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Cia-Agricoltori: al Tavolo Verde i primi risultati

in Economia

Cia-Agricoltori: al Tavolo Verde i primi risultati. L’incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Galella. Cinque proposte di altrettanti Bandi.

 

Si è svolta ieri 22 febbraio la riunione del Tavolo Verde convocata dall’Assessore alle Politiche Agricole, Alessandro Galella, con all’odg la discussione sulle proposte di 5 Bandi del CSR 2023/2027, a cui la CIA – Agricoltori Italiani aveva già richiesto nei giorni precedenti di includere la discussione delle azioni che la Regione Basilicata intende attivare per contrastare le rilevanti difficoltà che investono le aziende agricole e più volte rappresentate al Tavolo Verde ed evidenziate nelle tante iniziative a carattere regionale, nazionale e a livello UE promosse dalla CIA, non ultima la manifestazione del 26 ottobre 2023 a Roma.

All’inizio della riunione l’Assessore Galella ha portato a conoscenza i presenti della richiesta CIA, a cui è seguito l’intervento del Coordinatore CIA Donato Distefano che ha evidenziato che essendo la prima convocazione del Tavolo Verde dopo circa un mese, è doveroso ed opportuno che si discuta sulle concrete risposte da attivare per fronteggiare le criticità che vivono le aziende agricole.

Sono argomenti posti da tempo dalle OO.PP.AA al Tavolo Verde a cui è doveroso dare risposte. In particolare si tratta di individuare le risorse finanziarie necessarie ad assicurare il rapido risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica negli anni 2023 e 2024, sburocratizzando anche le modalità di constatazione del danno, le azioni e gli investimenti per il necessario contenimento della presenza degli ungulati attivando ogni utile intesa con gli ATC, i Comuni e Enti Parco, così come è improcrastinabile intervenire sui costi dei carburanti agricoli attraverso una sostegno diretto sulla spesa di acquisto dei carburanti relativa all’anno 2023. Ulteriore intervento viene richiesto al fine di assicurare – con i necessari atti amministrativi/deliberati da parte della Regione Basilicata – l’invarianza dei costi per i servizi irrigui resi dal Consorzio di Bonifica. Il rappresentante di CIA ha inoltre richiesto di conoscere lo stato della declaratoria relativa alle calamità 2023, in particolare sui danni derivanti dalla fitopatia che ha colpito i vigneti.

Sulla necessità di affrontare questi temi si è registrato l’unanime consenso dei presenti, così come unanime apprezzamento è stato espresso sul lavoro svolto dai dirigenti del Dipartimento Agricoltura in merito alle proposte di Bandi che riguardano:

 

·Bando SRA30 – Benessere Animale – con una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro;

·Bando SRD02 – Investimenti produttivi per benessere animale – con una dotazione finanziaria di 4 milioni di euro;

·Bando SRD03 – Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attvità non agricole” – AGRITURISMO – con una dotazione finanziaria di 12 milioni di euro;

·SRE03 – Avvio di nuove imprese connesse alla selvicoltura – con una dotazione finanziaria di 3,4 milioni di euro;

·Bando SRE02 – Primo insediamento Nuovi Agricoltori OVER 41 con una dotazione finanziaria di 9 milioni di euro;

Le Organizzazioni Agricole presenti al Tavolo Verde sui Bandi si sono riservati di presentare le proprie valutazioni e proposte entro la fine di febbraio.

A conclusione dell’incontro l’Assessore Galella conferma la sua totale disponibilità ad assumere degli impegni che diano immediate risposte agli agricoltori.

In particolare l’Assessore comunica la volontà di:

·adottare immediatamente una delibera con la quale si scongiura l’aumento delle tariffe del costo dell’acqua con uno stanziamento di 3 milioni di euro;.

·sulla fauna selvatica ribadisce che il problema non si può eradicare in pochi mesi ma sono state messe in campo numerose azioni per facilitare il compito dei cacciatori e selecontrollori per contenere il numero degli ungulati. Verrà riproposto il bando per i comuni finalizzato all’acquisto di gabbie di cattura, si sta espletando la gara per la filiera della trasformazione della carne di cinghiale; inoltre sono stati intensificati i corsi per i selecontrollori. Conferma l’impegno ad assicurare le risorse per il risarcimento danni da cinghiali (2 milioni di euro). L’Assessore assume inoltre l’impegno a modificare le procedure di accertamento e riconoscimento dei danni da fauna selvatica;

· l’Assessore Galella ribadisce che si lavorerà in tempi brevi nella individuazione di specifiche risorse finanziarie, per riconoscere un contributo sull’acquisto di gasolio agricolo in base ai quantitativi prelevati nell’anno 2023 (circa 20 cent/litro);

· in merito al problema peronospora, l’Assessore conferma l’impegno ad adottare immediatamente un bando PSR mis 5.2 esclusivamente per i viticoltori danneggiati dall’attacco del patogeno della peronospora per i danni subiti.

