Enrico Bianco: “passione e competenza per Policoro”

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Enrico Bianco: “passione e competenza per Policoro”. L’aspirante sindaco: ““Difendete la città. Me l’ha scritto un conoscente”.

Aspirante sindaco di Policoro: dal 2012 al 2017 vicesindaco e assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici con sindaco Rocco Leone. Dal 2017 al 2022 consigliere di minoranza. Non ha mai preso tessere nei partiti ma ha fatto parte di formazioni civiche: Impegno Comune e Avanti.

Enrico Bianco, 50 anni, avvocato e aspirante sindaco di Policoro.

“Dieci anni di esperienze, di competenze amministrative acquisite. Anni fatti di tante vittorie”, ha raccontato Bianco. Ma nel riferirsi alle amministrative vinte dal centrosinistra guidato dall’attuale sindaco Enrico Mascia, ha detto: “Una sconfitta a cui sono legato. Non ci fu in quella circostanza la ricerca della vittoria a tutti i costi. Fummo leali fino in fondo anche se costò la sconfitta: il nostro accordo era e doveva essere essere solo con i cittadini. Non abbiamo seguito altri ragionamenti o pensato ad accordi politici sotto banco. Quell’esperienza ci ha detto che si può anche perdere ma stando sempre dalla parte della città e dei cittadini”.

Enrico Bianco ricorda bene anche i successi raggiunti e cita la raccolta differenziata, e a tal proposito rievoca quel periodo: “il comune di Policoro in termini percentuali non raggiungeva nemmeno la doppia cifra. Con Massimiliano Scarcia e Giovanni Lippo andammo nel comune più virtuoso d’Italia in fatto di differenziata, a Ponte delle Alpi in Veneto, e nei tre giorni di permanenza, abbiamo visto come facevano loro. Abbiamo studiato, ci alzavamo alle 4 di mattina e seguivamo i lavori osservando gli operai a lavoro e poi tutto il ciclo. Il progetto che abbiamo realizzato a Policoro ha dovuto fare i conti con i limiti strutturali come la mancanza di impianti di compostaggio, tuttavia dal 10 siamo passati al 70% di differenziata. Policoro è diventata così un modello: anche l’umido andava al centro di compostaggio, dimezzando così i costi per i cittadini. Nel 2016 in piena crisi delle discariche della Provincia di Matera, tutti i comuni furono obbligati dalla Regione a smaltire all’inceneritore Fenice di Melfi con costi altissimi. Il comune di Policoro, come riportato in quel decreto regionale, non era interessato dall’obbligo perché autonomo nella gestione dei rifiuti”, ha spiegato.

Poc’anzi hai fatto riferimento a giochi di potere, accordi politici che come in passato potrebbero determinare maggioranze elettorali dettate da opportunità numerica ma inconsistenti poi dal punto di vista politico e amministrativo, che scenario ti aspetti nell’imminente futuro?

“Sarebbe utile per la città avere proposte diverse ma che siano coerenti e assicurino buon governo. Questa città in questi anni ha perso grandissime opportunità, milioni di euro, perché nella maggioranza ha prevalso la conflittualità politica. Questo è imperdonabile. Continuare a sbagliare, in questa fase storica, sarebbe un peccato mortale per Policoro.

Per iniziare un nuovo percorso politico adesso ci vuole più amore o più coraggio?

“Ci vuole passione. Passione per la Città, di là da numeri e calcoli. Senza passione non si va da nessuna parte”.

Nel presentarti pubblicamente alla città hai lanciato “Spazio Bianco”, luogo di confronto aperto a chi ha voglia di proporre idee. Enrico Bianco di suo cosa porterà, quali sono i punti programmatici che hai a cuore e che condividerai con gli altri?

“Il piano d’ambito: strumento che abbiamo costruito e che solo per ostacoli burocratici di competenza regionale a suo tempo non abbiamo approvato. Riuscimmo così ad approvare il regolamento urbanistico ma non il piano d’ambito. Ora gli ostacoli sono stati rimossi, tuttavia negli ultimi cinque anni non è stato approvato, salvo ripensamenti…Altra questione è quella della D7, quella bloccata per la presenza del famoso tubo. Lì c’è un abuso e va rimosso. Altra necessità imprescindibile è il raddoppio della zona artigianale”.

Dal momento dell’annuncio pubblico hai ricevuto numerose attestazioni di stima sia da parte di amici stretti che da conoscenti, la cosa più bella che ti hanno detto o scritto?

“Difendete la città. Me l’ha scritto un conoscente”.

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