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Proroghe bandi primo insediamento e agriturismo in Basilicata

in Economia

Proroghe bandi primo insediamento e agriturismo in Basilicata, la Giunta regionale approva proroghe

Sono state approvate dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Francesco Fanelli, due delibere con cui si prorogano i termini di scadenza per la presentazione delle domande di sostegno a valere sulle Sottomisure 6.1 “Aiuto all’avviamento di imprese per giovani agricoltori” (dal 18 gennaio al 18 febbraio 2022) e 6.4.2 – “Sostegno alla costituzione dello sviluppo di agriturismi e fattorie multifunzionali” (dal 22 gennaio al 28 febbraio 2022) del Programma di sviluppo rurale della Regione Basilicata.

“Pur considerando il lavoro incessante svolto dagli uffici regionali competenti per concludere tutti gli adempimenti nei termini inizialmente previsti dal bando – spiega l’assessore Fanelli – abbiamo accolto le istanze di differimento pervenute dai rappresentanti delle organizzazioni di categoria e dagli ordini professionali, in ragione della recrudescenza della pandemia da Covid-19 e delle difficoltà da essa generate a seguito delle restrizioni in atto e della diffusione dei contagi”.

Primo insediamento agricoltura: forte l’interesse dei giovani

Linea verde, sabato in onda puntata dedicata alla Basilicata

Torna in Basilicata Linea Verde tour. Sabato 15 gennaio alle 12 su Rai Uno andrà in onda una puntata dedicata all’Oro blu che porterà alla scoperta delle sorgenti, degli acquedotti e delle fontane del territorio lucano. “Il Viaggio dell’acqua” toccherà il Frida, il Pollino, il Vulture, la diga di Senise, il santuario della dea Mefitis a Rossano di Vaglio fino al Bosco Magnano, dove scorre il torrente Peschiera.

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Zootecnia: oltre 400mila euro al settore in Basilicata

in Economia

Zootecnia: oltre 400mila euro al settore in Basilicata. Liquidate pratiche 2019 e 2020 per miglioramento genetico

Fanelli: “L’allevamento di animali di diverse specie occupa un posto strategico nell’agricoltura lucana e apporta un contributo significativo al patrimonio culturale di quest’ultima

 

Con una spesa complessiva pari a € 418.134,38 sono state liquidate tutte le pratiche dei bandi 2019 e 2020 riguardanti interventi a sostegno del miglioramento genetico del patrimonio zootecnico della Basilicata. A comunicarlo è il vicepresidente e assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Francesco Fanelli. Nello specifico, per l’anno 2019, sono state ammesse a finanziamento tutte le 116 pratiche presentate per un totale di € 202.808,52, mentre per il bando 2020 sono state finanziate 133 istanze per una spesa di € 215.325,86.

Intanto, il 31 dicembre scorso è scaduto il termine per la presentazione delle domande relative al bando 2021; nei prossimi giorni comincerà l’istruttoria delle 129 istanze pervenute e successivamente si procederà con la liquidazione. Per questa annualità sono stati stanziati € 157.115,56.

“L’allevamento di animali di diverse specie occupa un posto strategico, dal punto di vista economico e sociale, nell’agricoltura lucana e apporta un contributo significativo al patrimonio culturale di quest’ultima. Per essere competitiva – spiega l’assessore Fanelli – la zootecnia ha bisogno di costante innovazione: uno dei mezzi per raggiungere tale obiettivo è proprio la selezione e il miglioramento genetico delle razze allevate. Da qui la decisione di sostenere le attività di miglioramento genetico, non solo per garantirsi una produzione di qualità ma anche per prevenire l’insorgenza e diffusione di malattie pericolose per gli animali e la salute dell’uomo”.