CIA: servono risposte a climate change. 10% dei prodotti lucani Dop e Igp a rischio

in Economia

 

Cia, servono risposte a climate change. Già 10% prodotti lucani Dop e Igp a rischio, di cui 13 alimentari e sei vini

 

Sotto temperature elevate e siccità, gelate e allagamenti, malattie fitosanitarie alle piante ed altre calamità naturali il 10% dei prodotti (13 alimentari e sei vini) certificati in Basilicata (dop e igp) sono a rischio. Finora i cambiamenti climatici hanno tolto all’Italia un frutto su quattro e messo a rischio circa 1200 prodotti. Per questo Cia-Agricoltori rivendica un regolamento europeo e una legge nazionale sulle biotecnologie per avere in campo colture più resistenti al climate change e alle fitopatie. È quanto serve all’agricoltura per affermare un cambio di paradigma netto di fronte alle emergenze climatiche, ambientali e fitosanitarie, e ancora di più per mettere al riparo dagli eventi catastrofali la Dop economy, che ha superato i 20 miliardi di produzione, di cui 16 milioni di euro in Basilicata, ma che dipende, completamente, dalla salute dei territori, elemento cardine del sistema di certificazione. Di questo si è parlato alla 116° edizione di Fieragricola con il convegno tenuto da Cia-Agricoltori, dal titolo “Dop e Ipg nella crisi climatica”.

Per un’ampia quota della filiera delle Indicazioni geografiche tra i principali effetti “emergenziali” ci sono, infatti, siccità e innalzamento delle temperature (86%), alterazione del microclima negli areali di produzione (68%) grandine (55%) e alluvioni (42%),

un toccasana sulla diffusione di almeno 40 patologie vegetali e animali (flavescenza dorata, mal dell’esca, oidio, mosca, brucellosi, solo alcune). A parte, ma a fare il totale, il peso della crisi economica, tra aumento dei costi delle materie prime, mancanza di manodopera e concorrenza sleale.

LE PROPOSTE DAL PIANO CIA – Criticità che hanno visto Cia in mobilitazione a Roma il 26 ottobre e poi a confronto con le istituzioni in assemblea a fine anno, con in mano la proposta di un Piano nazionale per l’agricoltura che sollecita rispetto alla crisi climatica: un Fondo unico per le fitopatie, una programmazione strutturata a supporto dell’agricoltura di precisione, un nuovo piano acque a uso irriguo per i periodi più siccitosi e una revisione, urgente, degli strumenti di gestione del rischio.

LA DICHIARAZIONE DI FINI – “La sfida contro i cambiamenti climatici -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini- va vinta adesso, con un approccio multidisciplinare, orientato da ricerca e innovazione sostenibile, che contempli questo mix di misure e progetti operativi. In parallelo, serve un’azione forte da parte dell’Europa a partire dal regolamento sulle Ngts. Bruxelles smetta, dunque, di deludere gli agricoltori e riveda vincoli e obblighi Pac e Green Deal -ha aggiunto-. Lo diciamo da sempre, la transizione verde deve essere graduale e costruita insieme al comparto agricolo, con soluzioni alternative per continuare a operare in competitività. L’Europa può ancora essere dalla parte degli agricoltori, lo ha già dimostrato, non a caso, proprio con il via libera alla riforma su Dop e Igp”.

Cia-Agricoltori Potenza e Matera: rilancia la mobilitazione dopo la manifestazione nazionale

in Economia

Cia-Agricoltori Potenza e Matera: rilancia la mobilitazione dopo la manifestazione nazionale. Fra i temi “le criticità che riguardano la nuova PAC 2023/27”

Un diffuso confronto con tutti gli agricoltori associati e lo stato di mobilitazione sul territorio regionale per sostenere le ragioni e le esigenze del mondo agricolo lucano sempre più in difficoltà e penalizzato. Lo hanno deciso gli Esecutivi Cia-Agricoltori di Potenza e Matera che si sono riuniti con la partecipazione (in remoto) del presidente nazionale Cristiano Fini.

