Voci della Basilicata dal Bit di Milano 2024

in Economia

Voci dalla Basilicata dal Bit di Milano 2024: turismo, arte contemporanea, mare e borghi ospitali

Matera 2019, alla BIT di Milano un incontro su turismo e arte contemporanea

“L’arte contemporanea vale un viaggio?” è stato il tema dell’incontro curato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, svoltosi questa mattina a Milano nell’ambito del programma di appuntamenti organizzati dall’Apt Basilicata e dalla Direzione generale per le politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata alla BIT – Borsa internazionale del Turismo.

Al centro del dibattito, aperto dall’assessore alle Attività produttive della Regione Basilicata, Michele Casino, l’arte contemporanea come motivazione del viaggio, a partire dall’opera permanente per la città dei Sassi Life(s) of Webs, arachnophobias, arachnophilias, and other stories dell’artista Tomás Saraceno, acquisita dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 nel 2023 ed esposta nella ex chiesa del Carmine di Palazzo Lanfranchi grazia alla collaborazione con il Museo nazionale di Matera. Uno spunto per allargare la riflessione alle diverse progettualità legate all’arte contemporanea nella città di Matera e nell’intera Basilicata, con un focus sull’opera d’arte come esperienza e sul dialogo fra arte pubblica e comunità, attraverso i contributi di Giovanni Padula, direttore della Fondazione Matera Basilicata 2019, Tiziana d’Oppido, assessore alla Cultura del Comune di Matera, Fiorella Fiore, storica dell’arte PhD candidate DICEM – Università degli studi della Basilicata, Annamaria Mauro, direttore del Museo nazionale di Matera, Antonella Berruti e Francesca Pennone di Pink Summer Contemporary Art, Gabriele Sassone, docente NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

«Con questo progetto – ha spiegato il direttore Giovanni Padula – poniamo alla comunità locale un tema, il rapporto della specie umana con la natura, e la sollecitiamo ad affrontarlo, chiedendo di familiarizzare con l’opera, di farla propria. Ci rivolgiamo inoltre alla comunità degli appassionati d’arte contemporanea, in Italia e nel mondo, per far scoprire la presenza di un’opera di Saraceno a Matera. A questa comunità chiediamo di mescolarsi con quella locale e prendere parte ad un confronto sul tema dell’ambiente attraverso l’arte».

«Partecipiamo anche quest’anno con entusiasmo alla BIT – ha sottolineato l’assessore Tiziana d’Oppido -, appuntamento imprescindibile per promuovere in Italia e nel mondo Matera, stringere nuove collaborazioni e rinsaldare quelle già avviate, lanciare le novità 2024 – fra le altre cose una guida turistica per bambini della collana delle Divertimappe, e un parco ludico-educativo per la valorizzazione della balena Giuliana, il cui restauro è prossimo al completamento – raccontando una Matera da vivere e una città attrattiva dodici mesi all’anno. Se si pensa a Matera si immaginano i Sassi, il centro storico e le chiese rupestri non all’arte contemporanea, che esiste in città e può permettere di creare percorsi turistici alternativi, mettendo in relazione due mondi opposti. Si pensi a percorsi che vadano dal centro storico ai quartieri, con la street art dei murales da nord a sud. Poi ci sono installazioni permanenti come quella di Saraceno, ma anche temporanee come quella tutt’ora in corso di “De Andrè oggi”, o quella appena conclusa di Salvador Dalì. Un’altra permanente è la Goccia di Azuma dal 2010, ci sono i musei che si occupano di arte contemporanea e stiamo cercando di chiudere un protocollo d’intesa, per avviare il progetto “Matera contemporanea” con nuovi artisti in mostre e percorsi inediti».