 

Foto archivio, non si riferisce al fatto descritto nel comunicato stampa

Agriturismi: bando per multifunzionalità

in Economia

Agriturismi, approvato bando per sostenere multifunzionalità aziende agricole. Fanelli: “L’obiettivo è favorire, in questa fase post pandemia, la ripresa dell’ospitalità rurale e dell’accoglienza”

Diversificare l’attività agricola e favorire un incremento delle fonti di reddito delle imprese, puntando sulla multifunzionalità. Con una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro rivenienti dalle risorse aggiuntive per il biennio di transizione 2021-2022, la Regione Basilicata, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali Francesco Fanelli, ha approvato il bando relativo alla Misura 6.4.2 “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese”, sottomisura 6.4.2 “Sostegno alla costituzione e sviluppo di agriturismi e fattorie multifunzionali”, a valere sul Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.
Si tratta della seconda edizione del bando (la prima è targata 2019) che ha l’obiettivo di sostenere investimenti volti alla creazione e allo sviluppo di agriturismi e fattorie didattiche e sociali migliorando le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiandone la ristrutturazione e l’ammodernamento.
Al bando possono partecipare gli imprenditori agricoli operanti sul territorio regionale. Tra i requisiti richiesti: l’iscrizione alla Camera di commercio, all’Inps, all’elenco regionale degli operatori agrituristici e a quello delle fattorie didattiche, il possesso della partita Iva e del fascicolo aziendale aggiornato.
Il sostegno sarà erogato in regime di de minimis e sotto forma di contributo in conto capitale per una entità massima pari al 50 per cento del costo dell’investimento totale e fino a 200 mila euro per azienda.
Gli interventi, orientati a favorire la fruibilità aziendale anche a persone con disabilità, dovranno riguardare il recupero funzionale di immobili, piccole costruzioni ex novo per la realizzazione di laboratori polifunzionali, aule didattiche e servizi, agricampeggi, aree verdi attrezzate, allestimento di spazi per musei sulle tradizioni contadine, sistemazioni esterne, piccole piscine, campetti pluriuso anche per il turismo equestre, acquisto di nuovi impianti, macchinari, hardware, software, arredi e attrezzature.
“La finalità di questo secondo avviso è di favorire, in questa fase post pandemia, la ripresa dell’ospitalità rurale e dell’accoglienza attraverso la rete degli agriturismi e delle fattorie multifunzionali. Si vuole rafforzare il sistema del turismo rurale – spiega il vicepresidente Fanelli – supportando le nostre aziende agricole a diversificare l’attività e a favorire investimenti all’insegna di un’agricoltura legata al territorio, alle produzioni, alle tradizioni. Non va poi trascurato il contributo che proprio la rete degli agriturismi apporta alla commercializzazione dei prodotti lucani, mediante la vendita diretta in azienda”.
Le domande di sostegno potranno essere presentate esclusivamente attraverso il portale telematico Sian nel termine ultimo di 80 giorni consecutivi a far data dalla pubblicazione sul BURB. Il bando è consultabile sul sito del PSR Basilicata all’indirizzo basilicata feasr e su quello della Regione Basilicata.www.regione.basilicata.it.

 

Giovani in agricoltura: 15 milioni per l’avviamento in Basilicata

in Economia

Fanelli: 15 milioni di euro per l’avviamento dei giovani in agricoltura in Basilicata. Approvato il bando per la concessione di incentivi destinati alla costituzione di nuove aziende

Agganciare la ripresa post pandemia investendo su un settore strategico per l’economia come quello agroalimentare e dare ai giovani un sostegno iniziale per avviare un’impresa agricola. Con una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro la Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, ha approvato il bando Misura 6 “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese forestali”, Sottomisura 6.1 “Aiuto all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori” a valere sul Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, risorse rinvenienti dal biennio di transizione 2021-2022.

L’avviso pubblico è rivolto a giovani di età compresa fra 18 e 40 anni (41 anni non compiuti), in possesso di partita IVA agricola da non più di 24 mesi dalla domanda di sostegno, con adeguate qualifiche e competenze professionali (titoli di studio in materia agronomico – forestale, attestati di frequenza corsi in materia agronomico – forestale, esperienza lavorativa), che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di titolare di impresa individuale, contitolare e socio amministratore di società di capitale o cooperative.