Obiettivo dell’iniziativa – precisa il documento degli Esecutivi Cia – è quello di informare tutti gli Associati e avviare una fase di ulteriore mobilitazione che metta al centro i problemi che investono il settore a partire dagli aumenti dei costi di produzione, gli squilibri nella filiera che vede le quotazioni delle materie prime agricole sempre più residuali ( non più di 15 centesimi viene riconosciuto all’Agricoltore ogni euro di valore del prodotto che paga il consumatore), le criticità che riguardano la nuova PAC 2023/27 con l’esigenza di avviare il prima possibile una revisione e i necessari adattamenti (chiediamo che il tavolo tecnico istituito presso il Masaf avvii subito il lavoro di rivisitazione), le questioni legate alla manodopera agricola, la legge finanziaria e i mancati esoneri contributivi e la reintroduzione della tassazioni per i beni fondiari, le questioni legate all’eccessiva burocrazia, i danni da fauna selvatica a quelli da fitopatie e da calamità naturali, la centralità delle aree interne e il sostegno all’agricoltura familiare. A questo si aggiunga il bilancio Regionale che non prevede nessun sostegno al settore primario. Il 2023 si è chiuso con la cancellazione dagli Albi Camerali di 561 aziende (358 in provincia di Potenza e 203 in quella di Matera). Un saldo “certificato” da Unioncamere-Infocamere che sarebbe stato ancora più pesante se non ci fossero state alcune decine di nuove iscrizioni agli Albi Camerali di giovani agricoltori under 40 che hanno utilizzato le misure nazionali e regionali per avviare un’impresa. Complessivamente le aziende agricole-zootecniche al 31 dicembre 2023 sono 17.587 (erano 18.148 nel 2022) di cui 10.405 in provincia di Potenza e 7.182 in quella di Matera. La caratteristica delle nostre imprese agricole è sempre quella di imprese individuali (16 mila) che segnano meno 1,3% in un anno seguite da imprese di persona (700) e meno di 500 sono società di capitale anche se in leggera crescita (più 1,6%).

Sempre nel 2023 in Basilicata si registrano perdite ingenti fino al 70% del prodotto in comparti come quello vitivinicolo, meno 30% nel settore cerealicolo, zootecnico e aumento dei costi oltre 25%

Per questa ragione gli Esecutivi di CIA Potenza e Matera alla presenza del Presidente Fini hanno deciso di avviare una campagna di mobilitazione su tutto il territorio Regionale che è partita oggi con la convocazione delle direzioni Cia Potenza e Matera. In tale incontro si definirà un programma di assemblee zonali in tutte le sedi Cia di Basilicata riunendo i Direttivi Comunali e invitando gli Amministratori locali; inoltre si è stabilito di tenere 2 assemblee Provinciali e una manifestazione/mobilitazione finale. Alla base di tale decisione vi sono i problemi che da tempo la CIA rivendica come già è avvenuto con la manifestazione del 26 ottobre scorso a Roma a piazza SS Apostoli. L’obiettivo non è solo quello di attenzionare e ribadire le criticità ma rilanciare con mirate proposte che hanno l’ obiettivo di costruire utili e proficue alleanze a partire dalle Istituzioni locali, passando alle altre Organizzazioni datoriali e Sindacali ai Consumatori e quindi la societa’ civile, facendo squadra per meglio tutelare e difendere funzioni, ruolo e centralità dell’agricoltura nei nostri territori e soprattutto in Regioni come la Basilicata. Al centro dell’iniziativa il Piano nazionale per l’agricoltura e l’alimentazione presentato all’Assemblea del 30 novembre a Roma.

Il Presidente Fini sottolinea che “stiamo vivendo una fase molto complessa del mondo agricolo che soffre più di altri settori e si stanno susseguendo eventi che richiedono la nostra attenzione. Il 2023 è stato un anno particolarmente difficile per gli agricoltori italiani e nonostante la nostra Confederazione abbia lavorato, con ostinato impegno, a strategie e proposte che consentissero al settore di far fronte ai problemi e sviluppare una visione forte per il futuro, la nostra l’agricoltura italiana è ancora in forte sofferenza. Non possiamo sottovalutare il malessere e il problema che gli Agricoltori evidenziano. La nostra azione continua, ma abbiamo la necessità di confrontarci ed interloquire con la nostra base associativa”.

