Covid-19, test diagnostici rapidi: in Usa il via libera. Il Cts in Italia frena

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In un recente comunicato il Cts ha ribadito: ” “A oggi  l’approccio diagnostico standard rimane quello basato sulla ricerca dell’Rna nel tampone rino-faringeo”.

 

Test diagnostici sì o no? Molte regioni italiane a causa dei numeri sempre più elevati di richieste di “tamponi” – che restano il sistema migliore per diagnosticare la presenza o meno dell’infezione da Covid-19 – stanno manifestando in queste ore “interesse” verso i test rapidi. Nelle ultime ore, il senatore Saverio De Bonis in una nota diffusa alla stampa ha rivolto appello al Governo affinché “prenda seriamente in considerazione l’ipotesi di chiedere agli Stati Uniti di aprire al mercato europeo, magari a prezzi calmierati, i test diagnostici rapidi del Covid-19, oggi disponibili solo in territorio americano”.

Il test a cui fa riferimento De Bonis infatti ha ottenuto il via libero nelle ultime 48 ore dalla statunitense Food and Drug Administration (Fda) “per un nuovo test molecolare Covid-19 portatile che secondo l’azienda può fornire risultati positivi in appena cinque minuti e risultati negativi in ​13 minuti”.

Resta che attualmente l’unico test che serve nella lotta al coronavirus è quello che si fa cercando il genoma virale nei secreti respiratori. Altri test “rapidi” o “fai da te”, così come precisato dal Comitato Tecnico Scientifico (Cts), organo che ha lo scopo di fornire consulenza al capo del dipartimento della protezione civile in merito all’adozione delle misure di prevenzione necessarie a fronteggiare la diffusione del nuovo coronavirus, potranno essere utili più avanti.  Lo stesso virologo Roberto Burioni ha precisato: “il test rapido che cerca gli anticorpi potrà essere utile più avanti per capire, ad esempio, se una persona guarita può reinfettarsi o se invece rimane immune come per il morbillo . Ora abbiamo a disposizione solo questo tipo di test, che dà la risposta in qualche ora e può essere fatto da laboratori specializzati, non ce ne sono altri di dimostrata efficacia”.

In un recente comunicato il Cts ha ribadito: ” “A oggi  l’approccio diagnostico standard rimane quello basato sulla ricerca dell’Rna nel tampone rino-faringeo”.

Ultima modifica 14:07 del 30 Marzo 2020

 

 

 

 

 

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