La misura, con una dotazione finanziaria pari a 15 milioni di euro, prevede il riconoscimento di un premio forfettario di 70 mila euro agli insediamenti ricadenti in aree territoriali con vincoli naturali (aree montane) o specifici (Aree Parco o Natura 2000) e di 60 mila euro per quelle aziende situate in altre zone del territorio regionale.
Importante novità è rappresentata dalla procedura finalizzata alla semplificazione e al rafforzamento dei controlli amministrativi, in modo tale da ottimizzare la gestione dell’elevato numero di richieste che si prevede possano pervenire. In una prima fase gli aspiranti imprenditori potranno presentare l’istanza di candidatura, compilando l’apposito format sul portale SIA-RB della Regione Basilicata (il sistema informativo regionale per l’agricoltura) e trasmettendo l’asseverazione dei punteggi attribuibili alle rispettive proposte progettuali. Sarà elaborata una graduatoria provvisoria che includerà le istanze rientranti nel 130 per cento della dotazione finanziaria dell’avviso pubblico e consentirà esclusivamente ai rispettivi proponenti di accedere alla fase successiva. Nella seconda fase, coloro che sono rientrati nella suddetta graduatoria, procederanno alla presentazione della domanda di sostegno e del Piano di impresa attraverso il SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale).
“Il bando è un altro tassello significativo delle operazioni messe in campo dalla Direzione generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali. Con questo avviso, frutto di ampio confronto con le organizzazioni professionali – afferma l’assessore Fanelli – vogliamo accompagnare i giovani che intendono investire nel comparto agricolo, favorendo il ricambio generazionale e migliorando la competitività del settore. La forte richiesta riveniente dai giovani e dalle rappresentanze delle imprese agricole è un indicatore dell’importanza del settore primario come ambito privilegiato per attivare strategie di sviluppo dell’economia regionale, dimostratosi anticiclico anche nella difficile fase della pandemia da Covid 19. Sostenere l’insediamento di nuove imprese condotte da giovani consente, inoltre, di contrastare il fenomeno della desertificazione sociale, attraverso nuove opportunità lavorative e accrescimento del reddito individuale”.
Questo bando viene attivato a distanza di poco più di tre anni dal precedente, grazie alle risorse aggiuntive che l’UE ha messo a disposizione del PSR Basilicata per il periodo di transizione 2021-2022, consentendo di andare incontro alle aspettative dei numerosi giovani che, nel tempo trascorso dal precedente avviso, hanno conseguito le competenze e le esperienze lavorative per poter attivare nuove iniziative imprenditoriali in agricoltura.
“L’auspicio – conclude l’assessore – è che i nostri giovani possano avviare aziende innovative, sempre più green e sostenibili dal punto di vista ambientale e delle pratiche agronomiche. Per sensibilizzare e coinvolgere i potenziali aspiranti abbiamo programmato una serie di incontri divulgativi sul territorio regionale, al fine di portare la Direzione sul territorio e fornire in modo diretto ogni utile informazione a favorire la partecipazione”.

Basilicata, caccia al cinghiale: “nessun costo per i cacciatori”

in Politica/Senza categoria

Basilicata, caccia al cinghiale: “nessun costo per i cacciatori”. Eliminato la quota di 10 euro per il prelievo venatorio al cinghiale

Snellimento delle procedure, eliminazione dei costi a carico dei cacciatori, aumento del numero di componenti per squadra. Sono alcune delle modifiche alle direttive regionali per la gestione e l’esercizio venatorio del cinghiale approvate dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e Forestali, Francesco Fanelli.

Tra le novità più importanti vi è l’eliminazione della quota di 10 euro dovuta dai cacciatori per il prelievo venatorio al cinghiale, la possibilità di presentare una semplice autocertificazione in sostituzione di tutta una serie di documenti, il raddoppio del numero massimo di cacciatori per squadra (portato da 20 a 40) e per i comuni di Potenza e Matera l’aumento anche del numero minimo di cacciatori per gruppo (da 10 a 15).  “Accogliendo le osservazioni formulate dalle associazioni venatorie, abbiamo deciso di modificare e integrare le direttive regionali per la gestione e l’esercizio venatorio del cinghiale. In particolare – afferma il vicepresidente Fanelli – abbiamo eliminato i costi a carico dei cacciatori, consapevoli del servizio utile svolto da costoro a favore della comunità regionale.

