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Joel Despaigne

El Diablo del volley a Scanzano Jonico

in Cultura

El Diablo del volley a Scanzano Jonico: Joël Despaigne campione del mondo e miglior giocatore nell’89, a Torre del Faro per il camp di volley e basket

“Mi piacerebbe tornare qui a Scanzano Jonico, non solo per la bellezza del posto ma anche per l’accoglienza ricevuta dalle persone e le attenzioni dei professionisti della Mondotondo Villaggi e Vacanze”, parola del campione del mondo Joël Despaigne che nel 1989 ha portato la sua nazionale, Cuba, sul tetto del mondo a suon di schiacciate.

El Diablo ha vissuto alcuni anni a Matera e spera di tornare a Scanzano Jonico dove nei giorni scorso ha sostato per ragioni lavorative con un camp di atleti, giovani giocatori di basket e volley che si sono dati appuntamento al Villaggio Torre del Faro.

Nel corso dell’intervista ha ricordato l’accoglienza da “eroi” che il popolo cubano, nel 1989, ha riservato alla nazionale di cui è stato l’uomo simbolo,

tanto che la sua forza e l’ “urlo” dopo i suoi numeri vincenti gli sono valsi il soprannome “El Diablo”.

Ma ha ricordato anche il 1990, quando El Diablo in quella circostanza fu Andrea Zorzi della nazionale italiana di volley…

El Diablo perché?

“Il soprannome mi è stato dato dai giornalisti italiani perché ero un Diablo in campo. Uno che voleva vincere”

Ti si addice anche nella vita di tutti i giorni?

Sì, nella vita sono così. Sono una persona tranquilla ma quando si tratta di giocare non mi piace perdere.

Nel 1989 campione del mondo con la tua nazionale poi miglior giocatore: che ricordo hai di quel periodo?

Ricordo bello. Con la nazionale dopo allenamenti durissimi e dopo aver sfidato avversari fortissimi, come i russi che all’epoca erano considerati i più forti, abbiamo conquistato la Coppa del Mondo. Fummo accolti in patria come degli eroi nazionali.

Hai raccontato che avete battuto i russi, i bulgari e anche gli italiani nel 1989, ma l’anno seguente al campionato mondiale è andata diversamente. L’Italia vi ha battuti dopo una sfida durissima decisa dalla schiacciata di Lorenzo Bernardi…

“Ricordo quella sfida, ricordo che avevamo già incontrato e battuto l’Italia che poi in finale ha avuto la meglio. Quel giorno lì il destino ha cambiato la storia, l’Italia è diventata campione del mondo”.

 

Chi era “El Diablo” di quella nazionale italiana?

Tutta la squadra ha giocato benissimo. Tutti, l’allenatore, lo staff all’altezza che in poco tempo ha trasmesso la mentalità di fare risultato: di vincere e ribaltare il punteggio del precedente incontro. I diabli  (sorride) quel giorno erano loro. Ricordo Andrea Zorzi, Lorenzo Bernardi e molti altri…Zorzi fu quello che mi impressionò di più, non sbagliò nulla.

A Scanzano, nelle strutture Mondotondo Villaggi e Vacanze, per il campo di basket e volley, quindi lavori con i ragazzi: cosa insegni loro?

Abbiamo una missione importante: dopo essere stati atleti professionisti ora siamo insegnanti. Il nostro compito ora è fare appassionare i ragazzi, fargli vivere lo spirito dello sport: insegnare la sconfitta, la vittoria, la gestione dei momenti delicati come gli infortuni.

Ciò che trasmetto è affrontare la vita col sorriso, con l’allegria, con la passione.

Cerco di far capire che in ciò che scelgono di fare devono mettercela tutta per trovare la propria strada che potrebbe essere anche quella dello sport professionistico. Il compito è difficile ma bello.

Il Volley italiano proprio in questi giorni sta facendo sognare: le ragazze Under 20 si sono laureate campionesse del mondo contro la Serbia. Al torneo olimpico, i ragazzi di coach Blengini hanno invece esordito con una vittoria contro il Canada. Come giudichi il volley italiano?

“A parte la pandemia che ha rallentato tutto ma il campionato italiano è organizzato molto bene così come il settore giovanile fino alla nazionale. E’ evidente che si lavora con un programma ben preciso. Le nazionali italiane, quella maschile e quella femminile, sono un esempio soprattutto per le giovani generazioni. A loro va il mio augurio che vadano i titoli olimpici, sarebbe importante per tutti e per i ragazzi più giovani”.

In Italia si parla tantissimo di calcio come ben sai, di recente la nazionale di Mancini ha vinto gli europei, cosa pensi di quel successo?

“La cosa che più mi è piaciuta della squadra di Roberto Mancini è stato il gruppo. Staff, allenatore, giocatori sono stati tutti esemplari per l’entusiasmo, la voglia di fare, la voglia di portare a casa il risultato che hanno saputo trasformare in successo. Il titolo guadagnato è stato frutto di entusiasmo, allegria e reciproco aiuto fra i compagni, questo si è percepito. Quello che è accaduto è stato meraviglioso, è la parte bella dello sport”.

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LA NAZIONALE ITALIANA DI VOLLEY DEL 1990

Il 28 ottobre 1990 la nazionale italiana maschile conquistava il primo leggendario trionfo iridato al Maracanazinho di Rio de Janeiro, battendo 3-1 Cuba. Tutti i nomi: Andrea Gardini, Marco Martinelli, Ferdinando De Giorgi, Paolo Tofoli, Roberto Masciarelli, Andrea Anastasi, Marco Bracci, Lorenzo Bernardi, Luca Cantagalli, Andrea Zorzi, Andrea Lucchetta e Andrea Giani.A guidarli il CT Julio Velasco insieme con Angiolino Frigoni (Vice allenatore), Alberto Montorsi (Medico), Massimo Forlani (Fisioterapista), Paolo Giardinieri (Scoutman), Libenzio Conti (Team manager) e Alfredo Di Donato (Capo delegazione).

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