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Appropriazione indebita, indagato dipendente di un negozio

in Cronaca

Appropriazione indebita, indagato dipendente di un negozio: secondo gli investigatori avrebbe sottratto 34.633. All’uomo notificato l’avviso di conclusione delle indagini

Agenti della Polizia di Stato, al termine di indagini svolte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera, hanno notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari a un giovane materano, indagato per il reato di appropriazione indebita, aggravato e continuato. L’uomo, 29 anni, dipendente di un esercizio commerciale della città facente parte di una nota catena nazionale di grandi magazzini, “è accusato di aver sottratto dalle casse del negozio 34.633 euro”, si legge nella nota stampa diffusa dalla Questura di Matera.

Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia presentata in Questura dalla responsabile dell’esercizio, la quale, dopo essere rientrata da un lungo periodo di assenza, si è accorta del considerevole ammanco.

“La complessa attività investigativa – consistita nell’assunzione di informazioni da diverse persone, nell’analisi di dati telefonici, in accertamenti patrimoniali e bancari, perquisizioni e sequestri – ha permesso di rilevare e raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del dipendente”.

E, ancora, secondo la ricostruzione investigativa: “Questi, che insieme ad altri colleghi era affidatario della chiave della cassaforte, approfittando dell’assenza della responsabile dell’esercizio, in più occasioni ha intascato l’incasso giornaliero anziché depositarlo in cassaforte, altre volte ha prelevato consistenti somme di danaro contante direttamente dal forziere. Per giustificare la mancata consegna di diversi incassi alle guardie giurate preposte al ritiro accampava poi varie scuse. Le ingenti somme sottratte nel frattempo risultano essere state dall’uomo sperperate”.

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Energia elettrica da rinnovabili: denuncia per sospetta truffa

in Cronaca

Elettricità da rinnovabili, sospetta truffa

Nell’ambito dei servizi di istituto relativi al contrasto degli illeciti in materia di Spesa Pubblica, militari della Compagnia di Matera hanno eseguito un’attività ispettiva a contrasto dell’indebita percezione di incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Le fiamme gialle che hanno condotto l’attività ispettiva, finalizzata al riscontro dell’esistenza dei requisiti previsti per beneficiare del contributo d’incentivazione (di durata ventennale), “hanno accertato che i tre impianti, tutti posizionati ed installati nella provincia di Matera, ciascuno dei quali di potenza prossima a 1 MW, di fatto, costituiscono un unicum, riconducibile ad un solo soggetto: difatti, hanno il medesimo rappresentante legale ed i rispettivi impianti fotovoltaici, distano meno di 500 metri l’uno dall’altro”, è riportato nella nota stampa diffusa in queste ore dal Comando Provincia di Matera.

E, ancora: “Il frazionamento è risultato essere stato creato ad hoc al fine di eludere la Legge Regionale 1/2010 e il Piano di Indirizzo Energetico e Ambientale Regionale di Basilicata e avere così accesso alle procedure più agevoli e meno complesse riservate agli impianti di potenza inferiore a 1MW. Tali artifizi e modalità esecutive hanno permesso di ottenere, indebitamente, il contributo previsto dal Secondo Conto Energia per gli impianti ultimati entro il 31/12/2010”, spiegano gli investigatori nel comunicato. “Per quanto sopra, il rappresentante legale delle tre società, è stato denunziato per la fattispecie di reato di cui all’ art. 640 bis c.p. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche), in quanto, con artifizi e raggiri, consistenti nel frazionamento artificioso in tre parti di un unico impianto fotovoltaico, ha eluso la normativa vigente, riuscendo così ad ottenere, indebitamente, tariffe incentivanti per un importo totale di circa € 15.000.000. Le risultanze dei controlli di natura amministrativa sono state comunicate all’autorità competente del settore, il G.S.E. (Gestore Servizi Energetici) per le valutazioni in ordine al recupero degli incentivi indebitamente percepiti”, conclude la nota.

