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Basilicata, caccia al cinghiale: “nessun costo per i cacciatori”

in Politica/Senza categoria

Basilicata, caccia al cinghiale: “nessun costo per i cacciatori”. Eliminato la quota di 10 euro per il prelievo venatorio al cinghiale

Snellimento delle procedure, eliminazione dei costi a carico dei cacciatori, aumento del numero di componenti per squadra. Sono alcune delle modifiche alle direttive regionali per la gestione e l’esercizio venatorio del cinghiale approvate dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e Forestali, Francesco Fanelli.

Tra le novità più importanti vi è l’eliminazione della quota di 10 euro dovuta dai cacciatori per il prelievo venatorio al cinghiale, la possibilità di presentare una semplice autocertificazione in sostituzione di tutta una serie di documenti, il raddoppio del numero massimo di cacciatori per squadra (portato da 20 a 40) e per i comuni di Potenza e Matera l’aumento anche del numero minimo di cacciatori per gruppo (da 10 a 15).  “Accogliendo le osservazioni formulate dalle associazioni venatorie, abbiamo deciso di modificare e integrare le direttive regionali per la gestione e l’esercizio venatorio del cinghiale. In particolare – afferma il vicepresidente Fanelli – abbiamo eliminato i costi a carico dei cacciatori, consapevoli del servizio utile svolto da costoro a favore della comunità regionale.

Il sovrannumero degli ungulati presenti sul nostro territorio provoca, infatti, danni diretti e indiretti alle colture agricole e forestali e rappresenta un fattore di notevole rischio per l’incolumità delle persone, soprattutto in relazione agli incidenti stradali”. Sempre nell’ottica della semplificazione, è stato prorogato al 30 agosto prossimo il termine di presentazione delle domande per poter esercitare il prelievo venatorio al cinghiale.

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Stagione venatoria: in Basilicata a caccia dal 19 settembre 2021

Stagione venatoria: in Basilicata a caccia dal 19 settembre 2021

in Cronaca

Stagione venatoria: in Basilicata a caccia dal 19 settembre 2021. La Giunta ha approvato il calendario, la stagione si chiuderà il 31 Gennaio 2022.

Fanelli: “Strumento di concertazione che contempera le esigenze del mondo venatorio e agricolo”

La stagione venatoria 2021-2022 aprirà il prossimo 19 settembre e si concluderà il 31 gennaio 2022, ad eccezione della specie colombaccio che sarà cacciabile a partire dal 2 ottobre e fino al 10 febbraio 2022. È quanto stabilito dal calendario venatorio regionale 2021-2022, approvato dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e Forestali, Francesco Fanelli. “A seguito del lavoro di confronto e concertazione fra tutti gli attori interessati e tenendo conto delle osservazioni dell’Ispra – ha spiegato il vicepresidente Fanelli – abbiamo approvato il nuovo calendario venatorio per la stagione 2021/2022, contemperando le esigenze del mondo venatorio e agricolo.

Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti per fronteggiare la costante espansione numerica dei cinghiali: oltre a causare danni alle colture, la loro presenza nelle vicinanze dei centri abitati desta preoccupazione e allarmismo e mette a rischio l’incolumità delle persone.

Solo con misure straordinarie, da parte del Governo nazionale – ha concluso Fanelli – sarà possibile combattere quella che oramai rappresenta una vera e propria emergenza”.

