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Premio internazionale Profilo Donna per Liliana Dell’Osso

in Cultura

Premio internazionale Profilo Donna per Liliana Dell’Osso, psichiatra originaria di Bernalda. Dirige la clinica psichiatrica dell’Università di Pisa

La psichiatra lucana, originaria di Bernalda, Liliana Dell’Osso – direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Pisa e vicepresidente della Società Italiana di Psichiatria, “Lucani Insigni 2020”, l’unica lucana presente nella banca dati online con i profili di cento esperte nelle aree scientifiche, secondo il progetto “100 donne contro gli stereotipi aree scientifiche” – dopo il riconoscimento di “Top Italian Women Scientists 2021” è stata insignita a Modena del Premio Internazionale Profilo Donna.

La XXXI edizione è stata una edizione speciale per recuperare in parte i progetti rimasti incompiuti del 2020, ma anche una “Special edition” dedicata in particolare all’economia e ai temi vicini al mondo femminile del lavoro e delle professioni grazie al contributo video dell’Osservatorio di Progetto Donne e Futuro. E’ stata l’occasione per fare un’ analisi dettagliata della situazione post emergenza sanitaria, per comprendere come far ripartire al meglio, la situazione economica italiana L’evento ha il patrocinio del Comune di Modena, Provincia di Modena, Regione Emilia Romagna, Forum Internazionale Donne del Mediterraneo, Confindustria Emilia, Consolati di Svezia e Norvegia, CPO del CUP, Club Unesco di Modena nonchè della collaborazione dell’Ufficio di Informazione a Milano del Parlamento Europeo, di IWA Modena e Donne del 2000APS. Fanno parte del Comitato d’Onore il Prefetto Alessandra Camporota, il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, Gian Domenico Tomei – Presidente della Provincia di Modena, Stefano Bonaccini Presidente Regione Emilia Romagna, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Carlo Adolfo Porro e Cristina Rossello Presidente di Progetto Donne e Futuro. Si riparte dunque scoccando una freccia di positività e fiducia oltre la paura, l’incertezza e la dualità di questo momento storico impegnativo per continuare a coltivare il nostro giardino di talenti e di professionalità nel mondo delle pari opportunità.

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LILIANA DELL’OSSO
Presidente del Collegio dei Professori Ordinari di Psichiatria

Presidente del Collegio Nazionale dei professori di Psichiatria e Direttore della Clinica Psichiatrica e della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università di Pisa. Nel 1972 ha conseguito a Matera la maturità classica con 60/60 e si è poi trasferita a Pisa per gli studi di Medicina e Chirurgia. Si è laureata nel 1979 con 110/110, lode e dignità di stampa e specializzata in Psichiatria nel 1984 con 70/70 e lode. Dal 1983 al 1987 è stata Ricercatore in Farmacologia e, dal 1987 al 1992 in Psichiatria. Ha partecipato, da giovane ricercatrice, allo “Spectrum Project”, un progetto internazionale partito nel 1995 dalle Università di Pisa e Pittsburgh, che poi ha coinvolto la Columbia di New York e San Diego, basato su un modello dimensionale della psicopatologia. Professore associato di Psichiatria dal 1992, ha conseguito l’ordinariato nel 2001. Nello stesso anno è diventata Direttore dell’UO di Psichiatria. Dal 2010 è Direttore della Scuola di Specializzazione, dal 2011 è Presidente del corso di Laurea in Tecniche della riabilitazione psichiatrica e del Master in Medicina delle dipendenze. È autrice e co-autrice di oltre 850 pubblicazioni, manuali e saggi tra cui: L’altra Marilyn, L’abisso negli occhi, Il Caso Cocho Chanel, Genio e follia, solo per citarne alcuni. Fa parte della Top Italian Scientist e della Top Italian Women Scientist e del club 100esperte.it

Le altre premiate sono: Anna Fendi (Stilista e imprenditrice di fama internazionale), Cecilia Gasdia (Sovrintendente e Direttore Artistico Fondazione Arena di Verona), Chiara Giovenzana (Investment Director Healthcare della Fondazione Enea & Biomedical), Grazia Parisi (Founder di Parisii Luxury Relais Rome) Laura Ramaciotti (Magnifico Rettore Università di Ferrara), , Maria Silvia Sacchi (Giornalista, sezione L’Economia Corriere della Sera), Marie Paule Védrine Andolfatto (Collezionista e Fondatrice Museo delle Bambole).

