Basilicata Covid19: tre decessi. Sono 611 i nuovi casi e 274 i guariti

in Emergenza Covid-19

Basilicata Covid19: tre decessi. Sono 611 i nuovi casi e 274 i guariti. Due i pazienti in terapia intensiva. La UIL regionale: “Situazione in Basilicata da non sottovalutare: dilaga Omicron”

Vaccinazioni e test covid-19, aggiornamento del 15/1 (dati 14/1)

La task force regionale comunica che nella giornata di ieri, 14 gennaio, sono state effettuate 6.028 vaccinazioni. A ieri sono 453.176 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (81,9 per cento) e 417.419 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (75,4 per cento) e 227.858 (41,2 per cento) quelli che hanno ricevuto la terza dose per un totale di somministrazioni effettuate pari a 1.098.453 su 553.254 residenti (dati portale Poste italiane). In totale sono 89 le persone ricoverate: 47 nell’ospedale San Carlo di Potenza, di cui 2 in terapia intensiva, e 42 nell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, nessuno dei quali in terapia intensiva. Sempre nella giornata di ieri, sono stati processati 1.951 tamponi molecolari per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 611 sono risultati positivi. Nella stessa giornata si sono registrate 274 guarigioni.

Ieri, inoltre, è stato registrato il decesso di 3 persone: un uomo e una donna residenti a Lavello e una donna residente a Matera.

l bollettino Covid19 di ieri in Basilicata.

COVID: TORTORELLI (UIL), SITUAZIONE IN BASILICATA TUTT’ALTRO DA SOTTOVALUTARE

Vincenzo Tortorelli, segretario regionale Uil Basilicata

Per la UIL è assolutamente necessario mantenere il massimo dell’informazione e della trasparenza sullo stato della diffusione del Covid-19.

La situazione della Basilicata – che vedrà da lunedì confermata la “zona bianca” ma con la variante Omicron al 100 per cento dei casi, segnando un primato negativo tra le regioni italiane, l’incremento quotidiano di contagi e del ricorso in ospedali – è tutt’altro che da sottovalutare.

Per questa ragione l’ipotesi ventilata a livello nazionale di passare da una comunicazione giornaliera dei contagi ad una settimanale è profondamente sbagliata. Occorre continuare a garantire la trasparenza della situazione pandemica e raccogliere dati fondamentali per la ricerca scientifica. La diffusione del virus nella nostra regione come in tutto il nostro Paese richiede la massima prudenza, ed eliminare l’aggiornamento giornaliero dei contagi avrebbe l’effetto di sottovalutare la gravità dell’emergenza. Altra priorità da affrontare è il superamento delle criticità rilevate da alcuni sindaci in riferimento alla piattaforma per il rilevamento e il censimento dei tamponi eseguiti e dei positivi. Credo che la task force regionale debba tenerne conto sia per il necessario controllo della popolazione anziana e dei malati cronici che per i ragazzi che hanno ripreso le lezioni a scuola.

 

L’Italia verso l’arancione: 1.2 milioni in 7 giorni

L’enorme quantità di casi – 1,2 milioni in 7 giorni – “incontrando una popolazione suscettibile troppo numerosa, sta progressivamente saturando gli ospedali. E, di conseguenza, molte regioni si avviano verso la zona arancione entro fine mese”. La cabina di regia si riunirà nelle prossime ore e solo dopo che i tecnici avranno analizzato i numeri il ministro della salute Roberto Speranza firmerà le ordinanze. Stando ai dati dell’Agenas, già da lunedì potrebbero però passare in arancione la Calabria, che ha le intensive al 20% e i reparti ordinari al 38%, il Piemonte, rispettivamente 23% e 33%, e la Sicilia, che ha le rianimazioni al 20% e i reparti Covid al 33%. Ma se il trend non si inverte, le prossime settimane vedranno altre 10 regioni cambiare colore: Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, provincia di Trento, Toscana e Veneto hanno sforato la soglia del 20% nelle intensive mentre Liguria, Umbria Lombardia, e Valle d’Aosta sono già oltre il 30% dell’occupazione nei reparti Covid [ansa]

 

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