Il calendario specifica limitazioni di tempi e carnieri per le singole specie. In particolare, il prelievo venatorio sarà possibile, per alcune specie, nelle seguenti date: dal 13 ottobre al 9 gennaio 2022 per il cinghiale, nei giorni di mercoledì, sabato e domenica; nelle due giornate di pre-apertura del 1° e 5 settembre e dal 19 settembre al 3 ottobre prossimi per la tortora, con un carniere annuo ridotto del 50% rispetto alla passata stagione venatoria;
nelle due giornate di pre-apertura del 26 e 29 settembre e dal 2 ottobre al 31 ottobre per la quaglia;
esclusivamente nelle giornate del 1, 4, 5, 8, 11, 12, 15 e 18 settembre e fino al 12 gennaio 2022 per le specie gazza, cornacchia grigia e ghiandaia;
dal 19 settembre al 30 dicembre per la lepre, il merlo e la volpe, periodo esteso, per questa ultima specie, fino al 30 gennaio 2022 per il prelievo in squadre organizzate con l’ausilio dei cani da seguita previo piano di abbattimento;
dal 2 ottobre al 20 gennaio 2022 per le seguenti specie: frullino, pavoncella, marzaiola, mestolone, fischione, gallinella d’acqua, porciglione, folaga, germano reale, canapiglia, codone, tordo sassello, alzavola, cesena, tordo bottaccio, beccaccia, beccaccino;
dal 2 ottobre al 30 dicembre per l’allodola;
dal 2 ottobre al 30 gennaio 2022 per fagiano e starna, previa verifica dello status delle popolazioni naturali mediante monitoraggi standardizzati e la stima dell’incremento utile annuo. Per i cacciatori non residenti e non domiciliati in Basilicata, l’accesso agli ambiti territoriali di caccia sarà consentito dal 2 ottobre al 30 gennaio 2022 limitatamente al prelievo venatorio delle specie migratorie.

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Basilicata approvato DDL Transumanza

in Politica

Basilicata approvato DDL Transumanza: “A queste attività sono legati saperi, cibi di alto valore e tradizioni popolari e storiche lucane”

Riconoscere, tutelare e valorizzare la pastorizia e la transumanza come patrimonio regionale, poiché tali attività rappresentano un presidio permanente e insostituibile sull’intero territorio lucano e svolgono una importante funzione strategica per la tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle produzioni agroalimentari. Con queste finalità, la Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, ha approvato il disegno di legge “Norme di disciplina, tutela e valorizzazione della pastorizia e della transumanza presidii del territorio lucano”.
In Basilicata si contano circa novantamila bovini, duecentomila ovini e cinquantamila caprini, in oltre cinquemila aziende, spesso condotte da giovani, che allevano in forma estensiva, allo stato brado e semibrado, soprattutto nelle zone di montagna, interne e svantaggiate, dove costituiscono un argine allo spopolamento e una risorsa preziosa per mantenere la coesione territoriale.

“La pastorizia e l’allevamento estensivo rappresentano tipologie produttive che rispondono ai grandi obiettivi posti dalla comunità internazionale: combattere la desertificazione, non consumare suolo, risparmiare acqua, tutelare gli ecosistemi e la biodiversità.

È una storia antica che ritrova oggi tutta la sua contemporaneità – afferma il vicepresidente Fanelli – in questa particolare fase di transizione verso attività produttive rispettose della salute del pianeta. Grande interesse vi è anche nei confronti della pratica della transumanza, recentemente riconosciuta patrimonio Unesco, la quale coinvolge ogni anno in Basilicata circa diecimila bovini e centocinquanta allevatori, che si spostano dalle montagne dell’Appennino lucano alle cosiddette ‘marine’, viaggiando lungo le storiche vie tratturali, un reticolo viario di notevole significato storico e culturale”.
La Regione riconosce la figura dell’allevatore custode del territorio, ossia l’imprenditore agricolo singolo o associato che esercita l’attività agricola e che pratica l’allevamento estensivo allo stato brado, semibrado o in forma transumante, assicurando il benessere animale e rispettando l’ambiente e il patrimonio naturalistico regionale. Il pastore assolve una funzione sociale, territoriale e ambientale; da qui, la proposta di istituire un apposito elenco regionale e di realizzare una rete delle aziende zootecniche, anche georeferenziata.
“Considerato il rilevante peso economico del settore zootecnico e della pastorizia, la Regione già interviene a sostegno di queste attività mediante l’adozione di diversi provvedimenti quali, ad esempio – conclude l’assessore Fanelli – il miglioramento genetico del bestiame, le attività di assistenza tecnico-veterinaria e gli interventi oggetto di finanziamento o da finanziare nell’ambito del Programma di sviluppo rurale. Dunque, la disciplina proposta con questo disegno di legge costituisce il giusto corollario e completamento di un’azione amministrativa già in corso che punta a preservare e valorizzare le pratiche produttive legate a saperi, cibi di alto valore e tradizioni popolari e storiche lucane ”.