La Cia Basilicata sarà alla mobilitazione del 26 Ottobre a Roma

in Economia

 

Cia Basilicata prepara mobilitazione agricoltori lucani per giovedì 26 a Roma: “Prezzi alle stelle, agricoltori più poveri”

Ci saranno anche gli agricoltori lucani giovedì 26 ottobre alla grande manifestazione nazionale di protesta organizzata da Cia-Agricoltori Italiani che si terrà in Piazza Santi Apostoli, a Roma. Cia Basilicata dopo incontri territoriali e nelle sedi intercomunali sta organizzando autobus con delegazioni da tutti i territori delle due province.

“Prezzi alle stelle, agricoltori più poveri”: è lo slogan centrale della manifestazione al quale gli agricoltori lucani aggiungono “non siamo il problema siamo la soluzione”. “Proprio così – spiegano alla sede regionale Cia – vogliamo invertire la questione per rimettere al centro l’impresa agricola e il suo reddito, per tutelare il futuro dei produttori di fronte alle grandi emergenze e alle sfide globali che toccano il settore primario e il Paese intero”. Crisi di mercato e concorrenza estera, filiere e manodopera, aree interne e fauna selvatica, risorse idriche e consumo di suolo, ambiente e fake news i temi chiave che Cia porterà in piazza nell’interesse della salute pubblica, dei territori, della sovranità alimentare e del Paese.

“In piazza per manifestare il disagio che l’agricoltura lucana ha subito in questi anni e che sta subendo tuttora -sottolineano i dirigenti della Cia Basilicata – in un’annata in cui tutte le produzioni sono entrate in piena difficoltà a causa dei cambiamenti climatici e la poca redditività all’interno della filiera. La Cia ci sta mettendo la faccia e l’impegno per trovare delle soluzioni, per garantire continuità e forza alla nostra meravigliosa agricoltura, fondamentale per mantenere il paesaggio, dare valore aggiunto al Made in Italy, e portare redditività diffusa nel nostro territorio”. “Spesso, a causa dello scarsissimo valore riconosciuto agli agricoltori per il loro eccellente lavoro in termini di qualità e standard di sicurezza alimentare, mette le aziende agricole nelle condizioni di non raccogliere nemmeno, di lasciare il prodotto sulle piante, perché con certi prezzi al ribasso non si riescono a coprire nemmeno i costi di produzione. Per tenere artificiosamente bassi i prezzi da corrispondere agli agricoltori italiani, spesso si usa la clava delle massicce importazioni anche di prodotti per i quali l’Italia potrebbe essere autosufficiente. Così vengono immessi sul mercato tonnellate di prodotti di basso o bassissimo livello qualitativo provenienti da Paesi nei quali gli standard di qualità, di sicurezza alimentare e di rispetto del lavoro sono decisamente inferiori ai nostri. É una situazione grave e inaccettabile che va cambiata, per questo è importante essere a Roma il 26 ottobre. Facciamo sentire a Parlamento e Governo la nostra voce”

 

[Foto archivio ilMetapontino.it di una manifestazione CIA svoltasi a Scanzano Jonico nel marzo 2022]

La Cia in piazza a Scanzano per continuare a produrre il cibo più buono del mondo

in Economia

La Cia in piazza a Scanzano per rivendicare il diritto di continuare a produrre il cibo più buono del mondo marchiato “Made in Italy”. Fra gli altri temi: la guerra,  i rincari del gasolio e più in generale dei mezzi di produzione. E gli animali selvatici –  cinghiali e lupi – che distruggono i campi: chieste misure urgenti e condivise.

Il reportage fotografico dalla pagina facebook ufficiale del Met

A riscaldare la grigia giornata di inizio primavera a Scanzano Jonico c’erano gli agricoltori della Cia con le loro ragioni sostenute dalla gente comune, dai sindaci e dalle rappresentanza istituzionali regionali che hanno risposto sì all’invito.

