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Da Unibas e Asp screening con tamponi rapidi su comunità accademica

in Emergenza Covid-19

Tamponi antigenici dal 16 al 17 dicembre nelle sedi universitarie di Potenza e Matera

L’Università degli Studi della Basilicata avvia una campagna di screening per il Covid con i tamponi antigenici, in collaborazione con l’Asp: i test si svolgeranno il 16 dicembre nel campus di Macchia Romana, a Potenza, e il 17 dicembre nel polo potentino del rione Francioso e a Matera. I test rapidi, su base volontaria, coinvolgono il personale tecnico amministrativo, i docenti, gli studenti, i collaboratori e il personale delle ditte esterne che a vario titolo frequentano l’Ateneo lucano. Si può richiedere la partecipazione alla campagna di screening compilando un modulo on line, seguendo le indicazioni presenti sul sito internet ufficiale dell’Università della Basilicata, entro le ore 14 del 14 dicembre 2020. Si tratta di un primo monitoraggio di quanti hanno frequentato le strutture universitarie lucane nelle scorse settimane, e che sarà ripetuto in base ai dati e all’evoluzione della pandemia nel prossimo periodo. L’Ateneo, in base alle prenotazioni ricevute, organizza i test con gli operatori sanitari dell’Asp: chi ne ha fatto richiesta riceverà una comunicazione di conferma via mail con le modalità e gli orari di presentazione. “Si rafforza, con questo screening, l’azione dell’Università della Basilicata – ha detto il Rettore Ignazio Mancini – azione sempre finalizzata a consentire lo svolgersi in piena sicurezza delle attività accademiche, attraverso il rispetto delle previste procedure sanitarie e organizzative. La preziosa collaborazione tra Asp e Unibas ci consente di realizzare uno screening rivolto non solo all’intera comunità accademica, ma a tutti coloro che abbiano avuto accesso alle strutture universitarie, ottenendo così un quadro chiaro e attuale della situazione in Ateneo”.

(foto archivio)

Bardi: “Finalmente Basilicata in zona gialla”. Il numero dei nuovi positivi è di 102 su 1.104 tamponi. 1 nuovo positivo a Scanzano e 1 a Policoro

in Emergenza Covid-19

La task force regionale comunica che ieri, 11 dicembre, sono stati processati 1.104 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 102 (e fra questi 83 residenti in Basilicata) sono risultati positivi.Le positività riscontrate riguardano: 1 persona residente ad Abriola, 1 ad Acerenza, 4 ad Atella, 4 a Balvano e in isolamento domiciliare a Potenza, 2 a Barile, 1 a Brienza, 2 a Ferrandina, 2 a Lagonegro, 5 a Lauria, 2 a Lavello, 1 a Marsicovetere, 4 a Matera, 3 a Melfi, 1 a Montemilone, 1 a Montescaglioso, 2 a Muro Lucano, 1 a Oppido Lucano, 1 a Picerno, 1 a Policoro, 22 a Potenza, 2 a Rionero in Vulture, 1 a Rivello, 1 a Ruoti, 1 a Sarconi, 1 a Scanzano Jonico, 1 a Spinoso, 1 a Tolve, 1 a Trecchina, 1 a Vaglio di Basilicata, 9 a Venosa, 3 a Viggiano, 15 persone residenti e in isolamento in Puglia, 1 persona residente e in isolamento in Calabria, 1 persona residente e in isolamento in Campania, 1 persona residente nel Lazio e in isolamento a Potenza, 1 persona dell’India in isolamento a Potenza.
Nella stessa giornata sono state registrate 53 guarigioni di residenti, così distribuite: 2 ad Atella, 3 a Forenza, 2 a Genzano di Lucania, 3 a Lagonegro, 2 a Lauria, 1 a Lavello, 6 a Melfi, 2 a Paterno, 3 a Potenza, 16 a Rionero in Vulture, 1 a Roccanova, 1 a Rotonda, 2 a San Severino Lucano, 1 a Sant’Arcangelo, 1 a Sasso di Castalda, 1 a Satriano di Lucania, 1 a Senise, 1 a Tramutola, 1 a Vaglio di Basilicata, 3 a Viggianello.Inoltre, risulta deceduta 1 persona residente ad Abriola. Con questo aggiornamento i lucani attualmente positivi sono 6.079, (6.050 all’ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono 83 positività di residenti e si sottraggono 53 guarigioni di residenti e 1 deceduto) di cui 5.951 in isolamento domiciliare. Sono 2.848 le persone guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 193 quelle decedute.
Le persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane sono 128: a Potenza 39 pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive, 7 in Terapia intensiva, 31 in Pneumologia e 10 in Medicina d’urgenza dell’ospedale San Carlo; a Matera 23 persone si trovano nel reparto di Malattie infettive, 7 in Terapia intensiva e 11 in Pneumologia dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 165.936 tamponi, di cui 154.515 risultati negativi.