Olivicolo – oleario, tavolo permanente in Basilicata

in Economia

“Olivicolo-oleario”, tavolo permanente in Basilicata. Francesco Fanelli: “L’obiettivo è redigere il Piano regionale del settore, importante documento di indirizzo politico-programmatico”

Si è insediato oggi il Tavolo tecnico per il settore olivicolo-oleario. In un’apposita riunione, alla presenza delle Organizzazioni di Produttori, dei rappresentanti delle Associazioni di categoria e dell’Alsia, è stata definita la costituzione di un tavolo tecnico permanente per lo svolgimento di attività di carattere strategico, per il monitoraggio e la proposizione di azioni a favore dell’olivicoltura lucana, in un quadro organico ed integrato.
Ad aprire i lavori l’assessore alle Politiche Agricole Francesco Fanelli, il quale ha rimarcato “la straordinarietà dell’ultima campagna olivicola nella nostra regione, la prima a fregiarsi del marchio IGP Olio lucano, un riconoscimento questo, assieme alla storica DOP Vulture, dell’eccellenza che contraddistingue il settore. L’obiettivo del tavolo tecnico – ha aggiunto l’assessore – è proprio quello di coinvolgere tutti gli attori del comparto per raccoglierne contributi e suggerimenti, al fine di redigere il Piano olivicolo oleario regionale, importante documento di indirizzo politico-programmatico. Il momento storico in cui viviamo, ancora condizionato dagli effetti della pandemia ma, nel contempo, aperto ad una transizione verso la nuova Programmazione dello sviluppo rurale, richiede l’attivazione di una fase di pianificazione che, partendo dall’analisi delle debolezze, ma anche dei punti di eccellenza della filiera olivicola lucana, alla luce delle opportunità che mercati e società lasciano intravedere, detti gli indirizzi di carattere produttivo, organizzativo, commerciale per l’olivicoltura lucana del prossimo quinquennio”.
L’olivicoltura lucana vede attualmente la presenza di sette Organizzazioni di Produttori che testimoniano lo sforzo compiuto verso nuovi e più moderni approcci produttivi e organizzativi.
Tanti i temi posti dai partecipanti al tavolo e che rappresentano le nuove sfide del comparto olivicolo regionale: dalla connessione con gli strumenti di pianificazione nazionale e regionale, agli investimenti a sostegno della filiera, per la parte produttiva e per la trasformazione, all’innovazione e ricerca per il miglioramento qualitativo del prodotto, al tema della sicurezza alimentare, della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare, fino al tema della resilienza delle aree interne su cui la filiera olivicola può avere una notevole incidenza.
“E’ un comparto regionale che, per molti versi, presenta elementi di debolezza e di forza propri del sistema nazionale – ha spiegato l’autorità di gestione del Psr 2014-2020 Vittorio Restaino – ossia la frammentazione produttiva, l’esigenza di innovare la fase di trasformazione, migliorare la difesa fitosanitaria, rafforzare la fase di promozione e commercializzazione di un prodotto che, come dimostrato anche dalla recente acquisizione del marchio IGP Olio lucano, si caratterizza di pregevole qualità”.
Anche per il direttore di Alsia Aniello Crescenzi, “il comparto olivicolo-oleario è strategico per tutta l’agricoltura lucana. Convinti che sia uno degli elementi trainanti dell’economia regionale, come Alsia abbiamo rafforzato sia gli elementi innovativi del settore sia gli interventi di prevenzione, soprattutto nei confronti del batterio della Xylella”.
Al termine della riunione, su proposta del Dirigente generale Donato Del Corso, si è proceduto alla costituzione formale del Tavolo tecnico e all’organizzazione delle attività per la predisposizione del Piano olivicolo oleario regionale, sotto la guida organizzativa dell’Ufficio Produzioni vegetali del Dipartimento e con il coordinamento tecnico-scientifico dell’Alsia.

