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Bonus TV: Poste consegnerà decoder ad anziani bisognosi

in Economia

Bonus TV: Poste consegnerà decoder ad anziani bisognosi. La rivoluzione digitale è in atto. Agevolazione per ultra settantenni. Inoltre, i cittadini che aderiranno alla misura riceveranno da Poste Italiane assistenza telefonica per installare il nuovo apparecchio

Alla nuova agevolazione potranno accedere i cittadini di età superiore a 70 anni e titolari di una pensione fino a 20.000 euro annui che saranno informati dall’Azienda guidata da Matteo Del Fante

Poste Italiane consegnerà ai cittadini di età superiore a 70 anni e titolari di una pensione fino a 20.000 euro annui un decoder di importo non superiore a 30 euro, come previsto dal maxi emendamento alla Legge di Bilancio presentato venerdì in Senato dal Governo. Lo rende noto il TGPoste, il telegiornale aziendale visibile sul sito dedicato.

L’Esecutivo ha stanziato 68 milioni di euro per rinnovare il fondo nato per supportare la popolazione nel passaggio alle nuove modalità di diffusione del segnale televisivo che entreranno in vigore definitivamente a gennaio 2023, quando i canali saranno visibili solo da chi possiede una tivù HD o un decoder. I cittadini che avranno diritto ad accedere a questa ulteriore agevolazione saranno informati tramite una lettera da Poste Italiane del fatto che potranno richiedere e ricevere direttamente a domicilio un decoder senza necessità di andare ad acquistarlo. Chi vorrà sfruttare questa opportunità potrà concordare con l’Azienda un appuntamento telefonico o tramite l’ufficio postale o tramite una piattaforma dedicata per fissare un giorno nel quale il portalettere consegnerà il decoder a casa. Inoltre, i cittadini che aderiranno alla misura riceveranno da Poste Italiane assistenza telefonica per installare il nuovo apparecchio. Poste Italiane, che ha già affiancato il governo in operazioni di sostegno alle fasce di popolazione più deboli e bisognose come la consegna a domicilio delle pensioni, ha stretto un accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico mettendo a disposizione la capillarità della sua rete fatta di quasi 13000 uffici postali e oltre 30.000 portalettere, per supportare il Paese nella transizione tecnologica e contribuire a colmare il divario digitale tra le generazioni.

Come accertare la compatibilità dei televisori al nuovo digitale terrestre: le indicazioni utili.

 

DVBT-2: Come accertare la compatibilità dei televisori al nuovo digitale

DVBT-2: Come accertare la compatibilità dei televisori al nuovo digitale

in Economia

DVBT-2: Come accertare la compatibilità dei televisori al nuovo digitale. Il nuovo standard consentirà migliore qualità visiva e definizione

In Italia, per consentire un uso più efficiente dello spettro a fronte della liberazione della banda 700 MHz, che dovrà concludersi entro il 30 giugno 2022, è stata disposta, a partire da gennaio 2023, l’attivazione dello standard trasmissivo DVBT-2 a livello nazionale.

Il digitale terrestre di seconda generazione consentirà una migliore qualità del segnale e programmi in alta definizione.

Il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) è lo standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma digitale terrestre del consorzio europeo DVB.

Il passaggio al nuovo standard consentirà un miglioramento della qualità visiva e dell’alta definizione e il rilascio delle frequenze in banda 694-790 MHz, la cosiddetta “banda 700”, per i servizi mobili 5G.

COMPATIBILITA’ DEI TELEVISORI GIA’ IN USO

Come verificare la compatibilità dei televisori?

Il sito web governativo ufficiale propone un test: “puoi accertarti che la TV sia in grado di ricevere la nuova codifica provando a vedere i canali già disponibili in HD: ad esempio 501 per RAIUNO HD, 505 per Canale 5 HD e 507 per LA7 HD. Se almeno un canale HD sarà visibile, la tua TV è in grado di supportare la codifica MPEG-4. In caso contrario, per potere continuare a vedere l’intera programmazione televisiva, potresti aver bisogno di sostituire la tua TV o il tuo decoder”.

Inoltre, si può verificare che la  TV sia compatibile con il cambiamento previsto a partire da gennaio 2023 – quando verrà introdotta l’attivazione del DVB-T2 con il nuovo sistema di codifica HEVC Main10 – provando a visualizzare i canali di test 100 e 200; se vedi Raiuno sul canale 1 allora verifica che sul canale 100 appaia la scritta “Test HEVC Main10”; analogamente se vedi Canale 5 sul canale 5, verifica che sul canale 200 appaia la medesima scritta. Se compare tale scritta, l’apparato è compatibile con il nuovo standard di trasmissione. Tuttavia, può accadere che ci siano problemi nel visualizzare la schermata (i canali non mostrano il messaggio “Test HEVC Main10” o risultano oscurati) pur essendo il televisore o il decoder compatibili con il DVB-T2. In questi casi, l’esito negativo del test potrebbe derivare: da una non corretta (ma temporanea) ricezione dei due canali; dalla momentanea presenza di un’altra emittente sul canale; dal fatto che la propria tv non riesca ad agganciarsi alle frequenze più recenti.

