Crescita delle richieste per i prestiti personali

in Economia

Le famiglie italiane si rivolgono sempre di più alle richieste di prestiti personali. Gli ultimi dati a disposizione sull’argomento, che provengono attraverso un’indagine effettuata dal barometro Crif, hanno messo in evidenza che si è avuto un aumento del 2,5% per settembre 2019 rispetto allo stesso periodo di riferimento dell’anno precedente. In realtà l’aumento si riferisce sia ai prestiti personali che ai prestiti finalizzati, ma il dato è significativo, perché indica una tendenza in atto anche a favore dei prestiti personali. Ma vediamo di saperne di più su questa ricerca, sui dati che ne sono emersi e poi di spiegare come funzionano i prestiti personali, per capirne anche i vantaggi ricavabili dai richiedenti e quindi per diventare consapevoli del loro successo.

I dati dell’indagine del barometro Crif

Se vi state chiedendo come funzioni questa tipologia di prestiti, trovate sui prestiti personali per ogni esigenza spiegati sul sito Prestitiperte.com una guida dettagliata. Intanto vi diciamo che dall’indagine del barometro Crif sono emersi dei dati molto importanti, che ci fanno riflettere sul successo che stanno ottenendo questi finanziamenti.

Per esempio un’informazione da non sottovalutare è quella che riguarda l’importo medio richiesto. È risultato dalla ricerca che la somma media richiesta, considerando complessivamente i prestiti personali e finalizzati si attesta intorno ai 9.240 euro.

A livello sostanziale non ci sono state variazioni molto rilevanti rispetto allo stesso mese del 2018. Per i prestiti personali, a livello complessivo, come importo medio si parla di circa 12.585 euro.

Le caratteristiche più importanti dei prestiti personali

Di solito si è soliti distinguere un prestito personale da un prestito finalizzato. Infatti una delle caratteristiche più importanti dei prestiti personali consiste nel fatto che si possono considerare a tutti gli effetti dei prestiti non finalizzati.

Questo significa che, se vi rivolgete alla richiesta di un prestito personale, non siete obbligati a specificare il motivo per cui richiedete un finanziamento. In generale i prestiti non finalizzati non sono collegati all’acquisto di beni o servizi.

Ma c’è anche un’altra essenziale differenza tra i prestiti personali e quelli finalizzati. La differenza è rappresentata dal convenzionato. Infatti nei prestiti personali non compare il convenzionato e il contratto viene stipulato direttamente fra il richiedente, da una parte, e dall’altra l’istituto di credito o la società finanziaria autorizzata.

Tutto ciò comporta che, se la richiesta va a buon fine, la somma erogata viene concessa direttamente al consumatore e non a terze persone o a terzi enti convenzionati.

Quali sono i requisiti per richiedere un prestito personale

Ci sono alcuni requisiti fondamentali per richiedere un prestito personale. Al momento della richiesta, il soggetto deve avere determinati requisiti di età. È fondamentale che l’età del contraente sia superiore a 18 anni. Inoltre il soggetto richiedente deve poter contare su un reddito che sia documentabile attraverso la presentazione di alcuni documenti.

Infatti, per richiedere un prestito personale ad una banca o ad una società finanziaria, è necessario presentare la dichiarazione dei redditi. Si può presentare il modello Unico o il modello 730. Inoltre, se vengono richiesti, bisogna esibire le ultime due buste paga, il cedolino della pensione o il modello Certificazione Unica.

Gli altri documenti che il soggetto richiedente deve presentare, per fare richiesta di un prestito personale, sono rappresentati da una carta di identità in corso di validità e dalla copia del codice fiscale, molto importanti per registrare i dati del contratto.

I costi da sostenere

Ma a quanto ammontano i costi che sono collegati alla richiesta di un prestito personale? Quanto è il budget economico da possedere, per poi essere in grado di restituire la somma ricevuta? Da questo punto di vista entrano in gioco diversi fattori.

Infatti devi considerare non soltanto gli interessi, ma anche le spese accessorie, come possono essere per esempio quelle di istruttoria, le commissioni e tutte quelle spese che sono previste dal contratto.

Devi valutare poi il TAN, tasso annuo nominale, e il TAEG, tasso annuo effettivo globale. Inoltre considera i costi aggiuntivi previsti per la polizza assicurativa, che può essere facoltativa, ma che di solito la banca richiede per avere una garanzia in caso di rischi di insolvenza che possono subentrare per eventi improvvisi e non prevedibili, come malattie, invalidità, perdita del lavoro o morte prematura, a cui può essere soggetto il richiedente.