Novità del fai da te: sostituire un relè statico

in Economia

Non sono pochi gli esperti di elettronica, che si dedicano a questa attività per passione, per professione o per entrambe, che storcerebbero il naso dinanzi alla decisione di sostituire un relè statico.

Si tratta di un apparecchio ormai superato, che ha fatto la storia degli impianti elettrici, ma che ormai è abbondantemente surclassato dai più moderni relè stato solido, o RSS. Si tratta sicuramente di un apparecchio più affidabile, ma a volte conviene comunque far riferimento alla tradizione.

Del resto, dopo un secolo di onorato servizio, perché smettere di affidarsi al relè statico proprio ora?

Relè statico e relè stato solido: quali le differenze?

Anche se per il proprio impianto si dovesse continuare a fare affidamento sul relè statico, è comunque cosa buona e giusta conoscere le differenze tra i due apparecchi.

Il relè statico, detto anche relè elettromeccanico, è un allocatore di potenza particolarmente utile per strutturare un impianto elettrico in modo che non bisogni continuamente intervenire manualmente sull’interruttore per distribuire corrente elettrica alle varie sezioni dell’impianto.

Il principio di funzionamento del relè statico è estremamente facile e la sua produzione comporta costi ridotti, motivo per cui, tra i due modelli, è sicuramente quello che presenta costi inferiori.

Si dice elettromeccanico proprio in quanto la trasmissione del segnale in uscita avviene attraverso il contatto di una parte mobile fisica, messa in moto da forze elettromagnetiche generate dal segnale a bassa potenza in ingresso.

Il relè stato solido, invece, si fonda sulla tecnologia dei semiconduttori e non presenta parti mobili. I suoi vantaggi sono legati, pertanto, ad una maggiore affidabilità e alla minore esposizione a elementi esterni e all’usura.

Perché impiegare un relè statico?

La questione ha due risposte in base alle circostanze.

Se, infatti, si tratta di effettuare una sostituzione, allora si ha dinanzi un impianto elettrico che è già ottimizzato per l’installazione di un relè statico. Un impianto, cioè, progettato per ovviare agli svantaggi di un apparecchio che risulta essere suscettibile ai campi elettromagnetici, produce interferenze e può generare scintille.

Nel caso di un impianto già pensato e realizzato per ospitare un relè statico, allora la convenienza e il minor costo dell’apparecchio hanno la meglio.

Nel caso, invece, in cui è necessario realizzare ex-novo l’impianto, allora probabilmente un relè stato solido potrebbe rappresentare la soluzione migliore.

Tuttavia, nel caso di una semplice sostituzione, affidarsi alla tradizione non è necessariamente un male.

Sostituire un relè statico: come fare?

Sostituire un relè statico è un’operazione semplice e veloce.

La prima cosa da fare è procurarsi un modello simile a quello da sostituire. Per questo basterà cercare i modelli di relè statico sul sito Rs Components.

Una volta che l’ordinazione è stata completata e recapitata, ciò che bisogna fare è staccare la corrente. Ogni volta che si interviene sull’impianto elettrico è necessario provvedere a interrompere il flusso di corrente.

A quel punto si dovrà provvedere a sganciare i cavi d’ingresso e di uscita dal vecchio modello: per farlo è sufficiente un cacciavite delle dimensioni giuste.

È raccomandabile sempre e comunque controllare lo stato delle teste di rame dei cavi: nel caso in cui siano ossidate o sporche si potrebbe rendere necessario pulirle o, eventualmente, rimuoverle e procedere con la spellatura di una nuova porzione dei cavi per mettere a nudo teste di rame integre.

A quel punto basterà procedere a ritroso: collegare le teste di rame facendo attenzione a non lasciare metallo scoperto e fissarle avvitando le viti di blocco.

Cosa importante è assicurarsi di posizionare il relè perpendicolarmente alle forze esterne, altrimenti il meccanismo del relè potrebbe non funzionare a dovere.