Bardi su passaggio a zona gialla della Basilicata

“Grazie alle misure messe in campo dalla Regione e al comportamento responsabile dei lucani la Basilicata è finalmente diventata zona gialla.
Quattro settimane fa eravamo zona arancione con un indice di contagiosità tra i più alti d’Italia.
Dico questo perché basta pochissimo per ritornare in una condizione di sofferenza.
Mi affido, quindi, ancora una volta, al senso di responsabilità di ognuno di noi senza il quale nessuna battaglia si vince.
Invece dobbiamo continuare su questa strada.
Quindi bisogna evitare assolutamente assembramenti, mettere sempre la mascherina e attenersi alle regole che ci sono state date.
Solo in questa maniera potremo passare un Natale sereno”.

Basilicata, Covid-19: 124 tamponi positivi di cui 104 residenti in Basilicata. Nessun nuovo caso nel Metapontino.

in Emergenza Covid-19

Nella stessa giornata sono state registrate 138 guarigioni, due a Policoro

La task force regionale comunica che ieri, 10 dicembre, sono stati processati 914 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 124 (e fra questi 104 residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Le positività riscontrate riguardano: 1 persona residente in Calabria e in isolamento a Potenza, 1 persona residente in Emilia-Romagna e in isolamento ad Atella, 1 persona della Moldavia in isolamento a Potenza, 16 persone residenti e in isolamento in Puglia, 1 persona residente e in isolamento in Emilia Romagna, 1 residente ad Acerenza, 2 ad Atella, 2 ad Avigliano, 1 a Brienza, 1 a Calvello, 5 a Ferrandina, 1 a Forenza, 2 a Gallicchio, 5 a Lagonegro, 4 a Latronico, 6 a Lauria, 3 a Lavello, 6 a Maschito, 5 a Matera, 11 a Melfi, 1 a Miglionico, 1 a Moliterno, 1 a Montemilone, 10 a Muro Lucano, 3 a Oppido Lucano, 1 a Palazzo San Gervasio, 3 a Pomarico, 9 a Potenza, 3 a Rionero in Vulture, 1 a Salandra, 1 a San Fele, 6 a Tito, 1 a Tramutola e 8 a Venosa. Nella stessa giornata sono state registrate 138 guarigioni di residenti, così distribuite: 1 ad Accettura, 1 ad Atella, 1 a Balvano, 3 a Castelluccio Inferiore, 1 a Castelsaraceno, 1 a Genzano di Lucania, 20 a Lagonegro, 1 a Latronico, 20 a Lauria, 42 a Lavello, 16 a Melfi, 1 a Montemilone, 1 a Pignola, 2 a Policoro, 5 a Potenza, 1 a Rapolla, 2 a Rionero in Vulture, 2 a Rivello, 3 a Rotonda, 2 a San Costantino Albanese, 1 a San Severino Lucano, 1 a Terranova del Pollino, 7 a Venosa e 3 a Viggianello. Inoltre, risultano decedute 6 persone, residenti 1 a Bernalda, 1 a Latronico, 1 a Melfi, 1 a Montescaglioso, 1 a Potenza e 1 a Rionero in Vulture. Con questo aggiornamento i lucani attualmente positivi sono 6.050, (6.090 all’ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono 104 positività di residenti e si sottraggono 138 guarigioni di residenti e 6 deceduti) di cui 5.919 in isolamento domiciliare. Sono 2.795 le persone guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 192 quelle decedute (a cui si aggiungono 3 deceduti in Basilicata ma residenti in altre regioni).  Sono 131 le persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane: a Potenza 37 pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive, 7 in Terapia intensiva, 32 in Pneumologia e 9 in Medicina d’urgenza dell’ospedale San Carlo; a Matera 27 persone si trovano nel reparto di Malattie infettive, 8 in Terapia intensiva e 11 in Pneumologia dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 164.832 tamponi, di cui 153.513 risultati negativi.

Scuole elementari e medie, in Basilicata si torna sui banchi il 9 Dicembre

in Emergenza Covid-19

Domani 9 dicembre 2020 gli alunni delle scuole elementari e medie della Basilicata, ritorneranno in classe. Lo ha deciso il presidente Bardi che, sulla base dei dati sanitari raccolti dalla task force regionale, ha ritenuto di non dover emettere nessuna ulteriore ordinanza di proroga della chiusura delle scuole. Quindi anche in Lucania da domani sarà pienamente attivo il dpcm del governo Conte, che prevede, appunto, la presenza in classe degli alunni dai 6 ai 10 anni e dai 11 ai 13 anni.

Le strutture sanitarie regionali infatti hanno reso noto che gli andamenti dei contagi per la fascia di popolazione scolastica che va dai 6 ai 13 anni ha invertito decisamente la rotta, riducendosi, rispetto al picco registrato, dell’ 81,17% per la scuola secondaria di primo grado e del 55,71% per la scuola primaria.