 

Concorso Guardia di Finanza, c’è tempo fino a domani 20 Maggio 2021

Indagini per “evasione fiscale”: scommesse sportive online, secondo la GDF l’imponibile sarebbe di oltre 19 mln. Di 1,2 la presunta evasione.

in Cronaca

“I conseguenti approfondimenti di natura fiscale hanno consentito di ricostruire una base imponibile pari a 19.710.000,00 di euro. Secondo gli investigatori, l’evasione dell’imposta unica ammonterebbe a 1,2 milioni”

 

 Le Fiamme Gialle della Tenenza di Metaponto “hanno scoperto un’evasione dell’imposta unica, prevista su concorsi pronostici e scommesse di qualunque tipo, per quasi 1,200 milioni di euro. I Finanzieri lucani hanno svolto numerosi controlli volti all’individuazione di agenzie che operano in maniera illecita per conto di bookmaker stranieri privi di concessione e autorizzazione ad operare in Italia nel settore del gioco. Nell’ambito dell’attività di ricerca, sono stati scoperti 3 centri di raccolta scommesse, ubicati nella provincia di Matera, che hanno operato quali intermediari italiani per la gestione delle scommesse illecite organizzate da allibratori esteri”, è quanto riportato nella nota stampa diffusa dalla Guardia di Finanza.

E, ancora: “Nel corso dei controlli, sono stati sottoposti a sequestro 18 personal computer utilizzati dalle tre agenzie per accettare scommesse per conto di bookmakers esteri, già inibiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato. In questo modo, veniva consentito agli avventori italiani l’esercizio illecito del gioco on-line con vincite in denaro. I conseguenti approfondimenti di natura fiscale hanno consentito di ricostruire una base imponibile pari a 19.710.000,00 di euro. Il contrasto e la repressione dei giochi e delle scommesse illecite on-line da parte della Guardia di Finanza trova la condivisione di percorsi operativi con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per garantire la sicurezza dei giocatori, tutelare i minori e mantenere elevata la soglia di attenzione alle sottostanti dinamiche di evasione fiscale e di cointeressenze della criminalità organizzata”.

Rogo auto Roberto Cifarelli, un uomo indagato

in Cronaca

Un imprenditore di 50 anni è stato fermato dalla Polizia nel corso delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera sul danneggiamento dell’automobile del consigliere regionale Roberto Cifarelli (Pd) avvenuto la notte dello scorso 3 marzo 2020.

Da quanto riferito in una nota della Questura di Matera, all’indagato “sono stati contestati il delitto di detenzione e porto di esplosivo, in concorso con altre persone al momento ignote, incaricate di collocare l’ordigno fatto esplodere all’interno dell’autovettura del Consigliere Regionale, nonché quello di tentata estorsione aggravata nei confronti di un noto imprenditore materano cui erano state rivolte dall’indagato minacce, anche di morte, al fine di costringerlo a versargli una cospicua somma di denaro; quest’ultimo, però, opponendo un deciso rifiuto ha denunciato il tutto alla Polizia. Sono state effettuate contestualmente anche delle perquisizioni che hanno consentito di sequestrare materiale di interesse investigativo. Dopo l’esecuzione della misura il fermato è stato accompagnato nella Casa Circondariale di Matera.

Policoro, quattro avvisi di conclusione indagini, secondo la Guardia di Finanza si tratterebbe di un “crac societario”

in Cronaca

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Policoro hanno notificato quattro avvisi di conclusione delle indagini a soggetti appartenenti al medesimo nucleo familiare, nei confronti dei quali hanno svolto “approfondite indagini in relazione all’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta riconducibile al fallimento di una società cooperativa operante nel settore agroalimentare”, si legge nella nota diffusa dalla Guardia di Finanza.

E, ancora:  “Le indagini svolte dai finanzieri di Policoro hanno messo in luce un imponente crac societario conseguente a condotte distrattive per oltre 10 milioni di euro”.

Nel comunicato è poi riportato: “Gli approfondimenti operati dai militari della Compagnia Guardia di Finanza di Policoro, attraverso l’acquisizione di documentazione, la consultazione di banche dati, l’escussione in atti dei soggetti interessati e vari controlli incrociati, hanno permesso di appurare come l’illecito ipotizzato fosse stato commesso, nei due anni precedenti la dichiarazione di fallimento, con lo scopo di distrarre ed occultare i beni della cooperativa (immobili, bestiame, mezzi agricoli, impianti), gravata da debiti, in favore di un’impresa avente sede in Puglia, costituita ad hoc e riconducibile allo stesso gruppo imprenditoriale.
Inoltre è stato appurato come, in violazione della par condicio creditorum, a discapito dell’intera massa creditizia e dei creditori privilegiati (dipendenti, Stato, Istituti di Credito, Equitalia) fossero stati effettuati pagamenti a società creditrici intestate allo stesso gruppo familiare.
L’operazione si inserisce in un ampio contesto operativo che vede la Guardia di Finanza impegnata in prima linea per la tutela dei mercati, della libera concorrenza, e delle imprese che operano nella piena osservanza delle leggi”.

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