E’ stato ribadito dal palco, in una piazza del Commercio piena, che c’è bisogno di tutti per uscire da un momento buio per il settore primario, vessato dai costi di produzione alle stelle, dalla fauna selvatica che distrugge campi e sacrifici degli agricoltori, e dalle risposte governative ancora troppo blande su temi come il latte e l’incremento, tra gli altri, dei costi dei mangimi

C’erano sì e no 1o gradi, a metà mattinata, ma sono scesi in in piazza in tanti: uomini, donne e giovani agricoltori, domenica mattina, perché vogliono continuare a mantenere “il primato di migliori produttori di cibo al mondo”; perché vogliono difendere il “Made in Italy” dal rincaro insostenibile delle materie prime e per dire con forza “no alla guerra”. Tantissime infatti le bandiere della pace che sventolavano.

“Gli agricoltori sono abituati a conquistare lavorando e sapendo aspettare. Le conquiste che avvengono con la guerra sono il fallimento della politica e dell’umanità”

Dal palco, inoltre, è stato sottolineato come “si era avviata la crescita dopo la pandemia, ora la guerra sta generando aumenti delle materie prima e blocchi della produzione”. E’ stato osservato che senza agricoltura non c’è cibo e che produrlo a queste condizioni, con il costo del gasolio che si è impennato di 50 centesimi, è divenuto insostenibile. Anche il costo dei mangimi è salito. E quando è stato chiesto ai rappresentanti del Governo di ritoccare i prezzi del latte alla stalla in cambio, come hanno spiegato i vertici Cia, si sono ottenute risposte evasive.

Il prezzo del grano è raddoppiato e quel che è peggio: “oggi il grano ce l’hanno i commercianti e gli industriali non certo gli agricoltori”. Vogliamo continuare a seminare grano e dare cibo ma vogliamo costi di produzione sostenibili.

Dobbiamo dare cibo ai cittadini e questo può farlo il Sud Italia che può dare impulso alla crescita. All’agricoltura si legano turismo e la bellezza

dei paesaggi italiani che tutti, nel mondo, riconoscono e apprezzano.

Infine, il tem a della gestione della selvaggina e il dramma dei cinghiali. La Cia ha chiesta una strategia che non si limiti agli abbattimenti. A tal proposito sono stati ringraziati i cacciatori, gli ambientalisti ma è stato rilevato come è necessaria una pianificazione che vada nella direzione di “de-popolare” la selvaggina che fa razzia dei campi, delle produzioni e distrugge il lavoro e il reddito degli agricoltori. “Non vogliamo risarcimenti, vogliamo vivere di quello che coltiviamo e che non devono mangiarsi le bestie selvatiche”.

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Tavolo verde, illustrate misure per dare liquidità al mondo agricolo

in Cronaca

Due misure per ripartire. Illustrate, stamattina, durante la riunione del tavolo verde le due proposte che dovrebbero dare liquidità agli agriturismi e alle aziende agricole. All’incontro erano presenti l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli, i dirigenti del dipartimento e i rappresentati delle organizzazioni professionali (Cia, Coldiretti, Copagri e Confagricoltura).

In apertura di incontro, tenutosi per la prima volta in presenza dopo l’emergenza covid, l’assessore Fanelli ha voluto ringraziare le organizzazioni agricole per il lavoro svolto, congiuntamente con il Dipartimento, nei periodi di maggiore criticità a causa della pandemia.

L’autorità di gestione del Psr Basilicata 2014-2020, Vittorio Restaino, ha illustrato, in ottica di condivisione di scelte e criteri,  i due interventi che rappresenteranno una prima risposta alle esigenze di liquidità del mondo agricolo. Una nuova  misura del PSR consentirà di concedere delle sovvenzioni a fondo perduto agli esercizi di agriturismo, grazie a una rimodulazione dei fondi europei non ancora impegnati attraverso bandi.

Il contributo erogabile è stato fissato dall’Unione Europea fino a un massimo di 7 mila euro.

Un altro intervento riguarderà le aziende agricole che hanno maggiormente subito danni dal Covid: gli elementi di dettaglio  saranno definiti successivamente, sempre attraverso una azione condivisa con i rappresentanti delle imprese agricole.

