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Emergenza cinghiali: Cupparo convoca tavolo per 11 maggio

in Politica

Emergenza cinghiali: Cupparo convoca tavolo per 11 maggio. “Con le continue segnalazioni di sindaci, ultima in ordine di tempo quella del sindaco di Nova Siri, e organizzazioni professionali agricole sui danni e i rischi rappresentati dai cinghiali – afferma Cupparo – diventa prioritario fare il punto

Per monitorare la situazione di emergenza determinata dalla presenza di cinghiali in costante espansione numerica e territoriale in tutta la regione, l’assessore alle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari Francesco Cupparo ha convocato per l’11 maggio prossimo un tavolo specifico. Alla riunione sono stati invitati anche gli assessori alla Salute Fanelli e all’Ambiente Latronico, i rappresentanti delle istituzioni locali e delle Province, il Comandante della Regione Carabinieri Forestale Basilicata, i dirigenti dei Parchi, i presidenti Atc, i sindaci dei Comuni capofila delle Aree Interne, le confederazioni e associazioni di agricoltori, le associazioni venatorie, gli enti produzione selvaggina.

“Con le continue segnalazioni di sindaci, ultima in ordine di tempo quella del sindaco di Nova Siri, e organizzazioni professionali agricole sui danni e i rischi rappresentati dai cinghiali – afferma Cupparo – diventa prioritario fare il punto di quanto sta accadendo e sull’attività di controllo e selezione prima di avviare ulteriori iniziative ed azioni. Secondo i dati più aggiornati dei nostri uffici, nello scorso anno il risarcimento per danni alle colture agricole da ungulati ha raggiunto 1,250 milioni di euro, i capi abbattuti nelle cinque Atc sempre lo scorso anno sono stati 8.097 e gli incidenti stradali provocati 303.  Diventa perciò necessario definire le misure necessarie al fine di ridurre e contenere i danni provocati dai cinghiali alle colture e ridurre i rischi per l’incolumità delle persone anche in relazione agli incidenti stradali. È dunque auspicabile – afferma Cupparo – la condivisione di un percorso che possa ricondurre a uno stato di calamità considerato che la specie è di difficile gestione faunistica”.

Sospetti di “truffa e falso” indagini in Provincia: sotto la lente 29 persone

in Cronaca

Sospetti di “truffa e falso” indagini in Provincia: sotto la lente 29 persone. Secondo gli investigatori le ipotizzate truffe sarebbero legate a richieste per danni subiti da fauna selvatica.

“Truffe ai danni della Regione per le richieste risarcitorie dei danni derivanti dalla fauna selvatica”, è l’ipotesi formulata dagli investigatori della Polizia, come riferito dalla Questura di Matera in un comunicato stampa.

In cui è riportato: “La Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato, diretta dal Procuratore della Repubblica di Matera, ha svolto una complessa attività info-investigativa che ha portato alla luce finanziamenti ai privati che, con l’apporto di un funzionario della Provincia di Matera, attingendo ai fondi messi a disposizione da parte della Regione Basilicata a favore del medesimo Ente, hanno potuto beneficiare nel tempo di diverse somme di denaro per presunti danni subiti in agricoltura, e derivati dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali”

Nel comunicato è poi riportata la circostanza che avrebbe insospettito gli inquirenti e che è, anch’essa oggetto di indagine:

“Le richieste presentate  negli anni da parte degli utenti venivano gestite sempre dalla stesso funzionario, tanto da essere autorizzate in “fotocopia” e fatte passare senza alcun sorta di controllo. Per questi motivi sono state ipotizzate a carico di 29 persone i reati di truffa e falso”, conclude la nota.

 

 

Cinghiali in Basilicata: aumento dei capi da abbattere

in Cronaca

Cinghiali in Basilicata: aumento dei capi da abbattere. Nel piano si passa da 5.600 a 7.000, di cui il 60% degli esemplari di età inferiore a un anno