Rispetto al quadro che era stato definito lo scorso 17 novembre, vi è un notevolissimo miglioramento del trend epidemiologico che si è avuto anche grazie alla DaD adottata in base alla precedente ordinanza emessa dal presidente della Regione. La campagna di screening della popolazione scolastica, estesa a tutte le componenti del mondo della scuola, confermano il dato dei monitoraggi compiuto dalla task force regionale. Ad oggi sono stati eseguiti circa 11mila test rapidi genici, concentrati soprattutto nei capoluoghi di provincia di Potenza e di Matera e in alcuni dei maggiori centri lucani. Pertanto alla luce dei dati emersi, e dal rafforzamento del monitoraggio, il presidente Bardi ha ritenuto opportuno ritornare alla didattica in presenza. È evidente però che trovandoci ancora in piena pandemia è necessario da parte di tutti rispettare scrupolosamente i protocolli anti covid. In particolare evitare nella maniera più assoluta assembramenti davanti agli edifici scolastici. Inoltre si ricorda che i sindaci sono nelle condizioni- laddove lo ritengano- di poter utilizzare i fondi messi a disposizione dalla regione per implementare il trasporto scolastico. Tutto questo per non vanificare i sacrifici a cui sono stati sottoposti fino ad ora alunni e famiglie lucane. Solo il rispetto scrupoloso di queste norme può aiutarci a combattere il Covid. Resta inteso che la Regione continuerà a monitorare quotidianamente la curva epidemiologica e ad attuare tutte le misure necessarie volte a tutelare la salute dei lucani.

LA LETTERA. Medici di famiglia: “Siamo sempre esistiti anche prima dei tamponi rapidi”

in Emergenza Covid-19

I medici di famiglia, sbrigativamente detti “di base” talora con una punta di disprezzo iniziano a raccontare il loro lavoro dopo il diluvio di critiche che, dall’inizio della pandemia, è piovuta sulla medicina territoriale, accusata di essere assente se non inesistente, incapace di farsi carico dei bisogni assistenziali, fatta di liberi professionisti con soli diritti e nessun dovere.  In questa lettera di due colleghi e amici della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) il racconto appassionato di quello che accade nella vita reale di cittadini e medici che si spendono nel silenzio rischiando la vita quanto i loro colleghi ospedalieri.

 

I Medici di medicina generale non ci stanno a far passare il concetto che la loro discesa in campo coincida con l’esecuzione da parte loro dei tamponi rapidi.

E’ dall’inizio della diffusione di SARS-CoV-2 sul nostro territorio che i Medici di Famiglia sono stati coinvolti nella battaglia contro questa epidemia, come dimostrato dall’alto tasso di contagi all’interno della categoria. Tuttavia è stata impossibile una conversione del loro lavoro totalmente orientata al COVID perché le necessità degli assistiti non si limitava a questo nonostante l’arrivo dell’epidemia.

Occorre evidenziare che durante la prima fase dell’epidemia molti reparti sono stati riconvertiti e molti specialisti assegnati ad altre mansioni per supportare l’emergenza. Nei reparti di malattie infettive rispondevano al telefono medici non appartenenti a quel reparto per aiutare i colleghi in difficoltà: sono stati riassegnati nei compiti e nessuno si sarebbe aspettato che questa loro mansione fosse svolta in aggiunta all’attività ordinaria (ambulatoriale o di sala operatoria d’elezione) che infatti è stata limitata e spesso sospesa per diversi mesi.

Al contrario, durante la prima fase di diffusione del virus i Medici di Famiglia hanno avuto nuovi compiti. Sono stati coinvolti nella funzione di filtro e segnalazione dei casi sospetti, nel garantire l’isolamento fiduciario dei pazienti in attesa del tampone e dei contatti stretti dei pazienti positivi, nel follow up telefonico dei pazienti positivi al COVID. Tutto questo con un aggravio burocratico e di responsabilità nei confronti dei pazienti, nella totale assenza di linee guida ed a più ondate respingendo (nonostante l’insistenza di pazienti e specialisti ad applicarli) protocolli di cura a domicilio che, a posteriori, si sono dimostrati più nocivi che benefici.

A questo si è sommata la gestione delle ansie e delle paure dei pazienti a rischio o con sintomi, le numerose telefonate di rassicurazione e le visite, dal vivo o in teleconsulto, legate all’ansia ed alla depressione che un momento storico così difficile ha fatto sviluppare ad una larga fetta della popolazione, soprattutto quella più anziana e fragile.

Per svolgere questi compiti i Medici di Famiglia non sono stati riassegnati: sono compiti che si sono semplicemente aggiunti ai precedenti perché la loro attività ordinaria, a differenza di quella specialistica non d’urgenza, non si può interrompere.

Con l’arrivo dell’epidemia da COVID i pazienti non hanno smesso di avere la lombalgia, il diabete, la bronchite cronica, la fibromialgia o un tumore. Ed hanno continuato a rivolgersi ai medici di famiglia anche più di prima perché nei reparti specialistici dove le attività ordinarie si sono interrotte loro non hanno più trovato risposta e le hanno cercate con ancor più insistenza dal loro medico di medicina generale. A questi è spettato anche il compito di monitorare le terapie con piano terapeutico (essendone stato permesso il rinnovo automatico) e la valutazione necessaria alla prosecuzione delle terapie in atto è rimasto un atto clinico non rimandabile. Tutto questo senza dimenticare l’assistenza domiciliare che i Medici di Medicina Generale hanno continuato, come sempre, ad erogare a domicilio ai pazienti fragili, allettati, con patologie avanzate e terminali.