A proposito di olio di oliva, di seguito l’articolo relativo al premio “Olivarum

Agricoltura, verifiche per “gelate” nel Metapontino, Val d’Agri e Alto Bradano

in Economia

“Sto monitorando personalmente, con gli Uffici competenti e con la preziosa collaborazione delle organizzazioni professionali agricole la grave situazione che si è determinata a seguito delle gelate dei giorni scorsi. In particolare, mi vengono segnalati ingenti danni al comparto frutticolo del Metapontino, della Val d’Agri e dell’Alto Bradano. I tecnici del Dipartimento già sono stati allertati per iniziare subito le verifiche, dando seguito sia alle segnalazioni già pervenute che a quelle che perverranno, al fine di mettere in campo tutte le azioni possibili, anche straordinarie, in raccordo con le altre Regioni, considerato che l’eccezionale fenomeno calamitoso ha interessato diverse aree del paese”. E’ quanto dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole, Francesco Fanelli

Sviluppo rurale, ok a 5 nuovi avvisi. Attivo nuovo bando anche per il biologico

in Economia

Psr, la Giunta regionale approva 5 avvisi pubblici

 

Sono stati approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche agricole e forestali Francesco Fanelli, cinque schemi di avvisi pubblici relativi alle Misure 10, 11, 12 e 13 del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Basilicata. A tal fine va sottolineato che si tratta della prima delle due annualità di transizione che condurranno all’avvio della nuova programmazione a partire dal 2023, per le quali si prevede la disponibilità di nuove risorse rivenienti dal Feasr e, in modo straordinario, dal Next Generation EU.

Confermando la particolare attenzione all’agricoltura biologica è stato attivato un nuovo bando per l’introduzione al bio e il mantenimento di tale pratica per le numerose aziende che già operano in tale logica, fra cui le circa 2.300 che, nel quinquennio appena trascorso, hanno avuto accesso al premio previsto dal PSR Basilicata. Le risorse finanziarie programmate con tale avviso ammontano a 60 milioni di euro di spesa pubblica, per il triennio riferito agli anni 2021-2023; la durata del periodo di impegno per entrambe le Sottomisure 11.1 e 11.2, nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento comunitario per il periodo di transizione 2021-2022, è fissato in 3 anni, a decorrere dalla data del 15 maggio 2021. “È opportuno e strategico garantire la continuità del sostegno pubblico a favore delle aziende biologiche – ha spiegato Fanelli – per perseguire gli obiettivi di natura ambientale definiti dalla strategia regionale e per assicurare il mantenimento di un’adeguata base produttiva del comparto delle produzioni biologiche regionali”. Approvato lo schema di avviso pubblico di proroga degli impegni della Misura 10 – Pagamenti agro-climatico-ambientali – Sottomisura 10.1.3 “Biodiversità – Allevatori custodi”, estendendo da 5 a 7 anni il periodo d’impegno. “L’adesione al biennio 2021/2022 è su base volontaria, poiché il periodo quinquennale obbligatorio si è chiuso con le domande presentate nell’annualità 2020; dunque, i beneficiari che non intendano aderire alla suddetta estensione – ha precisato l’assessore Fanelli – non incorreranno in sanzioni”.

È stato approvato, per l’annualità 2021 lo schema di avviso pubblico per la presentazione delle domande di sostegno relative alla Misura 13 “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici”, Sottomisura 13.1 “Indennità compensativa per gli agricoltori delle aree svantaggiate di montagna”, con una dotazione complessiva di 5.600.000 euro. “L’esigenza di tutelare e sostenere la permanenza dei presidi territoriali richiede interventi di contrasto alle dinamiche dell’abbandono delle superfici agricole e forestali. L’indennità erogata a favore delle aree montane – ha aggiunto Fanelli – punta a compensare i costi aggiuntivi ed i mancati redditi generati dalle difficoltà presenti in loco e gravanti sulle aziende agricole, attraverso un premio annuale per ettaro di superficie agricola”.