Il sovrannumero degli ungulati presenti sul nostro territorio provoca, infatti, danni diretti e indiretti alle colture agricole e forestali e rappresenta un fattore di notevole rischio per l’incolumità delle persone, soprattutto in relazione agli incidenti stradali”. Sempre nell’ottica della semplificazione, è stato prorogato al 30 agosto prossimo il termine di presentazione delle domande per poter esercitare il prelievo venatorio al cinghiale.

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Stagione venatoria: in Basilicata a caccia dal 19 settembre 2021

Stagione venatoria: in Basilicata a caccia dal 19 settembre 2021

in Cronaca

Stagione venatoria: in Basilicata a caccia dal 19 settembre 2021. La Giunta ha approvato il calendario, la stagione si chiuderà il 31 Gennaio 2022.

Fanelli: “Strumento di concertazione che contempera le esigenze del mondo venatorio e agricolo”

La stagione venatoria 2021-2022 aprirà il prossimo 19 settembre e si concluderà il 31 gennaio 2022, ad eccezione della specie colombaccio che sarà cacciabile a partire dal 2 ottobre e fino al 10 febbraio 2022. È quanto stabilito dal calendario venatorio regionale 2021-2022, approvato dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e Forestali, Francesco Fanelli. “A seguito del lavoro di confronto e concertazione fra tutti gli attori interessati e tenendo conto delle osservazioni dell’Ispra – ha spiegato il vicepresidente Fanelli – abbiamo approvato il nuovo calendario venatorio per la stagione 2021/2022, contemperando le esigenze del mondo venatorio e agricolo.

Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti per fronteggiare la costante espansione numerica dei cinghiali: oltre a causare danni alle colture, la loro presenza nelle vicinanze dei centri abitati desta preoccupazione e allarmismo e mette a rischio l’incolumità delle persone.

Solo con misure straordinarie, da parte del Governo nazionale – ha concluso Fanelli – sarà possibile combattere quella che oramai rappresenta una vera e propria emergenza”.

Il calendario specifica limitazioni di tempi e carnieri per le singole specie. In particolare, il prelievo venatorio sarà possibile, per alcune specie, nelle seguenti date: dal 13 ottobre al 9 gennaio 2022 per il cinghiale, nei giorni di mercoledì, sabato e domenica; nelle due giornate di pre-apertura del 1° e 5 settembre e dal 19 settembre al 3 ottobre prossimi per la tortora, con un carniere annuo ridotto del 50% rispetto alla passata stagione venatoria;
nelle due giornate di pre-apertura del 26 e 29 settembre e dal 2 ottobre al 31 ottobre per la quaglia;
esclusivamente nelle giornate del 1, 4, 5, 8, 11, 12, 15 e 18 settembre e fino al 12 gennaio 2022 per le specie gazza, cornacchia grigia e ghiandaia;
dal 19 settembre al 30 dicembre per la lepre, il merlo e la volpe, periodo esteso, per questa ultima specie, fino al 30 gennaio 2022 per il prelievo in squadre organizzate con l’ausilio dei cani da seguita previo piano di abbattimento;
dal 2 ottobre al 20 gennaio 2022 per le seguenti specie: frullino, pavoncella, marzaiola, mestolone, fischione, gallinella d’acqua, porciglione, folaga, germano reale, canapiglia, codone, tordo sassello, alzavola, cesena, tordo bottaccio, beccaccia, beccaccino;
dal 2 ottobre al 30 dicembre per l’allodola;
dal 2 ottobre al 30 gennaio 2022 per fagiano e starna, previa verifica dello status delle popolazioni naturali mediante monitoraggi standardizzati e la stima dell’incremento utile annuo. Per i cacciatori non residenti e non domiciliati in Basilicata, l’accesso agli ambiti territoriali di caccia sarà consentito dal 2 ottobre al 30 gennaio 2022 limitatamente al prelievo venatorio delle specie migratorie.