I Medici di Famiglia sono stati, per tutte queste ragioni, direttamente o indirettamente, tra i più coinvolti nella guerra contro il COVID. I loro ambulatori non hanno mai chiuso. Il carico di lavoro si è moltiplicato e si è sviluppato tramite canali prima poco utilizzati (e-mail, messaggistica istantanea) che hanno reso ancora più complicato il rapporto con il paziente per la difficoltà di fornire ed ottenere spiegazioni adeguate. Il telefono è diventato uno strumento d’eccellenza per il contatto con i pazienti e spesso è rimasto acceso anche oltre le canoniche 12 ore diurne, talvolta anche nei weekend, qualora pazienti particolarmente fragili ne avessero necessità.

Alle difficoltà di tipo clinico-assistenziale si sono sommate le difficoltà di tipo organizzativo. La riorganizzazione delle attività, dei presidi e delle strutture in cui erogare il servizio di Assistenza Primaria necessaria a fronteggiare il rischio infettivo è stata a totale carico del Medico di Famiglia, in quanto libero professionista. I medici che permettevano l’accesso libero ai pazienti hanno dovuto organizzare un sistema di prenotazione (onde evitare assembramenti nelle sale d’attesa), spesso senza l’aiuto di una segretaria perché assente o perché mantenuta a domicilio per evitare il contagio nei periodi di massima diffusione dell’epidemia.

Si sono dovuti garantire inoltre, anche tramite ristrutturazioni dei locali, il distanziamento tra i pazienti, l’incolumità del personale di studio con l’acquisto o la realizzazione di separatori fisici. I medici, vista la carenza in particolare nella fase iniziale della pandemia, hanno dovuto approvvigionarsi autonomamente di disinfettanti per l’ambiente, di gel igienizzante e di dispositivi di protezione individuale che le Aziende Sanitarie hanno fornito con il contagocce.

Eppure per qualcuno i MMG non hanno fatto niente. E l’impressione potrebbe essere questa perché sembra che la medicina territoriale sia sempre un passo indietro. Ma, nonostante tutto il tempo a disposizione per riorganizzarsi, non c’è stato un adeguato potenziamento del territorio. A parte la realizzazione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale che stanno svolgendo un egregio lavoro di valutazione, tracciamento e monitoraggio limitato ai pazienti non trasportabili, ma che sono notevolmente sotto organico, nessun investimento è stato effettuato per rafforzare la risposta extraospedaliera. I Dipartimenti di Prevenzione soffrono per le carenze di personale, il turnover dei pensionamenti dei Medici di Famiglia andati in quiescenza va a rilento, non sono stati investiti fondi per l’assunzione di personale (di studio o infermieristico) negli ambulatori della Medicina Generale.

E, pur senza un rafforzamento del territorio, inizia ora una seconda fase. Le attività ordinarie degli ospedali non sono ancora del tutto riprese che già si stanno riconvertendo i reparti. Le liste d’attesa per le consulenze specialistiche, già lunghe prima dell’emergenza COVID, ora lo sono ancora di più (sempre che non siano addirittura chiuse). Il paziente ormai troppo spesso non si aspetta più di essere preso in carico dalla specialistica pubblica perché l’ospedale è già saturo di ricoveri e di attività con i colleghi ospedalieri si stanno facendo in quattro per fronteggiare il ritorno del COVID. Il paziente abbiente allora si rivolge al privato, ma chi non può (ed è la maggioranza dei cittadini) a chi si rivolge? Al medico di famiglia, sempre più carico di nuovi compiti e mai sgravato da quelli precedenti.

Ora, contemporaneamente alla più grande campagna vaccinale antinfluenzale che sia mai stata realizzata ed a cui i Medici di Famiglia hanno risposto nonostante le difficoltà organizzative imposte dall’emergenza COVID, si chiede loro di effettuare i tamponi rapidi per il COVID, definendo questa come la loro “discesa in campo”. Ritengo sia evidente come questo non corrisponda a realtà, ma sia un ulteriore aggravio ad una attività già estremamente oberata dall’assistenza legata al COVID e non solo.

Perciò, sebbene la categoria dei Medici di Famiglia si metta sempre a disposizione nel momento del bisogno della popolazione, è necessario che questa sia compensata dalla realizzazione delle condizioni necessarie per lavorare con efficienza ed in sicurezza.

 

E’ fondamentale che siano realizzati dei percorsi rapidi e chiari per la gestione dei pazienti COVID o sospetti tali, percorsi finora troppo lenti e poco chiaramente definiti; è necessario che le attività di contatto con i pazienti sospetti COVID (come i test rapidi) si realizzino in sedi messe a disposizione dal Sistema Sanitario che possano garantire un percorso sporco e siano forniti di adeguati DPI e con personale di supporto dedicato; è di estrema necessità che le novità ed i percorsi di nuova istituzione siano prontamente comunicati ai Medici di Famiglia che ancora troppo spesso li scoprono dai telegiornali prima che dalle istituzioni.

