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Emergenza Covid-19, dalla Regione nuove misure economiche per le imprese

in Emergenza Covid-19

Emergenza Covid-19, nuove misure varate dalla Giunta regionale
Cupparo: “Proseguiamo l’attività per dare prime risposte al mondo delle imprese, dei lavoratori, dei professionisti e delle famiglie”

“Le nuove misure speciali emergenza Covid-19, predisposte dal Dipartimento Attività produttive, approvate in Giunta e presentate dal presidente Bardi nel nuovo video messaggio di ieri, rispondono a varie esigenze prima di tutto sociali”. È quanto sottolinea l’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo spiegando in dettaglio i contenuti del pacchetto dei provvedimenti.

In particolare, l’Avviso pubblico sul “Sostegno di attività imprenditoriali di interesse socio-assistenziali” è finalizzato a sostenere gli investimenti di costruzione, recupero, rifunzionalizzazione, adeguamento sismico, ampliamento o riqualificazione di strutture che erogano servizi socio assistenziali e socio sanitari a ciclo diurno e/o residenziale  a sostegno di persone anziane, di persone disabili, di persone non autosufficienti; nonché servizi per la terapia riabilitativa delle dipendenze patologiche e servizi socio-educativi per la prima infanzia. Potenziali beneficiari dell’Avviso sono le micro, piccole e medie imprese, compresi i consorzi, le società consortili e le società cooperative, rientranti nella qualifica di impresa sociale. L’Avviso prevede la concessione di un contributo a fondo perduto fino ad un massimo del 75% dell’importo complessivo delle spese ammissibili, con un contributo massimo concedibile pari a 200.000,00 euro. Le risorse stanziate dalla Regione ammontano a 9.660.000,00 a valere sul Programma operativo complementare 2014/2020 derivante dal POR FESR Basilicata 2014/2020.

Grazie all’intesa dell’assessore alle Politiche di Sviluppo con i sindaci dei Comuni interessati dalle strategie di sviluppo urbano e delle aree interne (Investimenti territoriali Integrati), è stata prevista una riserva di risorse per le imprese ricadenti nei seguenti territori:

1 milione di euro per le imprese sociali ubicate nella Città di Potenza; 2.300.000,00 euro per quelle operanti nelle aree interne (400.000,00 euro per l’Area interna Montagna Materana; 800.000,00 euro per l’Area interna Mercure Alto Sinni Val Sarmento; 420.000,00 euro per l’Area interna Marmo Platano; 680.000,00 euro per l’Area interna Alto Bradano).

Il “Bonus liberi professionisti” PO FESR Basilicata 2014-2020 prevede un contributo a fondo perduto forfettario pari a mille euro finalizzato a contrastare gli effetti economici negativi sul sistema produttivo regionale derivanti dalla crisi epidemiologica COVID-19. Potenziali beneficiari dell’Avviso sono i liberi professionisti in quanto categoria produttiva fortemente danneggiata sotto il profilo economico dall’emergenza Covid-19 per la sospensione e la riduzione della loro attività. L’Avviso prevede la concessione di un contributo a fondo perduto forfettario per l’anno 2020, pari a 1.000,00 euro a tutti i liberi professionisti che presentano i seguenti requisiti: iscrizione all’albo professionale ed alla relativa Cassa previdenziale, o alla Gestione separata Inps in assenza di Cassa; inizio attività prima del 01/01/2020; sede/studio sul territorio della Regione Basilicata; assenza di iscrizione ad altra forma di previdenza obbligatoria; reddito complessivo dichiarato per l’anno 2018 inferiore a 30.000,00 euro.

L’Avviso Pubblico “Sostegno di attività imprenditoriali di interesse socioassistenziale” ha una dotazione di 9.600.000,00; 75% a fondo perduto fino ad un contributo di € 200.000,00. L’obiettivo perseguito dalla Regione Basilicata con questo Avviso – spiega l’assessore – è quello di sostenere gli investimenti aventi come finalità la costruzione, il recupero, la rifunzionalizzazione, l’adeguamento sismico, l’ampliamento, la riqualificazione e l’adeguamento di strutture, anche finalizzati a prevenire e/o presidiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, che erogano le tipologie di servizi socio assistenziali e/o socio sanitari a ciclo diurno e residenziale.

Progetto “Basilicata assistenza volontaria ai bisognosi”: sostegno economico pari € 301.000,00 alle Caritas Diocesane della Basilicata  per acquisto di beni di prima necessità, assistenza medica e domiciliare, medicinali, distribuzione di cibo, ticket mensa, vestiario, altro, come di seguito sintetizzati, a titolo esemplificativo e non esaustivo, da distribuire a favore delle fasce più deboli, soprattutto di quelle persone sole e bisognose che non hanno alcun appoggio familiare.

Incremento da euro 300.000,00 a euro 560.000,00 per la dotazione finanziaria dell’ Avviso pubblico “Manifestazione di interesse Sistema regionale di recupero e distribuzione eccedenze alimentari e non” per finanziare tutte e  quattro le proposte progettuali presentate per la realizzazione di quattro centri CLE di raccolta di eccedenza alimentare e non da distribuire alle persone in difficoltà: un CLE a servizio dell’Area territoriale della provincia di Matera il cui soggetto capofila e la Caritas diocesi di Matera Irsina; uno per la città di Potenza e paesi limitrofi il cui soggetto capofila e l’Associazione di volontariato Io Potentino con l’arcidiocesi di Potenza-Muro lucano-Marsico Nuovo; un CLE a servizio dell’area territoriale Sud della Basilicata con soggetto capofila la Caritas diocesi di Tursi-Lagonegro e in fine uno per l’area  territoriale del Vulture Alto Bradano con soggetto capofila  Onlus CESTRIM e Caritas diocesana Melfi, Rapolla e Venosa.

