Il recruiting 4.0 e le agenzie per il lavoro digitali

in Economia

Diventata necessaria a causa della pandemia, la tecnologia digitale offre oggi un enorme supporto alle attività di recruiting.

Nel pieno dell’emergenza pandemica, gli strumenti tecnologici sono venuti in aiuto dei recruiter e delle società addette alla selezione del personale. Una ricerca condotta dall’agenzia specializzata in ricerche di mercato Dynata ha infatti dimostrato che, nel corso del 2020, nel mondo si è verificata una vera e propria impennata del recruiting virtuale.

La stragrande maggioranza delle aziende intervistate ha infatti dichiarato di aver recentemente assunto e inserito nuovi dipendenti esclusivamente da remoto. Oltreoceano, la percentuale di assunzioni smart è più alta negli Stati Uniti e in Canada; restando in Europa, è invece la Gran Bretagna la nazione che più di tutte ha sposato la filosofia del virtual recruiting.

Per quanto riguarda il nostro Paese, è invece molto interessante il caso relativo alla creazione di Jobtech, la prima piattaforma italiana di ricerca e selezione del personale a trazione 100% digitale. Fondata proprio all’inizio del primo lockdown da Paolo Andreozzi e Angelo Sergio Zamboni – rispettivamente Ceo e Head of Business – l’agenzia per il lavoro Jobtech si avvale di tecnologie innovative all’avanguardia. Grazie a queste ultime, è in grado di ottimizzare e velocizzare l’intero processo reclutamento, a partire dallo screening dei curricula e dal sourcing dei candidati.

Gli annunci di lavoro contenenti le job description vengono caricati direttamente sul portale. Una volta pubblicati, gli strumenti digitali avanzati della piattaforma analizzano e identificano automaticamente i curricula dei candidati più in target. A questo punto entrano in gioco i recruiter in carne e ossa, che conducono i colloqui one-to-one completamente da remoto.

Ciò che ne consegue è un significativo abbattimento dei tempi e dei costi relativi alle attività più tradizionali di ricerca e selezione del personale. Un computer e un software che consente di gestire i video-colloqui diventano quindi gli strumenti necessari per le assunzioni, scelti ormai da molti specialisti HR a livello globale.

Da quanto descritto, quello che appare è un mondo del recruiting decisamente orientato alla tecnologia e alla riduzione (se non all’eliminazione) delle attività in presenza. Anche perché un altro vantaggio che deriva dall’impiego massivo degli strumenti digitali è quello di semplificare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. La tecnologia svolge gran parte del lavoro, consentendo ai recruiter di avere più tempo a disposizione da dedicare ai colloqui volti a verificare le effettive competenze e motivazioni dei candidati.