Infine è necessario che tutto il lavoro svolto sia riconosciuto pubblicamente perché è evidente che una categoria che lavora duramente e si sente additare dalle autorità come nullafacente, nonostante tutti gli sforzi fatti, perde la voglia di sacrificare la propria vita privata in favore dei propri pazienti, come i Medici di Medicina Generale stanno facendo in questo periodo.

Chi pensa che il MMG sia assente in questo momento, evidentemente non ha mai lavorato sul territorio. E forse non potrà mai capire. Ma le ore di attività svolte, l’enorme quantità di telefonate, messaggi, e-mail, visite effettuate in questi giorni lo testimoniano benissimo.

La medicina generale c’è, sempre, con o senza i nuovi compiti specifici del COVID.

 

 

Stefano Celotto e Rita Sousanieh

medici di medicina generale

(lettera del 4 Dicembre 2020)

Foto ufficio stampa SIMG (Società Italiana di Medicina Generale)

145 tamponi positivi al Covid-19, ne sono stati processati 1.412. A Bernalda 23 positivi, 9 a Policoro.

in Emergenza Covid-19

La task force regionale comunica che ieri, 4 dicembre, sono stati processati 1.412 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 145 (e fra questi 131 residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Le positività riscontrate riguardano: 13 persone residenti e in isolamento in Puglia, 1 persona residente e in isolamento in Campania, 1 residente ad Accettura, 9 ad Avigliano, 1 a Bella, 23 a Bernalda, 2 a Castelgrande, 1 a Filiano, 1 a Lagonegro in isolamento a Lauria, 3 a Lauria, 5 a Lavello, 12 a Matera, 14 a Melfi di cui 1 in isolamento a Rionero in Vulture, 4 a Montalbano Jonico, 1 a Montescaglioso, 3 a Muro Lucano, 2 Nova Siri di cui 1 in isolamento a Policoro, 1 a Paterno in isolamento a Marsicovetere, 1 a Picerno, 5 a Pisticci, 9 a Policoro, 1 a Pomarico in isolamento ad Altamura, 22 a Potenza, 1 a Rapolla, 2 a Rionero in Vulture, 3 a Ripacandida, 2 a Scanzano Jonico, 1 a Stigliano e 1 a Venosa. Nella stessa giornata sono state registrate 155 guarigioni di residenti: 30 ad Avigliano, 4 a Banzi, 1 a Calvello, 16 a Genzano di Lucania, 9 a Latronico, 11 a Lauria, 1 a Marsico Nuovo, 1 a Marsicovetere, 2 a Matera, 18 a Melfi, 2 a Montemilone, 1 a Palazzo San Gervasio, 5 a Paterno, 1 a Pescopagano, 1 a Pietragalla, 1 a Pignola, 4 a Policoro, 5 a Potenza, 10 a Rionero in Vulture, 1 a Ruoti, 1 a Ruvo del Monte, 1 a San Costantino Albanese, 1 a San Fele, 5 a Sant’Arcangelo, 1 a Savoia di Lucania, 2 a Spinoso, 1 a Stigliano, 18 a Venosa e 2 a Viggianello.

Inoltre, risultano decedute 8 persone: 1 di Castelluccio Inferiore, 1 di Maschito, 1 di Potenza, 1 di Viggiano, 1 di Matera, 1 di Rotondella, 1 di Brienza e 1 di Marsicovetere. Con questo aggiornamento i lucani attualmente positivi sono 6.211 (6.243 all’ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono 131 positività di residenti e si sottraggono 155 guarigioni di residenti e 8 decessi) di cui 6.058 in isolamento domiciliare. Sono 2.211 le persone guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 166 quelle decedute (a cui si aggiungono 3 deceduti in Basilicata ma residenti in altre regioni). In riferimento a un decesso attributo nel precedente bollettino al Comune di Bella, la Task force comunica che è da attribuirsi al Comune di Potenza.

Sono 153 le persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane: a Potenza 35 pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive, 11 in Terapia intensiva, 28 in Pneumologia e 15 in Medicina d’urgenza dell’ospedale San Carlo; a Matera 48 persone si trovano nel reparto di Malattie infettive, 8 in Terapia intensiva e 8 in Pneumologia dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 159.770 tamponi, di cui 148.922 risultati negativi.

Controlli della Polizia di Stato: 5 persone denunciate e 2 attività commerciali sanzionate

in Cronaca

Nel corso dei servizi di controllo del territorio, la Polizia di Stato ha proceduto a denunciare all’Autorità giudiziaria cinque persone e a sanzionare due esercizi commerciali per violazioni di vario genere.

A Matera, gli agenti della Squadra Volanti hanno effettuato diversi interventi a seguito di segnalazioni per conflitti insorti nell’ambito di rapporti di vicinato, evitando che i litigi potessero degenerare in episodi di violenza. Quattro soggetti sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria a vario titolo, per reati quali minacce, violazione degli obblighi di assistenza familiare, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e oltraggio a pubblico ufficiale.