Altro punto all’ordine del giorno, lo stato di aggiornamento delle misure a superficie degli anni che vanno dal  2016 al 2019,  che è stato illustrato nel dettaglio dalla responsabile dell’Ufficio erogazioni comunitarie agricole (Ueca), Emilia Piemontese. Il dirigente generale, Donato Del Corso, ha illustrato le modifiche alla normativa regionale  sugli usi civici in ottica di  sburocratizzazione delle procedure. Sul problema dei danni da fauna selvatica sollevato dalle organizzazioni, l’Assessore ha assicurato che il tema è alla costante attenzione del Dipartimento e che , nonostante le sollecitazioni avanzate al Governo nazionale, ancora non si sono avute risposte. “Purtroppo – ha ribadito Fanelli – la questione richiede misure straordinarie che riguardano i diversi livelli istituzionali e i diversi ambiti e non può essere risolta con cure palliative perché la popolazione della fauna selvatica è cresciuta a dismisura e i mezzi per contenerla sono poco efficaci. Il problema non può trovare soluzione con misure ordinarie e per tale ragione serve un decreto di urgenza. In ogni caso, quanto prima sarà convocato in Regione un tavolo ad hoc con le organizzazioni ”.

Battuta d’arresto per Dop Igp, Stg che in Basilicata valgono 13,4 milioni

in Economia

La Cia-Agricoltori Basilicata lancia l’allarme: se le imprese della grande distribuzione sono riuscite a tenere testa all’emergenza Coronavirus, le piccole attività, legate a ristorazione e turismo, hanno subito il contraccolpo più duro. A risentirne, quindi, soprattutto i produttori più piccoli e le specialità di nicchia Dop e Igp, Stg.
Per avere una stima precisa – secondo l’ultimo Rapporto Ismea-Qualivita – tra Dop, Igp e Stg, in Basilicata è in ballo un giro d’affari che vale 13,4 milioni di euro (con un incremento annuo del 25,1%), di cui 12 milioni per il vino e 1,4 milioni per i prodotti alimentari. Nella distinzione territoriale la provincia di Potenza registra un giro d’affari per 10,3 milioni (in gran parte vino doc-dop-docg che ha un incremento annuo del 26,5%)e quella di Matera 1,4 milioni di euro.
Con il recente riconoscimento “IGP Olio lucano” sono saliti a 18 i prodotti a marchio d’eccellenza della Basilicata: 5 Dop, 7 Igp, 4 Doc, 1 Docg, 1 Igt. A questi vanno aggiunti i 114 Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Basilicata.
L’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali realizzato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali riconosce 114 prodotti lucani, di cui 39 classificati quali paste fresche e prodotti panetteria e pasticceria; 32 prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati; 17 carni fresche e loro preparazione; 14 formaggi; 4 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari); 3 prodotti della gastronomia, uno bevande alcoliche, distillati e liquori (il sambuco di Chiaromonte).
Nel dettaglio la situazione lucana: formaggi – 2 dop e 1 igp; ortofrutticoli e cereali – 2 dop e 2 igp; olio extravergine di oliva, 1 dop; altri prodotti, 1 igp. I produttori lucani interessati sono 96 (erano 65 nel 2011) per una superficie di 157,14 ettari; 37 gli allevamenti (di cui 15 suinicoli per 30mila capi) ; 40 i trasformatori, 45 gli impianti di trasformazione per complessivi 129 operatori.
Abbiamo un potenziale enorme che – sottolinea il direttore regionale della Cia Donato Distefano – non a caso è indicato dal Rapporto Censis come “energia positiva”, tenuto conto che la quota dell’export alimentare del “made in Basilicata” è appena dello 0,1% dell’ammontare complessivo delle Regioni del Sud e che la tendenza del “mangiare italiano”. Tanto più che l’alimentare “made in Basilicata” continua a tirare sui mercati esteri persino rispetto ad auto (Fiat) e salotti. Per la Cia ”si tratta di un primato che conferma ancora una volta l’eccellenza dell’agroalimentare ‘made in Italy’ rispetto ai nostri competitor piu’ agguerriti”, che pero’ avverte: ”si puo’ fare molto di piu’ per sviluppare il segmento: da un lato serve piu’ promozione a sostegno dei nostri prodotti a denominazione meno conosciuti; dall’altro occorre intensificare la lotta alla contraffazione alimentare, che ogni anno ”scippa” alle nostre imprese di qualità oltre 1 miliardo”.
La produzione di prodotti tipici – aggiungono i presidenti della Cia di Potenza Lorusso e Matera Stasi- è importante per le varie zone della Basilicata perché è anche fattore di comunicazione della cultura e del paesaggio in cui questi sono inseriti. Per questo motivo dobbiamo lavorare per innalzare la qualità dei prodotti tipici che calati nel contesto degli agriturismi, alberghi, borghi albergo, ristoranti, musei della civiltà contadina, artigiani, commercianti consentono di proporre l’intero territorio, dando così vita ad una nuova filiera agricoltura-turismo-ambiente-cultura. L’obiettivo centrale è quello di accrescere la fruibilità del territorio e le opportunità occupazionali dei territori rurali attraverso lo sviluppo e il sostegno di attività non tradizionalmente agricole. Per la Cia non è più rinviabile l’istituzione di una una società – l’Agripromo – per favorire la promozione e la commercializzazione dei prodotti che hanno ottenuto o che stanno per ottenere i marchi Dop, Igp e Stg, e per allargare la “rete” dei marchi a livello comunale e territoriale, specie in attuazione del recente protocollo “Res Tipica” tra Cia ed Anci. C’è poi da contrastare efficacemente l’agripirateria: una “rapina” da 7 milioni di euro l’ora e da 60 miliardi di euro l’anno, di cui alcune centinaia di milioni di euro solo in Basilicata. Si tratta di un vero e proprio “scippo” ai danni del settore, un assalto indiscriminato e senza tregua, dove la criminalità organizzata fa veri affari. I consumatori vengono truffati, gli agricoltori e gli industriali dell’agroalimentare derubati. A questo si aggiunge il fatto che ogni anno entrano nel nostro Paese prodotti alimentari “clandestini” e “pericolosi” per oltre 2 miliardi di euro. Poco meno del 5 per cento della produzione agricola nazionale. I sequestri da parte delle autorità competenti italiane negli ultimi due anni si sono più che quadruplicati. E ciò significa che i controlli funzionano, ma il pericolo di portare a tavola cibi “a rischio” e a prezzi “stracciati” è sempre più incombente. Da noi, insieme alla fragola del Metapontino “taroccata” in Spagna, sono vittime di agropirateria numerosi prodotti tipici lucani come il caciocavallo, il pecorino di Moliterno, i salumi di Picerno, l’aglianico del Vulture, l’olio delle colline del Materano, la farina di grano duro “senatore” del Materano, il peperone di Senise.