Alla psichiatra lucana Liliana Dell’Osso il Premio Cronin

in Cultura

La psichiatra lucana (di Bernalda) Liliana Dell’Osso,  direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Pisa, Presidente del Collegio dei Professori Ordinari di Psichiatria, l’unica lucana fra le “Top ItalianWomenScientists”, ha vinto per la sezione saggistica il Premio Cronin, concorso letterario rivolto in esclusiva ai medici e agli odontoiatri, intitolato al celebre medico-scrittore scozzese Joseph Archibald Cronin (1896/1981).
La giuria ha deciso di premiare il suo saggio dal titolo: “Pandemia da Covid-19: un trauma psichico di massa”, scritto insieme alla psichiatra Daniela Toschi e al filosofo della scienza Dario Muti, sulla pandemia da Covid-19 e tutto quanto rappresenta a livello sanitario, psicopatologico e umano.
Giunge in un momento di smarrimento nazionale questo saggio chiaro e prezioso. Il lettore ne ricava lucidissimeriflessioni sulla pandemia e sui disturbi correlati allo stress post-traumatico.
Il testo sottolinea i rischi inerenti al periodo di crisi che la nazione ha affrontato e sta affrontando durante il lockdown, dall’emergenza sanitaria alle sindromi da stress post traumatico, dall’uso di internet alle potenziali nuove dipendenze, dal tema della scarsa coscienza igienica a quello dei disturbi mentali, sviscerando la categoria del contagio nel corso dei secoli.Eredi di un mondo igienico, costretti dal Covid-19 al lockdown, abbiamo l’impressione che il “contagio” sia la categoria definitoria dell’attualità. Nulla di più falso. Il contagio è una categoria totale della nostra cultura. Nasce dal senso del tatto, dalla conseguenza della prossimità fra oggetti, nel mondo. Esso interessa i corpi, i saperi, le idee, gli oggetti. Questo studio cerca di esplorare il mondo dei contagi, quello che si è riscoperto fra incredulità, allarmismi e fake news quando la pandemia ci ha avvolto. Quello che, dall’antica Grecia sino ai virus informatici, ha definito la nostra cultura, fra metafore e scienze. Quello che, nella traiettoria vitale di un artista come EdvardMunch, ha fornito ispirazioni per opere capaci di sintetizzare degli aspetti universali dell’anima. Il mondo dei contagi è il mondo in cui viviamo. In esso osservatore e fenomeno osservato, medico e malattia, possono andare a sovrapporsi. Nessun uomo, neppure il terapeuta, è immune alla dimensione onnicomprensiva del contatto.

“Il Covid-19 prima ci ha colti di sorpresa, e poi – sostiene la prof. Dell’Osso – ha infierito mentre cercavamo di tenere la testa nella sabbia. Dal punto di vista culturale, per la nostra società si è trattato effettivamente di un grosso elemento di discontinuità. Non eravamo pronti ad ammettere che anche da noi potesse dilagare un processo epidemico. Tale fenomeno era immaginato come una rischio dei paesi del secondo o del terzo mondo. Abbiamo vissuto mesi difficili, terrorizzati dal Covid-19. Abbiamo dedicato moltissimo tempo e energie a procedure di igienizzazione. Per molti, quello del contagio da coronavirus è diventato il centro di un complesso di paure e ruminazioni mentali. Tutto questo, sul piano psichiatrico, è pericoloso almeno quanto il virus. Bisogna senza dubbio fronteggiare l’emergenza sanitaria, ma anche mantenere il proprio equilibrio psicofisico”.

Al centro il tema della paura che in questi mesi è stata esorcizzata dalla retorica dell’ “andrà tutto bene”. “Dal punto di vista sanitario – sostiene il direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Pisa – si è fatto tutto ciò che era possibile (e anche un buon numero di cose che sarebbero sembrate impossibili) perché “tutto andasse bene”. La retorica politica, tuttavia, ha assunto qualche tono grottesco. Concordo con chi sostiene che è necessario mantenere calma e lucidità, anche perché è la condizione che favorisce l’azione pragmatica. La paura, se eccessiva, è un intralcio e non una risorsa. Se si guarda alla soluzione del problema, e se si vuole fare la propria parte, occorre innanzi tutto assicurarsi che la propria paura e i propri livelli di stress siano tali da stimolarci ad applicare i corretti protocolli di igiene personale (fra cui la tanto discussa mascherina), ma non così alti da paralizzarci o da condurci a condotte disfunzionali (abluzioni eccessive, ritiro sociale estremo).” Nel saggio si parla del il disturbo post-traumatico da stress (PSTD) e dell’impatto a livello sociale. “Temo – sottolinea la psichiatra – che ci sia un rischio concreto per un aumento dei casi di PTSD. La perdita di prospettive future, il congelamento in un presente senza speranza, la visione negativa del mondo e il sentimento di cambiamento indelebile e di irrecuperabilità di ciò che si era prima sono sintomi tipici della reazione disadattativa all’esposizione ad un evento traumatico estremo, quale la pandemia in atto. Il rischio è che per molti l’epidemia non finisca effettivamente mai”.

La prof. Dell’Osso, in sintesi, insegna, anche ai profani, a riconoscere segni e sintomi precoci. E denuncia con forza il rischio che i sanitari hanno corso, e corrono ancora nella nuova fase di emergenza.

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