«Esattamente 20 anni fa veniva pubblicato il volume “Sensi Contemporanei in Basilicata. Analisi e Prospettive di un Progetto di Arte Sviluppo”, che registrava quanto fatto alla data del 2004 in merito a uno dei progetti più emblematici condotti in Lucania sul contemporaneo – ha spiegato Fiorella Fiore -. Nel suo testo, Dario Pinton si domandava quanto fosse ancora lontano il Sud da Venezia, analizzando chiaramente la distanza non solo chilometrica, ma anche culturale, tra due realtà molto diverse tra loro. A distanza di 20 anni ho cercato di fotografare la situazione attuale attraverso quattro concetti chiave: comunità, inaspettato, futuro remoto, genius loci, illustrando best practices che mi portano ad affermare che sì, la Basilicata è ancora distante da Venezia; ma, forse, è proprio la sua natura di regione ai “confini dell’impero” a renderla un possibile palcoscenico di innovazione per le pratiche artistiche contemporanee, come dimostrano molti dei casi presentati durante la BIT».

«Il Museo nazionale di Matera – ha evidenziato il direttore Annamaria Mauro – è da sempre uno dei centri di promotori dell’arte contemporanea, istituendo attraverso di essa un dialogo continuo e fluido per valorizzare i reperti e le opere esposte. Un racconto che dal pleistocene ai giorni nostri diventa “circolare” in cui il presente può coniugarsi con elementi di ogni tempo. L’arte contemporanea è per il Museo un’occasione per sperimentare nuovi linguaggi e rendere il patrimonio culturale accessibile e “sempre nuovo” attraverso cui comunicare il passato, il presente e il futuro. Per queste ragioni il Museo nazionale di Matera ha deciso di aprire i suoi percorsi espositivi e le sue indagini altamente scientifiche alle pratiche contemporanee, un ambito che permette di riflettere e fare ricerca sul tempo presente e capire quali sono le dinamiche internazionali dell’arte oggi. In questo modo il museo può lavorare proponendo esposizioni selettive di opere d’arte contemporanea, che indichino i fondamentali contributi originali, creativi, alla formulazione delle espressioni del nostro tempo e su testimonianza criticamente motivata e ordinata, delle proposte più significative della ricerca artistica in corso. Tutto ciò permette al museo di proporsi come spazio flessibile, come luogo di dibattito e di relazione con l’attualità, come centro la cui funzione educativa si verifica nella comprensione, nel confronto e nell’indagine sulla realtà».

«Le installazioni di Tomàs Saraceno, tutte, compreso il confessionale di Matera – ha spiegato Antonella Berruti – tendono a far sperimentare, oltre a ogni parola, che la società non è separata dalla natura e il concetto di società per diventare ecologico, ambientale, pacifico, deve diventare il più inclusivo possibile, improntato non solo sul dialogo delle culture, sulla comunicazione globale che rispetta le comunità locali di ogni specie. Le installazioni di Saraceno sono un esperimento di cosmopolitica e, per dirla con Bruno Latour, di eterotarchia, un concetto che pur implicando l’ordine e la leggibilità rifiuta ogni gerarchia”. “La commissione pubblica di un’opera d’arte contemporanea come quella di Saraceno – ha completato Francesca Pennone – va a innestarsi inoltre nel tessuto cittadino, aprendo spazi di dialogo e di confronto nella comunità».

«Life(s) of Webs, arachnophobias, arachnophilias, and other stories di Tomàs Saraceno, al pari di altri celebri esempi della storia dell’arte recente, dimostra quanto un’opera praticabile sia in grado di valicare i confini dell’estetica e della tecnica per accedere alla dimensione dell’esperienza – ha concluso Gabriele Sassone -. Un’esperienza non soltanto fisica, di contatto, bensì interiore. Un’esperienza che invita a mettere in discussione i propri meccanismi percettivi, nonché la relazione con sé e con l’altro, ma soprattutto con il mondo naturale».