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Basilicata approvato DDL Transumanza

in Politica

Basilicata approvato DDL Transumanza: “A queste attività sono legati saperi, cibi di alto valore e tradizioni popolari e storiche lucane”

Riconoscere, tutelare e valorizzare la pastorizia e la transumanza come patrimonio regionale, poiché tali attività rappresentano un presidio permanente e insostituibile sull’intero territorio lucano e svolgono una importante funzione strategica per la tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle produzioni agroalimentari. Con queste finalità, la Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, ha approvato il disegno di legge “Norme di disciplina, tutela e valorizzazione della pastorizia e della transumanza presidii del territorio lucano”.
In Basilicata si contano circa novantamila bovini, duecentomila ovini e cinquantamila caprini, in oltre cinquemila aziende, spesso condotte da giovani, che allevano in forma estensiva, allo stato brado e semibrado, soprattutto nelle zone di montagna, interne e svantaggiate, dove costituiscono un argine allo spopolamento e una risorsa preziosa per mantenere la coesione territoriale.

“La pastorizia e l’allevamento estensivo rappresentano tipologie produttive che rispondono ai grandi obiettivi posti dalla comunità internazionale: combattere la desertificazione, non consumare suolo, risparmiare acqua, tutelare gli ecosistemi e la biodiversità.

È una storia antica che ritrova oggi tutta la sua contemporaneità – afferma il vicepresidente Fanelli – in questa particolare fase di transizione verso attività produttive rispettose della salute del pianeta. Grande interesse vi è anche nei confronti della pratica della transumanza, recentemente riconosciuta patrimonio Unesco, la quale coinvolge ogni anno in Basilicata circa diecimila bovini e centocinquanta allevatori, che si spostano dalle montagne dell’Appennino lucano alle cosiddette ‘marine’, viaggiando lungo le storiche vie tratturali, un reticolo viario di notevole significato storico e culturale”.
La Regione riconosce la figura dell’allevatore custode del territorio, ossia l’imprenditore agricolo singolo o associato che esercita l’attività agricola e che pratica l’allevamento estensivo allo stato brado, semibrado o in forma transumante, assicurando il benessere animale e rispettando l’ambiente e il patrimonio naturalistico regionale. Il pastore assolve una funzione sociale, territoriale e ambientale; da qui, la proposta di istituire un apposito elenco regionale e di realizzare una rete delle aziende zootecniche, anche georeferenziata.
“Considerato il rilevante peso economico del settore zootecnico e della pastorizia, la Regione già interviene a sostegno di queste attività mediante l’adozione di diversi provvedimenti quali, ad esempio – conclude l’assessore Fanelli – il miglioramento genetico del bestiame, le attività di assistenza tecnico-veterinaria e gli interventi oggetto di finanziamento o da finanziare nell’ambito del Programma di sviluppo rurale. Dunque, la disciplina proposta con questo disegno di legge costituisce il giusto corollario e completamento di un’azione amministrativa già in corso che punta a preservare e valorizzare le pratiche produttive legate a saperi, cibi di alto valore e tradizioni popolari e storiche lucane ”.

Olivicolo – oleario, tavolo permanente in Basilicata

in Economia

“Olivicolo-oleario”, tavolo permanente in Basilicata. Francesco Fanelli: “L’obiettivo è redigere il Piano regionale del settore, importante documento di indirizzo politico-programmatico”