Nell’ambito invece di servizi specifici finalizzati al controllo del rispetto delle disposizioni vigenti in tema di prevenzione del contagio da SARS-CoV-2, sono stati sanzionati i titolari di due esercizio commerciali, uno a Matera e l’altro a Montescaglioso, e un avventore. Quest’ultimo è stato anche denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale. I verbali di accertamento sono stati trasmessi al Prefetto per l’applicazione della chiusura dei due esercizi da 5 a 30 giorni.

Covid-19, Basilicata: 158 tamponi positivi su 1.701 processati. Nel Metapontino: 3 a Scanzano Jonico e Policoro 2 a Tursi.

in Emergenza Covid-19

La task force regionale comunica che ieri, 3 dicembre, sono stati processati 1.701 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 158 (e fra questi 139 residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Le positività riscontrate riguardano: 1 cittadino straniero in isolamento in Basilicata, 1 residente in Emilia Romagna in isolamento in Basilicata, 1 residente in Calabria in isolamento in Basilicata, 12 residenti in Puglia e lì in isolamento, 1 residente in Calabria e lì in isolamento, 1 residente nel Lazio e lì in isolamento, 2 residenti in Sicilia e lì in isolamento, 1 di Albano di Lucania, 1 di Barile, 10 di Bella, 1 di Bernalda, 3 di Calvello, 2 di Calvera, 1 di Castelluccio Inferiore, 1 di Chiaromonte, 4 di Ferrandina, 1 di Filiano, 1 di Forenza, 1 di Grassano, 1 di Lagonegro, 16 di Lauria, 2 di Lavello, 1 di Marsico Nuovo, 7 di Marsicovetere, 11 di Matera, 4 di Melfi, 3 di Montemurro, 1 di Montescaglioso, 3 di Muro Lucano, 2 di Nemoli, 1 di Oppido Lucano, 4 di Paterno, 5 di Picerno, 1 di Pietragalla, 2 di Pignola, 3 di Policoro, 18 di Potenza, 1 di Rapolla, 1 di Rionero in Vulture, 2 di Ripacandida, 1 di Salandra, 1 di San Severino Lucano, 1 di Sarconi, 3 di Scanzano Jonico, 2 di Senise, 4 di Stigliano, 1 di Teana, 1 di Tramutola, 1 Trecchina, 2 di Tursi, 2 di Vaglio di Basilicata, 2 di Vietri di Potenza, 1 di Viggianello, 1 di Viggiano.

Ieri inoltre risultano guarite 100 persone: 1 di Accettura, 1 di Aliano, 1 di Anzi, 1 di Avigliano, 1 di Brienza, 1 di Castelluccio Inferiore, 14 di Genzano di Lucania, 5 di Latronico, 11 di Lauria, 5 di Lavello, 1 di Maratea, 4 di Marsicovetere, 1 di Maschito, 5 di Melfi, 3 di Moliterno, 7 di Montemilone, 1 di Nemoli, 3 di Paterno, 1 di Pisticci, 1 di Policoro, 1 di Potenza, 2 di Rapolla, 8 di Rionero in Vulture, 1 di Rotonda, 4 di Ruoti, 1 di Ruvo del Monte, 1 di San Fele, 4 di Sant’Arcangelo, 2 di Spinoso, 2 di Tramutola, 1 di Venosa, 2 di Viggianello. Inoltre, risultano decedute 3 persone: 1 di Bella e 2 di Marsiconuovo. Con questo aggiornamento i lucani attualmente positivi sono 6.243 (6.207 all’ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono 139 positività di residenti e si sottraggono 100 guarigioni di residenti e 3 deceduti) di cui 6.075 in isolamento domiciliare. Sono 2056 le persone guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 158 quelle decedute (a cui si aggiungono 3 deceduti in Basilicata ma residenti in altre regioni). Sono 168 le persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane: a Potenza 39 pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive, 12 in Terapia intensiva, 29 in Pneumologia e 16 in Medicina d’urgenza dell’ospedale San Carlo; a Matera 52 persone si trovano nel reparto di Malattie infettive, 8 in Terapia intensiva e 12 in Pneumologia dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 158.358 tamponi, di cui 147.800 risultati negativi.

Covid-19, in Basilicata 142 positivi, ma sono 124 i residenti. DPCM: Natale e Capodanno, Italia bloccata. Vaccini: “Entro settembre per tutti gli italiani”

in Emergenza Covid-19

La task force regionale comunica che ieri, 2 dicembre, sono stati processati 1.700 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 142 (e fra questi 124 residenti in Basilicata) sono risultati positivi.

