Covid19: in Basilicata positività al 5.2%

in Emergenza Covid-19

Covid19: in Basilicata positività al 5.2%: 761 i tamponi molecolari odierni. Sono 40 i nuovi contagi e 31 i guariti. Tre pazienti in terapia intensiva.  Nel Metapontino 8 nuovi casi di positività: a Scanzano Jonico 4, a Bernalda 2, 1 a Nova Siri, 1 a Policoro. I guariti nel comprensorio Jonico lucano: 4 a Montalbano Jonico, 1 a Bernalda, 1 a Pisticci, 1 a Policoro e tre a Scanzano Jonico.

Dal mondo: B.1.1.529 è la nuova variante che sta creando agitazione. Presto meeting di esperti a Ginevra.

La task force regionale comunica che nella giornata di ieri, 25 novembre, sono state effettuate 4.231 vaccinazioni. A ieri sono 436.636 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (78,9 per cento) e 402.993 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (72,8 per cento) e 38.699 quelli che hanno ricevuto la terza dose (7,0 per cento) per un totale di somministrazioni effettuate pari a 878.328 su 553.254 residenti (dati portale Poste italiane). Sempre nella giornata di ieri, sono stati processati 761 tamponi molecolari per la ricerca di contagio da Covid-19, di cui 45 (e tra questi 40 relativi a residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Nella stessa giornata si sono registrate 31 guarigioni, tutte relative a residenti in Basilicata.

B.1.1.529: E’ LA NUOVA VARIANTE CHE PREOCCUPA IL MODO. A GINEVRA RIUNIONE DI ESPERTI

E’ stata identificata in Sudafrica una nuova variante (B.1.1.529) del virus SarsCoV2 che desta preoccupazione, non essendo ancora noto il suo impatto. Si sa che presenta numerose mutazioni della proteina Spike che potrebbero teoricamente aumentarne la trasmissibilità e la capacità di eludere gli anticorpi. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) la sta monitorando e ha annunciato che si terrà a Ginevra una riunione di esperti. L’obiettivo è di chiarire se siamo di fronte ad una variante di “interesse” o di una variante di “preoccupazione”. Ma ci vorranno diverse settimane per sapere cosa significa potenzialmente in termini di contagiosità e l’impatto su diagnosi, terapie e vaccini.
Anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sta studiando lo sviluppo della situazione e pubblicherà un documento di valutazione delle minacce. Dal canto suo anche l’azienda farmaceutica Pfizer sta studiando la nuova variante di Covid-19 e conta di avere i primi risultati “al più tardi entro due settimane”. La questione determinante, infatti, è capire se la nuova variante di coronavirus possa eludere i vaccini. [ANSA]

 

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