Cina pronta a lanciare la sua criptovaluta

in Economia

Il gigante orientale sembrerà essere ormai pronto a lanciare la propria criptovaluta attraverso la Banca Popolare Cinese, diventando il primo paese al mondo dotato di una propria criptovaluta nazionale.

Da quanto viene riportato dagli stessi interessati, come il presidente Xi Jining o Mu Changchun (direttore della Banca Popolare Cinese), il progetto è in lavorazione da almeno 5 o 6 anni, ed è finalmente pronta al lancio.

Anche se non c’è una data di uscita ufficiale, con tutta probabilità i tempi non saranno certo biblici. Si intende infatti battere la concorrenza di altre criptovalute in rampa di lancio come Libra o Gram. Inoltre il sistema Cinese è più facilmente compatibile con questo genere di manovre rispetto a Europa o America.

Il periodo non sembra certo florido: in borsa le criptovalute presenti sono oggetto di un trend ribassista.

Infatti, leggendo le pagine del sito Migliorbrokerforex.net, possiamo renderci conto di come Bitcoin stia attraversando un periodo che possiamo definire di attesa, in vista del prossimo halving programmato per il prossimo anno.

Criptovaluta Cinese avrà la tecnologia Blockchain?

Le caratteristiche della criptovaluta in questione non sono del tutto certe. Tuttavia alcuni dettagli interessanti, anche se in fondo prevedibili, stanno emergendo e possiamo quindi tratteggiare un quadro più definito di questo progetto.

Prima di tutto va detto che la Cina a differenza di altre realtà, come Europa ed America, ha già un volume di transazioni gestite online molto ampio. Attraverso portafogli digitali quali Alipay e Tencent sono gestiti quasi il 90% degli scambi mobili Cinesi, bypassando anche le carte di credito più famose.

Proprio a causa dell’enorme volume di scambi che avvengono ogni giorno sul web è altamente improbabile che il lancio di una criptovaluta nazionale possa causare uno shock iniziale che disorienti i consumatori.

Ovviamente ciò che cambierà in maniere decisa è un monitoraggio più concreto ed efficace sugli scambi, che debellerà, si prevede, ogni attività di riciclaggio, di evasione o illecite in generale.

Uno dei punti da chiarire sarà quello legato all’utilizzo della tecnologia blockchain,che dovrebbe garantireuna certa privacy ai consumatori. Per quanto all’inizio lo stesso Mu Changchun riteneva l’utilizzo di questa tecnologia molto più di una semplice ipotesi, oggi le cose sembrano molto diverse.

Nelle ultime dichiarazioni del Presidente della Banca Popolare Cinese si può leggere un certo scetticismo riguardo all’utilizzo del Blockchain.Non è assicurato che questa tecnologia possa sostenere una grande mole di scambi, per cui nessuna ipotesi è da scartare per ora.

Pechino precederà Facebook?

Come detto il lancio, a dispetto di alcune indiscrezioni rimbalzate a destra e a manca, Pechino non lancerà la sua criptovaluta nel mese di novembre. Le ragioni sono tante e sono connesse soprattutto ad una organizzazione capillare che ancora manca, seppur molto vicina.

Abbiamo visto come molte criptovalute hanno dovuto rimandare il lancio previsto per i motivi più svariati. Libra su tutte ha ancora da risolvere i problemi legati all’avversione di governi e Agenzie di Autorità nei confronti di ogni nuova criptovaluta nascente.

America e gran parte dell’Europa mancano infatti di solide strutture in grado di accompagnare il lancio di queste valute online. Inoltre si ha a che fare con mercati ancora prettamente basati sui contanti o carte di credito, dunque il lancio di una criptovaluta potrebbe causare uno shock dagli effetti non ancora del tutto prevedibili.

Da parte sua Zuckerberg sta cercando in ogni modo di sciogliere le riserve che orbitano intorno a Libra. Una delle opzioni prese in esame è quella di spezzare Libra in tante valute accordate alle varie monete nazionali e per questo più gestibili.

Come che sia, molti analisti ritengono che il lancio di Libra sarà quindi posteriore rispetto alla moneta virtuale Made in China, che può contare su un progetto già molto avanzato e che non dovrebbe incontrare nessun ostacolo, potendo contare sulla volontà condivisa del Partito e della Banca Popolare Cinese.

 

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