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Decommissioning nucleare: per il sito Itrec di Rotondella 43 milioni di euro

in Cronaca

Decommissioning nucleare: per il sito Itrec di Rotondella 43 milioni di euro. Con l’appalto si spera di accelerare il processo e accrescere la sicurezza degli impianti

 

Lo scorso 20 giugno Sogin ha aggiudicato la gara per realizzare l’edificio di processo dell’Impianto di Cementazione Prodotto Finito (ICPF) nel sito Itrec di Rotondella (Matera). Si tratta di uno dei principali progetti strategici per l’avanzamento complessivo delle attività di decommissioning nucleare in Italia.

L’appalto è stato aggiudicato al Raggruppamento temporaneo di imprese formato dal Consorzio stabile Ansaldo New Clear (mandataria) e Monsud SpA (mandante) per un valore di 43 milioni di euro comprensivo, tra l’altro, dell’importo di 1,5 milioni di euro legato al premio di accelerazione. Sogin, infatti, superando l’impostazione delle infruttuose procedure del passato, in questa occasione ha valutato le proposte anche in riferimento agli elementi ritenuti adeguati agli obiettivi acceleratori della realizzazione dell’opera.

Dall’avvio dell’iter di selezione del nuovo contraente, la Società ha impiegato circa tre mesi per ultimare il raffronto concorrenziale tra gli operatori economici che hanno presentato la propria offerta in seguito all’ampia consultazione del mercato nazionale ed estero che Sogin aveva lanciato il 30 dicembre 2022.

Nel complesso, l’iter si è concluso in meno di sei mesi, grazie ai poteri di deroga al Codice degli Appalti attribuiti all’Organo commissariale di Sogin dal Decreto-legge n. 73 del 21 giugno 2022. In particolare, la gara è stata bandita ai sensi dell’art. 50 della Direttiva 2014/25/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014. All’avviso pubblico di induzione della gara hanno risposto sette operatori economici.

Il progetto ICPF prevede la realizzazione di due strutture. L’edificio di processo, dove saranno svolte in maniera remotizzata le attività di cementazione dei circa 3 metri cubi di soluzione liquida radioattiva denominata “Prodotto Finito”, e l’annesso deposito temporaneo DMC3/DTC3, già realizzato e dove oggi si stanno installando gli impianti. All’interno di quest’ultimo

verranno sistemati in sicurezza i manufatti contenenti i rifiuti cementati e una sua area dedicata ospiterà i due speciali contenitori, denominati cask, con i 64 elementi di combustibile attualmente stoccati nella piscina dell’impianto,

in attesa del loro conferimento nel Deposito Nazionale.

Attualmente i rifiuti radioattivi liquidi presenti nel sito sono stoccati in sicurezza in un serbatoio d’acciaio contenuto, a sua volta, in una struttura in cemento armato di elevato spessore, e sono monitorati regolarmente. Tali controlli hanno confermato sempre il buono stato di conservazione delle strutture di stoccaggio, che non hanno mai evidenziato criticità per la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente.

L’entrata in esercizio dell’Impianto alzerà i livelli di sicurezza e consentirà un incremento significativo delle attività di dismissione del sito lucano. Nel 2023, le operazioni di smantellamento cresceranno nell’insieme di oltre il 4% con un avanzamento complessivo del 35%.

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