to Coast intende dar voce ai bisogni del settore per sostenerlo e creare nuove opportunità anche in questa particolare fase critica, per contribuire a rilanciare le economie locali legate al consumo di pesce fresco locale e favorire un’alimentazione più corretta che includa anche i prodotti ittici.

Con il duplice obiettivo di sostenere la popolazione in difficoltà economica e il settore della piccola pesca artigianale costiera ed insieme di promuovere il marchio “miglio zero”, il FLAG Coast to Coast ha sviluppato il progetto “Solidarietà alimentare a miglio zero”.

Il progetto, che prevede la costruzione di una rete territoriale di solidarietà e vendita diretta, vede coinvolti i pescatori della piccola pesca artigianale costiera della Basilicata, i Comuni costieri e le pescherie per sperimentare insieme una iniziativa di sostegno economico e di valorizzazione dei prodotti ittici.

Il FLAG Coast to Coast destinerà, ai Comuni costieri dell’area FLAG (fra quelli in cui è presente almeno una attività di pescheria), un contributo economico da devolvere alle famiglie più bisognose, individuate dai servizi sociali comunali secondo le modalità già in essere, per la distribuzione di buoni alimentari per l’acquisto di prodotti ittici locali presso le pescherie.

Hanno già aderito al progetto i Comuni di Bernalda, Nova Siri, Maratea insieme alle pescherie presenti nei territori; nei prossimi giorni saranno divulgate le modalità per la distribuzione dei buoni alimentari.

 

Metapontino, Flag Coast to Coast: approdi per la pesca professionale

in Economia

 

Il FLAG Coast to Coast punta a superare le criticità legate agli approdi per i pescatori sulla costa ionica con un incarico affidato all’UNIBAS

 

La principale difficoltà della quale il FLAG Coast to Coast intende farsi portavoce è quella legata all’accessibilità al mare in particolare sulla costa ionica. Infatti, come evidenzia il Presidente Nicola Mastromarino “l’assenza di infrastrutture dedicate per movimentare le attrezzature dalla terra al mare, limita le possibilità di pesca, cosa che diventa particolarmente complicata nei mesi invernali“.  Gli operatori della piccola pesca artigianale costiera infatti, non solo in questa particolare fase storica legata alla pandemia da coronavirus, vedono limitate le proprie attività che rischiano di non poter decollare soprattutto a causa dell’assenza di infrastrutture dedicate: un molo dove ormeggiare o un porto dove sia concesso l’esercizio del lavoro rappresentano un tema nevralgico dal quale passa il futuro del settore. Quotidianamente, infatti,

i pescatori professionali ionici sono costretti a compiere, anche con l’ausilio di mezzi meccanici, enormi fatiche per mettere le proprie imbarcazioni in mare e rientrare dopo la giornata di lavoro, dedicando energie e tempo ad una attività che potrebbe essere certamente facilitata con l’esistenza di un approdo.

La costa ionica, caratterizzata da ampie distese sabbiose la cui conformazione subisce gli effetti dei moti ondosi e delle maree non facilita le cose. Inoltre, le due infrastrutture portuali esistenti sulla costa ionica lucana, Porto degli Argonauti a Pisticci e Marinagri a Policoro, si configurano come infrastrutture di tipo turistico, dedicate alla nautica da diporto, presso le quali non è consentito l’approdo e l’esercizio delle attività ai pescatori professionisti operanti sulla costa.

Con l’obiettivo di superare le criticità legate a quanto evidenziato, il FLAG Coast to Coast ha stipulato un accordo di collaborazione con la Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi della Basilicata individuando nella persona del Prof. Ing. Michele Greco il responsabile scientifico delle attività di studio e ricerca.

L’accordo, sottoscritto nel Dicembre 2019, ha come oggetto lo studio idraulico e morfodinamico del paraggio ionico lucano per la realizzazione di approdi per i pescatori professionisti.

Nello specifico, la SI-UNIBAS, diretta dal prof. Ignazio M. Mancini, sarà impegnata, nel corso del 2020, per conto del FLAG Coast to Coast, nello studio di un Masterplan che ipotizzi un porto canale – darsena/approdo per i pescatori nel litorale metapontino e di adeguate strutture per la raccolta ed il riciclo di scarti e rifiuti marini, ai sensi dell’articolo 158  – del D.Lgs. 50/2016.

Per lo scopo, la Scuola di Ingegneria dell’UNIBAS costituirà un apposito Gruppo Tecnico-Scientifico che provvederà a svolgere le attività oggetto della convenzione e a darne adeguata diffusione attraverso l’organizzazione di eventi formativi per il trasferimento delle conoscenze e per la diffusione dell’innovazione scientifica e tecnologica che caratterizzerà lo studio, coinvolgendo professionisti, studenti e operatori del settore.

L’obiettivo pertanto, per il FLAG Coast to Coast, è acquisire uno studio scientifico che contempli efficienza economico/gestionale, tutela ambientale, occupazione, destinato a rafforzare la relazione con il mare e con le tradizioni marinaresche della comunità.

Pescavano granchi; multati dai Carabinieri Forestali di Scanzano Jonico.

in Cronaca

A Policoro, in località Torre Mozza, i Carabinieri Forestali di Scanzano Jonico hanno sorpreso alcuni cittadini di nazionalità cinese intenti a pescare granchi e specie marine protette all’interno di alcuni laghetti artificiali di acqua salmastra nei pressi della foce del fiume Agri. Ai pescatori, che erano sprovvisti di autorizzazione alla pesca, è stata irrogata una sanzione amministrativa.

Il pescato è stato sequestrato, unitamente all’attrezzatura utilizzata per la pesca, e rigettato in mare, rientrando così a far parte dell’ecosistema dell’ area protetta. L’operazione si inserisce nella vasta attività di prevenzione e repressione, svolta costantemente dai Carabinieri Forestali, della pesca illegale a salvaguardia dell’ecosistema marino e dell’ambiente.

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