Elezioni provinciali: cambiare la legge elettorale

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Elezioni provinciali: cambiare la legge elettorale. Tauro (centrodestra) rispetto alla candidatura unica di Marrese: “Vittoria senza consenso”

La democrazia si strozza non facendo partecipare i cittadini al voto, massima sua espressione. Non consentendo agli elettori di potersi scegliere i propri rappresentanti in seno alle istituzioni.Parlare di “strozzatura della democrazia”, “fallimento politico”, “mancanza di radicamento” da parte del segretario provinciale del partito democratico, per l’assenza di un sindaco di centrodestra materano candidato a presidente dell’ente Provincia, è alquanto surreale e al limite del ridicolo.

Accusare di disorganizzazione il centrodestra lucano poi dimostra tutta pochezza di forze politiche minoritarie nella nazione, come anche nella provincia Matera.L’ultimo dato elettorale, infatti, vero e concreto e reale, quello delle politiche del 25 settembre, conferma che il cdx è la coalizione maggioritaria anche nella nostra provincia. Verrà pure rieletto il presidente della Provincia, Piero Marrese, ciò non toglie, che la sua(così come per quelli sino ad oggi eletti dal 2014, con questo metodo elettorale) sarà una votazione che beneficerà di una “legge truffa” e “antidemocratica” qual è la legge 56/2014, meglio conosciuta come legge Delrio, dal nome del suo maggiore ispiratore.

Che, invece va cambiata e pure con urgenza. All’inizio del decennio scorso si aprì un grande dibattito sulla soppressione o meno della Provincia. Soppressione che non solo non c’è stata, e meno male aggiungiamo noi, ma ha anche ripreso una sua certa vitalità. Dimostrando come essa è un Ente territoriale intermedio tra Regione e Comuni importante e non eliminabile, che deve tornare ad operare come per secoli ha operato, con accrescimento di compiti e funzioni propri.

Anzi dovrebbe essere proprio la Regione, nello spirito costituzionale, a dover ridurre la sua eccessiva operatività e invasività, demandando nel contempo alle province e ai comuni le attività concrete sul territorio, limitandosi alla preparazione e approvazione delle proprie leggi. Oggi invece ci troviamo di fronte ad una grossa anomalia: la Provincia esiste, mentre i propri organismi istituzionali vengono eletti solamente da consiglieri comunali e sindaci (cosiddette elezioni di secondo grado).

La democrazia non è mai un costo della politica, e che essa, viceversa, deve poter essere esercitata attivamente in tutta la sua completezza. Come anche scegliersi liberamente, nella fattispecie, da parte degli elettori, i propri consiglieri provinciali e il proprio Presidente. Un Capo della Provincia eletto diversamente potrà pure vantarsi di aver vinto, ma non potrà mai essere espressione delle scelte dei suoi concittadini. Vittoria senza consenso, dunque. E questo sì che resta un “vulnus” della democrazia. Non la mancata presenza di un sindaco di area cdx candidato a Presidente dei materani.

Nota stampa Leonardo Rocco Tauro, consigliere comunale Montalbano Jonico