La Giunta regionale, infine, ha approvato, per l’annualità 2021 gli schemi di avviso pubblico per la presentazione delle domande di sostegno relative alla Misura 12 – “Indennità Natura 2000 e Indennità connesse alla Direttiva acque”, Sottomisura 12.1 – “Salvaguardia prati da sfalcio e turnazione e riduzione del carico di bestiame” e Sottomisura 12.2 – “Indennità evoluzione naturale cedui/avviamento alto fusto”, per un importo complessivo di due milioni di euro (un milione di euro per ciascuna sottomisura). In particolare, la Sottomisura 12.1 è stata programmata per compensare i mancati ricavi e i costi aggiuntivi sostenuti dagli agricoltori per gli obblighi connessi alla conservazione degli habitat prativi localizzati nei siti Natura 2000 della Regione Basilicata. La Sottomisura 12.2 prevede, invece, la concessione di un sostegno annuale per ettaro di superficie per la perdita di reddito causata dall’impossibilità di effettuare il taglio a fine turno del bosco governato a ceduo per obblighi collegati alla regolamentazione forestale delle aree Rete Natura 2000 e delle aree naturali protette in Basilicata, che contribuiscono all’attuazione dell’art. 10 della Direttiva 92/43/CEE. Gli interessati ai suddetti avvisi pubblici potranno presentare domanda esclusivamente in forma telematica, utilizzando le funzionalità on-line messe a disposizione dall’Organismo pagatore Agea sul portale Sian, per il tramite di un Centro di Assistenza Agricola mandatario, entro il 17 maggio 2021. “È opportuno precisare che l’erogazione degli aiuti spettanti di cui ai suddetti avvisi pubblici – ha concluso l’assessore – resta subordinata all’approvazione, da parte della Commissione Europea, del Piano finanziario del P.S.R. 2014/2020 relativo al periodo di estensione 2021/2022”.

Tutti i bandi sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata e sui siti http://europa.basilicata.it/feasr e www.basilicatanet.it.

Sostegno agriturismi e fattorie didattiche, Fanelli: istruite pratiche in tempi rapidi

in Economia

Alle aziende agricole che esercitano attività agrituristica sarà corrisposto un contributo di 7 mila euro, mentre a quelle che fanno soltanto attività di fattoria didattica, l’aiuto economico sarà di 6 mila euro

 “In tempi rapidi abbiamo dato una risposta concreta alle imprese agricole che soffrono da mesi la grave crisi economica causata dal Covid-19. In modo efficace ed efficiente è stata chiusa l’istruttoria dei pagamenti del bando misura 21, una misura straordinaria attivata dall’assessorato all’agricoltura per dare un sostegno alle aziende agricole attraverso un contributo a forfait e una tantum. In meno di un mese dall’approvazione della graduatoria definitiva, sono state chiuse tutte le istruttorie e sono stati inviati i pagamenti ad Agea che provvederà alla liquidazione in favore dei beneficiari”. Ad annunciarlo l’assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli. L’operazione s’inquadra nella sottomisura 21.1 ‘Sostegno a favore delle aziende agrituristiche e fattorie didattiche’, a valere sul Psr Basilicata 2014-2020”.

Sono 216 le aziende del settore che hanno beneficiato del contributo per un ammontare complessivo di 1,5 mln di euro. “Una boccata di ossigeno – ha commentato l’assessore Fanelli – per questo segmento del mondo agricolo particolarmente colpito dagli effetti della pandemia e dalle decisioni di chiusura nella prima fase del Covid. L’accelerata impressa dagli uffici dipartimentali ha consentito l’istruttoria in tempi rapidi attraverso procedure semplificate e snelle. Nonostante le difficoltà dovute alla situazione emergenziale con personale che lavora in modalità smart working, gli uffici hanno istruito velocemente le pratiche consentendo di raggiungere questo risultato positivo”. Alle aziende agricole che esercitano attività agrituristica sarà corrisposto un contributo di 7 mila euro, mentre a quelle che fanno soltanto attività di fattoria didattica, l’aiuto economico sarà di 6 mila euro.

Consulenza fitosanitaria, da oggi presentazione domande

in Economia

Da oggi – 19 Novembre 2020 –  e per i prossimi 30 giorni sarà possibile presentare le domande per usufruire del servizio gratuito di consulenza fitosanitaria dell’Alsia, l’Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura. Si stima che, nel prossimo triennio 2021-2023, saranno coinvolte 842 aziende agricole presenti sul territorio regionale. La procedura per presentare la domanda per richiedere una consulenza specialistica diretta e gratuita da parte dell’Agenzia è a sportello. I richiedenti devono essere titolari di aziende agricole in possesso di fascicolo aziendale. Si potrà compilare la domanda on-line sul sito web dell’Alsia (https://www.alsia.it/opencms/opencms), inviarla tramite pec o consegnarla a mano al protocollo dell’Agenzia.