“La Regione Basilicata continua a mettere in campo tutte le azioni possibili, sul territorio a caccia programmata, finalizzate alla riduzione dei cinghiali, poiché il loro sovrannumero provoca ingenti danni diretti e indiretti alle colture agricole e forestali e rappresenta un fattore di notevole rischio per l’incolumità delle persone, soprattutto in relazione agli incidenti stradali”. È quanto dichiarato dal vicepresidente e assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali Francesco Fanelli, a seguito dell’approvazione, da parte della Giunta regionale, del “Piano di abbattimento selettivo della specie cinghiale”, per l’annualità 2022, che si avvale del parere favorevole dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
Rispetto allo scorso anno, è previsto un notevole aumento del numero dei capi da abbattere che passa da 5.600 a 7.000, di cui il 60% degli esemplari di età inferiore a un anno. Le modalità di prelievo della caccia di selezione sono l’abbattimento da appostamento fisso, l’abbattimento con metodo della girata e il “Prelievo di urgenza o su chiamata” che consente, nel caso di circostanze di potenziale pericolo o pericolosità imminente per le attività umane o per l’incolumità delle persone, in via straordinaria, l’autorizzazione a cacciatori di selezione residenti nel comune di appartenenza. L’attuazione del Piano è demandata agli Ambiti territoriali di caccia (ATC), i quali utilizzano selecontrollori formati per la caccia di selezione. Gli Atc dovranno trasmettere al competente ufficio della Regione, con cadenza mensile, una relazione dettagliata indicando il numero dei capi abbattuti e l’entità dei danni all’agricoltura causati dalla specie cinghiale suddivisi per Comune. Le attività di prelievo selettivo dei cinghiali potranno essere svolte, per l’anno 2022, tutti i giorni della settimana, ad eccezione del martedì e del venerdì.
“Per arginare al massimo il pericolo di infezione da parte del virus della Peste suina africana che purtroppo è già presente in alcune regioni del Nord Italia – ha concluso l’assessore Fanelli – abbiamo demandato alla Polizia provinciale, alle guardie venatorie e agli Ambiti Territoriali di Caccia la vigilanza e il monitoraggio. Tali organi di controllo dovranno segnalare ai competenti servizi veterinari ogni cinghiale trovato morto (anche a seguito di incidente stradale), ovvero ogni cinghiale abbattuto ma che mostrava, prima di morire, comportamenti anomali riconducibili a tale infezione”.

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Basilicata, caccia al cinghiale: “nessun costo per i cacciatori”

in Politica/Senza categoria

Basilicata, caccia al cinghiale: “nessun costo per i cacciatori”. Eliminato la quota di 10 euro per il prelievo venatorio al cinghiale

Snellimento delle procedure, eliminazione dei costi a carico dei cacciatori, aumento del numero di componenti per squadra. Sono alcune delle modifiche alle direttive regionali per la gestione e l’esercizio venatorio del cinghiale approvate dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e Forestali, Francesco Fanelli.

Tra le novità più importanti vi è l’eliminazione della quota di 10 euro dovuta dai cacciatori per il prelievo venatorio al cinghiale, la possibilità di presentare una semplice autocertificazione in sostituzione di tutta una serie di documenti, il raddoppio del numero massimo di cacciatori per squadra (portato da 20 a 40) e per i comuni di Potenza e Matera l’aumento anche del numero minimo di cacciatori per gruppo (da 10 a 15).  “Accogliendo le osservazioni formulate dalle associazioni venatorie, abbiamo deciso di modificare e integrare le direttive regionali per la gestione e l’esercizio venatorio del cinghiale. In particolare – afferma il vicepresidente Fanelli – abbiamo eliminato i costi a carico dei cacciatori, consapevoli del servizio utile svolto da costoro a favore della comunità regionale.

Il sovrannumero degli ungulati presenti sul nostro territorio provoca, infatti, danni diretti e indiretti alle colture agricole e forestali e rappresenta un fattore di notevole rischio per l’incolumità delle persone, soprattutto in relazione agli incidenti stradali”. Sempre nell’ottica della semplificazione, è stato prorogato al 30 agosto prossimo il termine di presentazione delle domande per poter esercitare il prelievo venatorio al cinghiale.

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Stagione venatoria: in Basilicata a caccia dal 19 settembre 2021

Stagione venatoria: in Basilicata a caccia dal 19 settembre 2021

in Cronaca

Stagione venatoria: in Basilicata a caccia dal 19 settembre 2021. La Giunta ha approvato il calendario, la stagione si chiuderà il 31 Gennaio 2022.

Fanelli: “Strumento di concertazione che contempera le esigenze del mondo venatorio e agricolo”

La stagione venatoria 2021-2022 aprirà il prossimo 19 settembre e si concluderà il 31 gennaio 2022, ad eccezione della specie colombaccio che sarà cacciabile a partire dal 2 ottobre e fino al 10 febbraio 2022. È quanto stabilito dal calendario venatorio regionale 2021-2022, approvato dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e Forestali, Francesco Fanelli. “A seguito del lavoro di confronto e concertazione fra tutti gli attori interessati e tenendo conto delle osservazioni dell’Ispra – ha spiegato il vicepresidente Fanelli – abbiamo approvato il nuovo calendario venatorio per la stagione 2021/2022, contemperando le esigenze del mondo venatorio e agricolo.

Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti per fronteggiare la costante espansione numerica dei cinghiali: oltre a causare danni alle colture, la loro presenza nelle vicinanze dei centri abitati desta preoccupazione e allarmismo e mette a rischio l’incolumità delle persone.

Solo con misure straordinarie, da parte del Governo nazionale – ha concluso Fanelli – sarà possibile combattere quella che oramai rappresenta una vera e propria emergenza”.

Il calendario specifica limitazioni di tempi e carnieri per le singole specie. In particolare, il prelievo venatorio sarà possibile, per alcune specie, nelle seguenti date: dal 13 ottobre al 9 gennaio 2022 per il cinghiale, nei giorni di mercoledì, sabato e domenica; nelle due giornate di pre-apertura del 1° e 5 settembre e dal 19 settembre al 3 ottobre prossimi per la tortora, con un carniere annuo ridotto del 50% rispetto alla passata stagione venatoria;
nelle due giornate di pre-apertura del 26 e 29 settembre e dal 2 ottobre al 31 ottobre per la quaglia;
esclusivamente nelle giornate del 1, 4, 5, 8, 11, 12, 15 e 18 settembre e fino al 12 gennaio 2022 per le specie gazza, cornacchia grigia e ghiandaia;
dal 19 settembre al 30 dicembre per la lepre, il merlo e la volpe, periodo esteso, per questa ultima specie, fino al 30 gennaio 2022 per il prelievo in squadre organizzate con l’ausilio dei cani da seguita previo piano di abbattimento;
dal 2 ottobre al 20 gennaio 2022 per le seguenti specie: frullino, pavoncella, marzaiola, mestolone, fischione, gallinella d’acqua, porciglione, folaga, germano reale, canapiglia, codone, tordo sassello, alzavola, cesena, tordo bottaccio, beccaccia, beccaccino;
dal 2 ottobre al 30 dicembre per l’allodola;
dal 2 ottobre al 30 gennaio 2022 per fagiano e starna, previa verifica dello status delle popolazioni naturali mediante monitoraggi standardizzati e la stima dell’incremento utile annuo. Per i cacciatori non residenti e non domiciliati in Basilicata, l’accesso agli ambiti territoriali di caccia sarà consentito dal 2 ottobre al 30 gennaio 2022 limitatamente al prelievo venatorio delle specie migratorie.

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Prelievo al cinghiale, consentito ai cacciatori spostamento tra Comuni

in Emergenza Covid-19

In merito alla specie cinghiale, che costituisce una vera e propria emergenza, per i risvolti negativi sul sistema produttivo agricolo, sulla sicurezza della circolazione stradale nonché per l’incolumità dei cittadini, ai cacciatori è consentito lo spostamento tra comuni per il prelievo dei cinghiali

“Consentito il prelievo della specie cinghiale in attuazione ai piani di gestione anche al di fuori del proprio comune di residenza e comunque nel proprio ambito di appartenenza, esclusivamente da parte dei sele-controllori autorizzati, secondo le modalità di appostamento e girata”. È uno dei passaggi della lettera di risposta che il Prefetto di Potenza Vardè ha inviato all’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli il quale, subito dopo l’entrata della Basilicata in zona arancione, aveva scritto alle autorità prefettizie dei due capoluoghi di regione per avere delucidazioni se era consentito lo spostamento dei cacciatori dal proprio comune di residenza per effettuare l’esercizio venatorio su tutto il territorio regionale.

Il prefetto nel richiamare la faq “che nelle aree arancioni è possibile praticare l’attività venatoria solo nell’ambito del proprio comune”, chiarisce che  “in merito alla specie cinghiale, che costituisce una vera e propria emergenza, per i risvolti negativi sul sistema produttivo agricolo, sulla sicurezza della circolazione stradale nonché per l’incolumità dei cittadini”, è stato ritenuto che Prelievo al cinghiale, consentito ai cacciatori spostamento tra Comuni

“Una risposta positiva – ha commentato l’assessore Fanelli – che consentirà di proseguire il prelievo della specie finalizzata al raggiungimento del numero dei capi previsti dai piani di gestione”.

Emergenza cinghiali, dal 2020 ne saranno abbattuti 5.600

in Senza categoria

Nel 2020 in Basilicata – “nelle aree vocate e non vocate, ad eccezione dei parchi nazionali e regionali e delle riserve naturali” – potranno essere abbattuti “fino a un totale di 5.600 cinghiali”. Lo prevede il piano di prelievo selettivo approvato dalla giunta regionale, secondo quale occorre “convertire il problema cinghiale in opportunità del territorio”. [ansa]

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