Si è insediato oggi il Tavolo tecnico per il settore olivicolo-oleario. In un’apposita riunione, alla presenza delle Organizzazioni di Produttori, dei rappresentanti delle Associazioni di categoria e dell’Alsia, è stata definita la costituzione di un tavolo tecnico permanente per lo svolgimento di attività di carattere strategico, per il monitoraggio e la proposizione di azioni a favore dell’olivicoltura lucana, in un quadro organico ed integrato.
Ad aprire i lavori l’assessore alle Politiche Agricole Francesco Fanelli, il quale ha rimarcato “la straordinarietà dell’ultima campagna olivicola nella nostra regione, la prima a fregiarsi del marchio IGP Olio lucano, un riconoscimento questo, assieme alla storica DOP Vulture, dell’eccellenza che contraddistingue il settore. L’obiettivo del tavolo tecnico – ha aggiunto l’assessore – è proprio quello di coinvolgere tutti gli attori del comparto per raccoglierne contributi e suggerimenti, al fine di redigere il Piano olivicolo oleario regionale, importante documento di indirizzo politico-programmatico. Il momento storico in cui viviamo, ancora condizionato dagli effetti della pandemia ma, nel contempo, aperto ad una transizione verso la nuova Programmazione dello sviluppo rurale, richiede l’attivazione di una fase di pianificazione che, partendo dall’analisi delle debolezze, ma anche dei punti di eccellenza della filiera olivicola lucana, alla luce delle opportunità che mercati e società lasciano intravedere, detti gli indirizzi di carattere produttivo, organizzativo, commerciale per l’olivicoltura lucana del prossimo quinquennio”.
L’olivicoltura lucana vede attualmente la presenza di sette Organizzazioni di Produttori che testimoniano lo sforzo compiuto verso nuovi e più moderni approcci produttivi e organizzativi.
Tanti i temi posti dai partecipanti al tavolo e che rappresentano le nuove sfide del comparto olivicolo regionale: dalla connessione con gli strumenti di pianificazione nazionale e regionale, agli investimenti a sostegno della filiera, per la parte produttiva e per la trasformazione, all’innovazione e ricerca per il miglioramento qualitativo del prodotto, al tema della sicurezza alimentare, della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare, fino al tema della resilienza delle aree interne su cui la filiera olivicola può avere una notevole incidenza.
“E’ un comparto regionale che, per molti versi, presenta elementi di debolezza e di forza propri del sistema nazionale – ha spiegato l’autorità di gestione del Psr 2014-2020 Vittorio Restaino – ossia la frammentazione produttiva, l’esigenza di innovare la fase di trasformazione, migliorare la difesa fitosanitaria, rafforzare la fase di promozione e commercializzazione di un prodotto che, come dimostrato anche dalla recente acquisizione del marchio IGP Olio lucano, si caratterizza di pregevole qualità”.
Anche per il direttore di Alsia Aniello Crescenzi, “il comparto olivicolo-oleario è strategico per tutta l’agricoltura lucana. Convinti che sia uno degli elementi trainanti dell’economia regionale, come Alsia abbiamo rafforzato sia gli elementi innovativi del settore sia gli interventi di prevenzione, soprattutto nei confronti del batterio della Xylella”.
Al termine della riunione, su proposta del Dirigente generale Donato Del Corso, si è proceduto alla costituzione formale del Tavolo tecnico e all’organizzazione delle attività per la predisposizione del Piano olivicolo oleario regionale, sotto la guida organizzativa dell’Ufficio Produzioni vegetali del Dipartimento e con il coordinamento tecnico-scientifico dell’Alsia.

A proposito di olio di oliva, di seguito l’articolo relativo al premio “Olivarum

Agricoltura, verifiche per “gelate” nel Metapontino, Val d’Agri e Alto Bradano

in Economia

“Sto monitorando personalmente, con gli Uffici competenti e con la preziosa collaborazione delle organizzazioni professionali agricole la grave situazione che si è determinata a seguito delle gelate dei giorni scorsi. In particolare, mi vengono segnalati ingenti danni al comparto frutticolo del Metapontino, della Val d’Agri e dell’Alto Bradano. I tecnici del Dipartimento già sono stati allertati per iniziare subito le verifiche, dando seguito sia alle segnalazioni già pervenute che a quelle che perverranno, al fine di mettere in campo tutte le azioni possibili, anche straordinarie, in raccordo con le altre Regioni, considerato che l’eccezionale fenomeno calamitoso ha interessato diverse aree del paese”. E’ quanto dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole, Francesco Fanelli

Sviluppo rurale, ok a 5 nuovi avvisi. Attivo nuovo bando anche per il biologico

in Economia

Psr, la Giunta regionale approva 5 avvisi pubblici

 

Sono stati approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Politiche agricole e forestali Francesco Fanelli, cinque schemi di avvisi pubblici relativi alle Misure 10, 11, 12 e 13 del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Basilicata. A tal fine va sottolineato che si tratta della prima delle due annualità di transizione che condurranno all’avvio della nuova programmazione a partire dal 2023, per le quali si prevede la disponibilità di nuove risorse rivenienti dal Feasr e, in modo straordinario, dal Next Generation EU.