Le positività riscontrate riguardano: 11 residenti in Puglia e lì in isolamento, 2 persone straniere in isolamento in Basilicata, 2 residenti in regione Lazio in isolamento in Basilicata,1 residente in Campania in isolamento in Basilicata, 2 residenti in Calabria in isolamento in Basilicata, 1 di Avigliano, 1 di Barile, 1 di Bella, 1 di Bernalda, 1 di Calvello, 1 di Cancellara, 3 di Colobraro, 4 di Ferrandina, 1 di Francavilla in Sinni, 1 di Grassano, 1 di Lavello, 1 di Marsico Nuovo, 1 di Marsicovetere, 16 di Matera, 10 di Melfi, 2 di Moliterno, 2 di Montalbano Jonico, 2 di Muro Lucano, 2 di Oppido Lucano, 1 di Palazzo San Gervasio, 5 di Policoro, 1 di Pomarico, 26 di Potenza, 1 di Rapolla, 13 di Rionero in Vulture, 1 di Ripacandida, 1 di San Paolo Albanese , 4 di Satriano di Lucania, 1 di Scanzano Jonico, 4 di Tito, 5 di Tursi, 4 di Valsinni, 4 di Venosa, 1 di Vietri di Potenza.
Ieri inoltre risultano guarite 78 persone: 2 di Atella, 7 di Genzano di Lucania, 5 di Laurìa, 5 di Lavello, 2 di Maratea, 3 di Matera, 7 di Melfi, 14 di Pignola, 1 di Policoro, 5 di Potenza, 1 di Rapolla, 2 di Rionero in Vulture, 2 di Rotonda, 2 di San Severino Lucano, 1 di Sant’Angelo le Fratte, 2 di Sant’Arcangelo, 16 di Venosa, 1 di Viggianello. Inoltre, risultano decedute 5 persone (155 in totale a cui si aggiungono 3 deceduti in Basilicata residenti in altre regioni).
Con questo aggiornamento i lucani attualmente positivi sono 6.207 (6.166 all’ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono 124 positività di residenti e si sottraggono 78 guarigioni di residenti e 5 deceduti) di cui 6.022 in isolamento domiciliare.

Sono 185 le persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane: a Potenza 39 pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive, 12 in Terapia intensiva, 29 in Pneumologia e 15 in Medicina d’urgenza dell’ospedale San Carlo; a Matera 66 persone si trovano nel reparto di Malattie infettive, 12 in Terapia intensiva e 12 in Pneumologia dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’.

Le 5 persone decedute sono: 1 di Lavello, 1 di Scanzano Jonico, 1 di Rionero In Vulture, 2 di Lauria.

In merito ai positivi non residenti: 11 residenti in Puglia e lì in isolamento, 2 persone straniere in isolamento in Basilicata (1 in isolamento a Matera e 1 in isolamento a Potenza), 2 residenti in regione Lazio in isolamento in Basilicata (1 in isolamento a Potenza e 1 in isolamento a Sant’Arcangelo), 1 residente in Campania (non in isolamento Basilicata), 2 residenti in Calabria (non in isolamento Basilicata).

 

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 156.657 tamponi, di cui 146.418 risultati negativi.

NATALE E CAPODANNO: ITALIA BLOCCATA

A Capodanno coprifuoco fino alle 7 del mattino e non fino alle 5 come gli altri giorni. “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”.
E’ confermato il sistema in tre fasce. Con coprifuoco in tutta Italia alle 22 e ristoranti chiusi in zona gialla alle 18. Poi nei venti giorni tra Natale e l’Epifania nessun ammorbidimento: anzi, i blocchi cresceranno, le misure si faranno ovunque più rigide. Il nuovo decreto, di due soli articoli, serve a dare “copertura” proprio alla stretta natalizia. Permette a Conte di firmare un dpcm che duri fino a 50 giorni (ora il limite è 30) e quindi di fissare la scadenza del decreto in vigore dal 4 dicembre anche oltre l’Epifania (tra le ipotesi c’è quella del 15 gennaio). Ma soprattutto, consente misure più rigide nelle festività a prescindere dal “colore” delle Regioni. E stabilisce che dal 21 dicembre non ci si potrà spostare tra Regioni e province autonome se non per lavoro, salute e “situazioni di necessità”, oltre che per tornare nella propria residenza, domicilio o abitazione”.

VACCINI, ENTRO IL TERZO TRIMESTRE 2021 TUTTI I CITTADINI SARANNO VACCINATI

“A cavallo tra il secondo e il terzo trimestre del prossimo anno saremo potenzialmente in condizione di vaccinare la totalità della popolazione”. Lo ha detto il Commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, durante l’audizione alle commissioni riunite Trasporti e Affari sociali della Camera aggiungendo che “l’Italia ha diritto al 13,46% delle dosi di vaccino che saranno via via distributi dall’Europa”.

“In merito all’immunità di gregge gli esperti scientifici ci dicono che almeno il 60% dei cittadini dovrà essere vaccinato – ha aggiunto Arcuri – . Noi auspichiamo che anche grazie a una campagna di comunicazione massiva si possano superare le remore che ci sono, non so bene quanto, rispetto alla ritrosia a sottoporsi al vaccino”.

“Il 29 dicembre e e 12 gennaio l’Ema si pronuncerà sulla documentazione fornita da Pfizer e Moderna sui vaccini anti Covid. Questo dovrebbe consentire di avere 3,4 milioni di dosi per vaccinare 1,7 milioni di persone. Nella seconda metà di gennaio è previsto l’inizio delle vaccinazioni, poi le dosi disponibili aumenteranno e, entro fine estate o inizio autunno, dovremmo aver completato la somministrazione della più grande campagna di vaccinazione di massa che abbia mai avuto corso nel Paese”. Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e membro del comitato tecnico scientifico (Cts) ad Agorà su Rai 3.