LE TV ACQUISTATE DAL 22 DICEMBRE 2018

Se il televisore è stato acquistato a partire dal 22 dicembre 2018, sarà compatibile con il nuovo digitale terrestre poiché da quella data i negozianti sono obbligati a vendere televisori che supportano il nuovo standard DVB-T2 e la codifica HEVC Main10. Sarà possibile accertare la compatibilità del TV ai nuovi standard verificando che nel manuale e/o nella scheda tecnica del televisore sia presente l’indicazione DVB-T2 HEVC Main10. “In particolare, puoi verificare che la tua TV sia compatibile con il cambiamento previsto a partire da ottobre 2021, quando verrà avviata la dismissione della codifica MPEG-2 a favore della codifica MPEG-4 su standard DVBT e le emittenti inizieranno a trasmettere con la nuova codifica una parte dei loro programmi rappresentativi” è scritto nel sito govenativo dedicato.

PER CHI ACQUISTA IL NUOVO TV PREVISTO IL “BONUS” ROTTAMAZIONE

Pertanto,

prima di acquistare un nuovo decoder o una nuova TV, è sempre opportuno e consigliabile effettuare una risintonizzazione;

solo nei casi in cui, anche dopo aver terminato tale procedura, persistessero problemi nel visualizzare la schermata o i canali di test non vengano proprio visualizzati ( pur digitando 100 e/o 200 la TV rimane sintonizzata sul canale che si stava già visualizzando) dovrai necessariamente procedere all’acquisto (bonus TV e decoder) di nuovi apparati per continuare a vedere i tuoi programmi preferiti anche dopo gennaio 2023, quando verrà avviata l’attivazione del digitale terrestre di seconda generazione.

La sfida digitale del PNRR e la ripresa post-Covid secondo i commercialisti

in Economia

Il PNRR come sfida cruciale, una reale possibilità di cambiamento per l’Italia: il 91% dei commercialisti ritiene che sarebbe un grave danno non utilizzarlo in maniera consona, per il 62% si tratta dell’ultima possibilità per il nostro sistema Paese. La ricerca di TeamSystem, effettuata in collaborazione con Kantar, ha privilegiato la lente d’ingrandimento dei commercialisti in duplice veste: come primi attori della ripresa e come spia dello stato di salute dei loro clienti, ovvero microimprese e PMI.

La crisi ha avuto importanti ricadute anche sul settore preso in esame, ma in maniera minore rispetto a microimprese e PMI, coinvolte nella stessa ricerca. Solo un commercialista su due ha dovuto richiedere aiuti statali, contro le 7 PMI su 10 e il 64% delle microimprese. Solo il 7% dei commercialisti senza gli aiuti di Stato avrebbe avuto difficoltà decisive, tanto da dover cessare l’attività.

Dopo aver analizzato la situazione in tempi pandemici, la ricerca ha spostato il focus sulle iniziative necessarie per la ripresa. Il “Manifesto per la ripartenza” redatto dai commercialisti propone 5 punti programmatici, in ordine di importanza percepita:

  1. riduzione burocrazia (68%)
  2. riforma legge fiscale (55%)
  3. revisione imposte sul reddito (35%)
  4. accelerazione della campagna vaccinale (27%)
  5. riforma della PA (25%)

 

I Commercialisti, categoria vitale per il rilancio del nostro sistema economico, evidenziano in modo forte la centralità della digitalizzazione tra le priorità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, posizione questa condivisa da numerose istituzioni e soggetti economici. Siamo di fronte ad un’opportunità storica per il rilancio economico dell’Italia, che può innescare un volano potente per digitalizzare in modo esteso il nostro tessuto imprenditoriale,”, ha dichiarato Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem. “Non sorprende, inoltre, che la riduzione della burocrazia sia ai vertici della lista dei problemi più urgenti da affrontare se si vuole rendere il rilancio del Paese, cui stiamo già assistendo, sostenibile e duraturo. Essa, peraltro, è uno dei temi imprescindibili per attrarre con maggiore efficacia gli investimenti esteri in Italia”.     

Tra le direttrici strategiche della ripresa e del PNRR, il 74% dei commercialisti vorrebbe investimenti mirati sul digitale, per il 59% i fondi andrebbero impiegati per il settore sanitario. Il 59% sostiene vadano utilizzati per Istruzione e Ricerca.

Il digitale al centro: per i commercialisti digitalizzare il proprio lavoro quotidiano significa “utilizzare strumenti per l’organizzazione e il controllo delle attività̀” (per il 38% degli intervistati) e “gestire e analizzare i dati con strumenti evoluti” (per il 49%).

La digitalizzazione è stata inoltre recepita come volano decisivo per la ripresa: consentirà di risparmiare tempo per il 54% dei commercialisti intervistati, mentre per il 48% andrà a semplificare le procedure. Rispetto a microimprese (52%) e PMI (51%), il 71% dei commercialisti ritiene di avere una digitalizzazione media. Il 17% degli intervistati, negli ultimi 12 mesi, ha investito sui sistemi per collegarsi da remoto, e uno su tre progetta di implementare CRM per la gestione dei clienti nel prossimo futuro.

La digitalizzazione ha difatti vantaggi tangibili: per il 54% del campione statistico consentirebbe di risparmiare tempo, per 48% semplificherebbe le procedure e per il l41% aumenterebbe la disponibilità e la facilità di accesso ai dati.

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