Inoltre, come già annunciato, delibera di variazione di bilancio per integrare di ulteriori € 1.050.000 la dotazione FONDO SOCIAL CARD COVID 19. Sulla base dei dati forniti da ciascun Comune è emerso che il numero di nuclei familiari complessivi, certificati dai servizi sociali, che hanno fatto richiesta di accesso al fondo social card Covid 19 sono circa 9.100 e coinvolgono complessivamente circa 22.000 persone (componenti dei nuclei familiari), con una richiesta di fabbisogno finanziario complessivo, su dati certi, pari ad €3.550.000,00 a fronte di una disponibilità del Fondo di €2.500.000,00. Considerata l’importanza di non lasciare nessun indietro e di rispondere alle richieste di tutte e 22.000 persone (9.100 nuclei familiari) la Giunta si è impegnata a re le ulteriori risorse necessarie, pari ad € 1.050.000, per integrare la dotazione del fondo da €2.500.000,00 ad un importo di € 3.550.000,00 e soddisfare tutte le richieste pervenute.

 L’assessore Cupparo sottolinea “l’importanza di queste misure che si vanno ad aggiungere a tutte le altre predisposte in questo periodo per venire incontro ai bisogni primari delle famiglie, sostenere gli investimenti e la stessa permanenza sul mercato delle imprese lucane in grande difficoltà di liquidità”.

Covid-19, la sintesi nazionale dell’emergenza sanitaria

in Emergenza Covid-19

“Siamo ancora nel pieno dell’epidemia. Sarebbe un grave errore abbassare la guardia proprio ora”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Si finirebbe  per vanificare quanto fatto fino ad oggi. I sacrifici di queste settimane sono seri”. “Gli epidemiologici affermano che si vedono i primi effetti del contenimento. Non siamo però ancora al cambio di fase. Servirà tempo e gradualità”.

Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha ribadito: “Le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate.

I tempi li deciderà, come è sempre accaduto, il Consiglio dei Ministri sulla base di un’istruttoria che fa la comunità scientifica.

Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile. Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta”.

BUONI  PER QUELLI CHE “NON POSSONO FARE LA SPESA”

“Ho appena firmato un dpcm che dispone 4,3 miliardi a valere sul fondo di solidarietà dei Comuni”. Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando delle misure per fare fronte all’emergenza Coronavirus.
“Con ordinanza della protezione civile aggiungiamo a questo fondo

400 milioni, un ulteriore anticipo che destiniamo ai comuni col vincolo di destinarlo alle persone che non hanno i soldi per non fare la spesa.

Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari”

 

SCUOLA
Il ministro Lucia Azzolina ha annunciato che

la sospensione delle attività didattiche proseguirà ragionevolmente: non c’è una prospettiva di tornare dopo il 3 aprile alle attività didattiche ordinarie.

“Sono orgogliosa di come tutto il mondo della scuola italiana, i suoi docenti, i suoi alunni e tutto il personale, abbia reagito ad un evento di questa portata. Sono orgogliosa di tutti voi e vi ringrazio per aver accompagnato ogni decisione, ogni cambiamento, per quanto repentino, con professionalità e umanità”.

 

AZIENDE, BONUS PROFESSIONISTI

Quanto alla sospensione delle attività produttive non essenziali non sappiamo ancora, è ancora troppo presto. Dall’inizio della settimana inizieremo a lavorarci: il governo ha adottato questa misura col massimo senso della responsabilità”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Stiamo lavorando per rendere fruibile il prima possibile” gli indennizzi e

dal 1 aprile con un click si potrà fare domanda e saranno erogati i 600 euro

 

RALLENTA LA CURVA EPIDEMICA, MA L’INVITO E’ ALLA CAUTELA.
“Un rallentamento nella velocità di crescita della curva epidemica. Questo è un dato positivo da prendere però – avverte – con estrema cautela”. La ragione, chiarisce, è che “gran parte dei dati è riferita al grande focolaio lombardo e se dovesse aprirsi un altro focolaio nella Regione, così come altrove, il quadro cambierebbe nel giro di pochi giorni”. Insomma, i numeri ci dicono che il virus “circola ancora attivamente e dobbiamo aspettare per vedere se il trend di rallentamento si stabilizza e risulta confermato in tutta Italia”. In realtà, prosegue l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, “il Paese sarà effettivamente al sicuro solo quando l’indice di contagio, il cosiddetto R con zero, sarà inferiore a uno, cioè quando un soggetto positivo avrà la potenzialità di infettare meno di una persona, ma è difficile dire ora quando ciò accadrà”.
il primo è quello dei guariti; sono arrivati a 12.384, ben 1.434 in più di ieri che rappresenta il numero più alto dall’inizio dell’emergenza. Il secondo riguarda invece la Lombardia, la regione più colpita: nelle ultime 24 ore si sono registrati soltanto 15 nuovi ricoveri in ospedale e 27 nuovi ingressi in terapia intensiva. Cosa significa tutto ciò? Che i numeri assoluti restano quelli di una catastrofe enorme – come testimoniano gli 889 morti in più che portano il totale a 10.023 – ma che le misure adottate cominciano a dare i risultati sperati. “Se non le avessimo adottate in forma così drastica – sottolinea anzi Borrelli – avremmo ben altri numeri e ci troveremmo in una situazione insostenibile”. E’ dunque il momento di non mollare di un centimetro, per far sì che la curva dopo aver rallentato cominci davvero a calare. Proprio per questo il 3 aprile l’Italia non riaprirà.

Dichiarazioni riprese da Agenzie di stampa nazionale

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