Covid-19: “Fra 15 giorni probabile che l’ Italia sia tutta gialla”. In Basilicata 170 tamponi positivi sui 1.451 processati

in Emergenza Covid-19

In Basilicata, ieri, guarite 80 persone. Dal Governo nazionale, il ministro Boccia: “pensiamo a restrizioni puntuali per il periodo delle feste che non ci fanno allentare i nostri comportamenti”

 La task force regionale comunica che ieri, 1 dicembre, sono stati processati 1.451 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 170 (e fra questi 154 residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Le positività riscontrate riguardano: 13 residenti in Puglia e lì in isolamento, 2 cittadini stranieri in isolamento in Basilicata, 1 residente in Lombardia in isolamento in Basilicata, 4 di Abriola, 1 di Anzi, 8 di Atella, 1 di Baragiano, 1 di Bella, 3 di Bernalda, 5 di Castelgrande, 1 di Cersosimo, 6 di Corleto Perticara, 1 di Ferrandina, 11 di Forenza, 6 di Lagonegro ,19 di Lauria, 5 di Lavello, 5 di Marsicovetere, 1 di Maschito, 18 di Matera, 9 di Melfi, 1 di Moliterno, 1 di Montemilone, 6 di Muro Lucano, 2 di Nemoli, 3 di Nova Siri, 3 di Oppido Lucano, 1 di Palazzo San Gervasio, 1 di Pietragalla, 13 di Potenza, 2 di Rapolla, 4 di Rionero in Vulture, 1 di Ripacandida, 2 di Rivello, 1 di Roccanova, 1 di Rotonda, 1 di Salandra, 3 di Senise, 1 di Tolve, 1 di Vaglio, 1 di Venosa.

Ieri inoltre sono guarite 80 persone: 2 di Atella, 3 di Barile, 2 di Castelluccio Inferiore, 1 di Castronuovo S. Andrea, 1 di Chiaromonte, 1 di Ferrandina, 6 di Forenza, 1 di Ginestra, 3 di Lauria, 1 di Marsicovetere, 1 di Matera, 29 di Melfi, 1 di Montalbano Jonico, 4 di Paterno, 1 di Pescopagano, 2 di Potenza, 10 di Rionero in Vulture, 2 di Rotonda, 1 di Salandra, 1 di San Fele, 3 di Sant’Arcangelo, 3 di Senise, 1 di Terranova del Pollino. Con questo aggiornamento i lucani attualmente positivi sono 6.166 (6.092 all’ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono 154 positività di residenti e si sottraggono 80 guarigioni di residenti). Sono 179 le persone attualmente ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane: a Potenza 38 pazienti sono ricoverati nel reparto di Malattie infettive, 13 in Terapia intensiva, 22 in Pneumologia e 17 in Medicina d’urgenza dell’ospedale San Carlo; a Matera 70 persone si trovano nel reparto di Malattie infettive, 11 in Terapia intensiva e 8 in Pneumologia dell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’.
Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 154.957 tamponi, di cui 145.080 risultati negativi.

DAL GOVERNO NAZIONALE: ORDINANZE ISPIRATE AL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. “FRA 15 GIORNI E’ POSSIBILE CHE L’ITALIA SIA TUTTA GIALLA”.

“Dicembre dev’essere il mese che ci fa mettere in sicurezza il Paese senza fare un lockdown nazionale. Da qui a 15 giorni tutta Italia o gran parte d’Italia sarà gialla, pensiamo a restrizioni puntuali per il periodo delle feste che non ci fanno allentare i nostri comportamenti”, ha detto il ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia. “Il 7 gennaio il Paese ripartirà, incrociando una grande campagna di vaccini”, ha aggiunto.  “Il vaccino non sarà obbligatorio, ma certo consigliato. Certe categorie dovranno essere messe in sicurezza, come anziani, forze dell’ordine, ospiti delle Rsa, sanitari. Gli studenti? E’ una riflessione che si sta facendo in Parlamento”, ha aggiunto Boccia. “La distribuzione del vaccino sarà capillare, affidata al commissario Arcuri, grazie all’intervento delle forze armate”, ha detto.

Nuovo Dpcm e vaccini, informativa del ministro della Salute, Roberto Speranza al Senato.

Le ordinanze sono scelte ispirate dal principio di precauzione che hanno aiutato a ridurre il contagio e il numero dei nuovi casi. Il governo si è assunto la responsabilita’ di scelte difficili ma necessarie. Senza di esse la pressione sugli ospedali diverrebbe insostenibile. Dall’analisi dei dati nel loro quadro evolutivo emerge che le misure adottate iniziano a dare primi incoraggianti risultati e tutto lascia prevedere che prossimo monitoraggio dovrebbe confermare il calo di rt . Sono fiducioso che a breve l’indice possa scendere sotto1, ha affermato Speranza
Per la stabilizzazione dei primi risultati c’è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una cura di mantenimento. L’onda resta ancora molto alta quindi attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con scampato pericolo. Non facciamoci illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo, ha proseguito il ministro.

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