Il progetto di consulenza dell’Alsia è stato approvato dalla Giunta regionale a valere sulla Sottomisura 2.1 del Programma di sviluppo rurale Basilicata 2014-2020 Sostegno per l’utilizzo dei servizi di consulenza da parte delle aziende”.

 Ogni azienda usufruirà gratuitamente di un’analisi dei punti critici aziendali e delle possibili soluzioni

e di consulenze tra cui: quella fitosanitaria per la gestione aziendale finalizzata all’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; quella sull’innovazione di tecniche e prodotti fitosanitari; quella sull’uso razionale delle macchine irroratrici dei prodotti fitosanitari; quella come supporto alla diagnosi di fitopatie e consigli di prevenzione e lotta.

“Con il servizio di consulenza – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli – le nostre aziende potranno migliorare la loro organizzazione aziendale per la gestione dei prodotti fitosanitari, la corretta distribuzione degli stessi, l’uso razionale delle macchine irroratrici. Con questa azione si incentiva un’agricoltura più sostenibile, rispettosa dell’ambiente e green. Siamo fortemente convinti che il rispetto dell’ambiente è uno dei pilastri su cui dobbiamo puntare per l’agricoltura del domani, più rispettosa del pianeta, biologica e fondata sull’applicazione delle biotecnologie”.

“Il servizio – ha commentato il direttore dell’Alsia, Aniello Crescenzi – ci consentirà di individuare una serie di aziende che, siamo convinti, supererà il numero massimo previsto. Ecco perché siamo già pronti ad ampliare la platea delle imprese a cui sarà rivolto, attraverso requisiti molto precisi che abbiamo individuato, a cominciare dai giovani agricoltori nelle aree a maggior sensibilità ambientale. Il programma coinvolgerà alcuni territori con maggiore vocazione come il Metapontino o l’Alto Bradano, ma anche le diverse tipologie di aziende come quelle vitivinicole o cerealicole e ortofrutticole e di agricoltura intensiva”.

Lavoratori Alsia e Agrobios, incontro in Regione

in Politica

Il vicepresidente della Regione Basilicata, Francesco Fanelli, e l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rosa, insieme al dirigente dell’ufficio legislativo del presidente della Giunta, Antonio Ferrara e ai Dirigenti Generali dei Dipartimenti Politiche Agricole e Ambiente, Del Corso e Busciolano,  hanno incontrato le organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil, in relazione ai rilievi e alle prescrizioni della Corte dei Conti connesse alla parifica del bilancio regionale, per affrontare il tema delle conseguenze legate alla creazione del ruolo unico per il personale regionale e del personale ex Agrobios da alcuni anni in forza presso Alsia ed Arpab.

“La Corte dei Conti – ha sottolineato Rosa– ha nuovamente rilevato ancora una volta tra le forti criticità sulla capacità assunzionale del bilancio della Regione per l’aumento delle spesa di personale anche a seguito del trasferimento a suo tempo operato del personale Alsia nel ruolo unico regionale.  Si tratta – ha aggiunto Rosa – di un rilievo condizionato da scelte fatte nel passato, ma a cui dobbiamo porre assolutamente rimedio. Necessità affrontare la questione onde evitare di incorrere nell’impossibilità di fare nuove assunzioni alla Regione Basilicata. Quindi una soluzione condivisa con i rappresentanti dei lavoratori va individuata nell’interesse generale. Inoltre, bisogna anche decidere sulla posizione contrattuale ancora privatistica del personale ex Agrobios da alcuni anni in forza presso Alsia ed Arpab.”.

“Siamo qui con il collega Rosa per risolvere questo problema che ci arriva da molto lontano e che oggi la Corte dei Conti ha ancora una volta messo in evidenza. Non possiamo permetterci, ha concluso Fanelli, la riproposizione di questi rilievi in occasione delle prossime parifiche ai bilanci regionali”.

Al termine della riunione si è deciso, di concerto con le organizzazioni sindacali, di procedere sull’ipotesi per il personale Alsia allo sdoppiamento del ruolo unico per il quale la Regione presenterà preventivamente la procedura da seguire e gli scenari conseguenziali e per la questione ex dipendenti Agrobios di fare ulteriori approfondimenti in ordine alle possibili soluzioni a livello tecnico e giuridico.

Atteso un nuovo confronto nei prossimi giorni.

 

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