Confermando la particolare attenzione all’agricoltura biologica è stato attivato un nuovo bando per l’introduzione al bio e il mantenimento di tale pratica per le numerose aziende che già operano in tale logica, fra cui le circa 2.300 che, nel quinquennio appena trascorso, hanno avuto accesso al premio previsto dal PSR Basilicata. Le risorse finanziarie programmate con tale avviso ammontano a 60 milioni di euro di spesa pubblica, per il triennio riferito agli anni 2021-2023; la durata del periodo di impegno per entrambe le Sottomisure 11.1 e 11.2, nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento comunitario per il periodo di transizione 2021-2022, è fissato in 3 anni, a decorrere dalla data del 15 maggio 2021. “È opportuno e strategico garantire la continuità del sostegno pubblico a favore delle aziende biologiche – ha spiegato Fanelli – per perseguire gli obiettivi di natura ambientale definiti dalla strategia regionale e per assicurare il mantenimento di un’adeguata base produttiva del comparto delle produzioni biologiche regionali”. Approvato lo schema di avviso pubblico di proroga degli impegni della Misura 10 – Pagamenti agro-climatico-ambientali – Sottomisura 10.1.3 “Biodiversità – Allevatori custodi”, estendendo da 5 a 7 anni il periodo d’impegno. “L’adesione al biennio 2021/2022 è su base volontaria, poiché il periodo quinquennale obbligatorio si è chiuso con le domande presentate nell’annualità 2020; dunque, i beneficiari che non intendano aderire alla suddetta estensione – ha precisato l’assessore Fanelli – non incorreranno in sanzioni”.

È stato approvato, per l’annualità 2021 lo schema di avviso pubblico per la presentazione delle domande di sostegno relative alla Misura 13 “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici”, Sottomisura 13.1 “Indennità compensativa per gli agricoltori delle aree svantaggiate di montagna”, con una dotazione complessiva di 5.600.000 euro. “L’esigenza di tutelare e sostenere la permanenza dei presidi territoriali richiede interventi di contrasto alle dinamiche dell’abbandono delle superfici agricole e forestali. L’indennità erogata a favore delle aree montane – ha aggiunto Fanelli – punta a compensare i costi aggiuntivi ed i mancati redditi generati dalle difficoltà presenti in loco e gravanti sulle aziende agricole, attraverso un premio annuale per ettaro di superficie agricola”.

La Giunta regionale, infine, ha approvato, per l’annualità 2021 gli schemi di avviso pubblico per la presentazione delle domande di sostegno relative alla Misura 12 – “Indennità Natura 2000 e Indennità connesse alla Direttiva acque”, Sottomisura 12.1 – “Salvaguardia prati da sfalcio e turnazione e riduzione del carico di bestiame” e Sottomisura 12.2 – “Indennità evoluzione naturale cedui/avviamento alto fusto”, per un importo complessivo di due milioni di euro (un milione di euro per ciascuna sottomisura). In particolare, la Sottomisura 12.1 è stata programmata per compensare i mancati ricavi e i costi aggiuntivi sostenuti dagli agricoltori per gli obblighi connessi alla conservazione degli habitat prativi localizzati nei siti Natura 2000 della Regione Basilicata. La Sottomisura 12.2 prevede, invece, la concessione di un sostegno annuale per ettaro di superficie per la perdita di reddito causata dall’impossibilità di effettuare il taglio a fine turno del bosco governato a ceduo per obblighi collegati alla regolamentazione forestale delle aree Rete Natura 2000 e delle aree naturali protette in Basilicata, che contribuiscono all’attuazione dell’art. 10 della Direttiva 92/43/CEE. Gli interessati ai suddetti avvisi pubblici potranno presentare domanda esclusivamente in forma telematica, utilizzando le funzionalità on-line messe a disposizione dall’Organismo pagatore Agea sul portale Sian, per il tramite di un Centro di Assistenza Agricola mandatario, entro il 17 maggio 2021. “È opportuno precisare che l’erogazione degli aiuti spettanti di cui ai suddetti avvisi pubblici – ha concluso l’assessore – resta subordinata all’approvazione, da parte della Commissione Europea, del Piano finanziario del P.S.R. 2014/2020 relativo al periodo di estensione 2021/2022”.

Tutti i bandi sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata e sui siti http://europa.basilicata.it/feasr e www.basilicatanet.it.

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