Cia – Agricoltori: disfunzioni nei servizi irrigui,

in Economia

CIA-AGRICOLTORI: “disagi e disfunzioni nei servizi irrigui nell’area metapontina”.

Il direttore della Cia-Agricoltori Basilicata Donato Distefano oggi ha nuovamente segnalato all’Assessore all’Agricoltura Francesco Fanelli “disagi e disfunzioni nei servizi irrigui nell’area metapontina.In particolare – si riferisce in una nota – numerose aziende agricole segnalano carenze di portata idriche, intervalli prolungati sulle turnazioni, bassa fluenza e pressione.Tali disagi si registrano sia sullo schema del Sinni che sullo schema dell’Agri che alimenta la Diga di Gannano e i relativi areali dell’agro di Montalbano e Scanzano.

Riteniamo utile organizzare un incontro con CdB Basilicata”: è la richiesta urgente di Distefano nell’attuale fase di raccolta dei prodotti ortofrutticoli perché è ancor più indispensabile garantire adeguata irrigazione.

La nuova iniziativa fa seguito alla denuncia dei giorni scorsi del Presidente Cia Matera Giuseppe Stasiche ha sollecitato in primo luogo alla Regione Basilicata e a seguire il CdB, l’Autorità di Bacino e l’Eipli a fornire le più ampie garanzie per la corretta e puntuale gestione dei servizi irrigui per l’anno in corso, a partire dall’utilizzo dell’acqua invasata nel Pertusillo, garantendo certezze erisposte immediate agli agricoltori che hanno prenotato quantitativi d’acqua necessari alle colture pregiate specie dell’ortofrutta.

La Cia-Agricoltori da mesi ha tentato di accendere l’attenzione degli enti di gestione delle risorse idriche e della Regione sulla carenza di acqua nelle dighe e negli invasi lucani e la mancanza di oltre 70 milioni di metri cubi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Proprio perché la disponibilità complessiva è ridotta non possiamo permetterci di sprecarne nemmeno una goccia ma al contrario dobbiamo concentrarne l’impiego nelle aree dove oggi il bisogno è maggioree necessario; per queste motivazioni chiediamo alla Regione e al CdB di vigilare e porre in essere tutte le indispensabili soluzioni atte a garantire ora e nei prossimi mesi quantitativi adeguati e precise utilizzazioni.

 

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