Bit Milano 2024: Giuseppe Ferrara porta alto il nome del turismo balneare lucano

Un intervento puntuale, emozionante, coinvolgente e professionale. Giuseppe Ferrara, manager del rinomato “Sabbia D’Oro Beach Club” di Scanzano Jonico e Vice Presidente dei giovani di Confindustria Basilicata, racchiude nel suo intervento nel panel “Costa del Metapontino” un’attenta analisi del settore, ma soprattutto evidenzia le bellezze naturalistiche, storiche ed enogastronomiche della sua Scanzano: “Oggi Scanzano è presente con imprese che hanno dimostrato grande impegno durante gli anni. Ha una grande orografia, diversi luoghi storici come il Palazzo Baronale, Termitito e la Torre Saracena, che insieme alle eccellenze enogastronomiche come la fragola e gli agrumi, rendono l’esperienza unica”.

“Oggi – continua Ferrara – vanno di moda i viaggi personalizzati “Tailor made” e qui celebriamo l’impegno di tutti i player al fine di attrarre nuovi flussi di turismo, creando una rete ben articolata che va dal Tirreno allo Jonio, fino all’entroterra. La nostra azienda investe da anni sul territorio lucano, arrivando a far vivere al nostro ospite una vera e propria esperienza. Un plauso alla costa del Metapontino che ha cercato di fare rete unendosi in uno stand e valorizzando il brand, oltre ad Apt che sta facendo un lavoro di grande importanza per la visibilità della nostra regione.

“Qui a Milano – conclude il manager – vedo grande interesse e fibrillazione per la Basilicata e sono sicuro che ci apprestiamo a vivere una stagione estiva con grandi numeri in crescendo, nella speranza che anche Scanzano sia fregiata della bandiera Blu”.

ALLA BIT DI MILANO STRAORDINARIO L’INTERESSE RISCOSSO DA ROTONDA E DAL POLLINO

E’ straordinario l’interesse dei visitatori giunti da ogni parte del mondo alla Bit, la Borsa internazionale del turismo a Milano, per Rotonda e il suo “Borgo ospitale”. Da domenica, all’interno dello stand della Regione Basilicata, il piccolo centro nel cuore del Parco nazionale del Pollino ha messo in mostra le sue bellezze, puntando anche per questo nuovo anno su un turismo sensoriale, emozionale, attraverso le esperienze. Presente per l’occasione nel capoluogo lombardo, Franco Bruno, ideatore del “Borgo ospitale”,e i suoi collaboratori. “Ai tanti buyers incuriositi abbiamo spiegato che a Rotonda è possibile, durante tutto l’anno, vivere esperienze uniche, autentiche, indoor e outdoor. Innanzitutto grazie all’ospitalità nell’albergo diffuso – spiega Bruno – realizzato grazie al sapiente recupero architettonico di antiche dimore del centro storico, di origine medioevale, dove le stradine lastricate in pietra calcarea, il calore e la luce del sole creano una magica atmosfera. Il visitatore viene accolto nelle dimore fornite di tutti i comfort e ambienti di qualità, dimore che conservano con sé una storia passata, portando a vivere la propria vacanza e le proprie emozioni immersi nelle atmosfere e nella calma del borgo. Ogni esperienza diventa unica”. A Rotonda, gli ospiti del “Borgo Ospitale” possono usufruire dei servizi di una spa , nel centro storico, in cui è possibile effettuare un ricco e salutare percorso benessere. Ad arricchire il percorso, tra la cultura contadina e le tradizioni del posto, il rito arboreo pagano che affonda le sue origini nel tempo, la macina del grano, con la possibilità di vivere anche l’emozione di preparare la pasta fatta a mano come si faceva una volta. Ai tanti esperti del settore presenti in questi giorni a Milano, abbiamo mostrato e raccontato che è anche possibile immergersi nelle faggete del Parco nazionale del Pollino– continua Bruno – con escursioni guidate per godere della vista dei pini loricati, effettuare percorsi d’acqua trekking, rafting, ciaspolate,escursioni, e altre attività”. Infine, è stato sorprendente l’interesse riscosso dai prodotti enogastronomici del Pollino, su tutti la melanzana rossa e i fagioli bianchi, del due dop di Rotonda. “C’è tanto da lavorare – conclude Bruno – ma i frutti di quanto fatto fino ad ora cominciano ad arrivare” .

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