Titanic forever. Una piccola ricorrenza intorno al mistero e al fascino dello sfortunato transatlantico.

in Una finestra sul Mondo

All’apparire della parola ‘Titanic’ si evocano in noi le immagini più diverse.

I più romantici immaginano le signore eleganti, i balli, il lusso e quella meravigliosa scalinata, la Grand Staircase, scendendo dalla quale, in vestito da sera, qualunque donna, anche la più insignificante, si sarebbe sentita una regina.

I drogati d’avventura, invece, immaginano il comandante E.J. Smith ed i suoi giovani e coraggiosi ufficiali alle prese col panico dei passeggeri, con le scialuppe penzoloni sull’acqua dell’oceano e con la propria paura da dissimulare perché, come disse loro il comandante, loro “erano inglesi”.

Per i più giovani, e per gli amanti del cinema, è inutile dire che l’immagine che si dipingerà nella mente al solo citare il magico nome sarà quella di Kate Winslet  e Leonardo Di Caprio che si abbracciano innamorati sulla prua della nave.

Ma c’è un terzo gruppo di persone per cui il Titanic è una cosa viva, palpitante, reale, presente: sono gli esperti della nave e dell’affondamento che potremmo definire ‘titanicologi’.

Per loro, ma anche per noi, ricorrono quest’anno i cinque anni da una scoperta clamorosa: quella che per anni si era fatta credere una sopravvissuta del Titanic, la mitomane Helen Kramer, era in realtà un’imbrogliona.

La Kramer aveva tentato, a partire dal 1940, di farsi passare per Loraine Allison, la duenne figlia di Hudson e Bess Allison, che, insieme al loro secondo figlio Trevor, si erano imbarcati sul Titanic il 10 aprile del 1912.

La Kramer aveva fatto questo perché gli Allison erano una ricchissima famiglia canadese e a lei poteva far comodo rientrare in qualche modo nell’asse ereditario.

Dopo le ricerche sul DNA della Kramer, morta nel 1992, e su alcune bisnipoti di Hudson Allison e di sua moglie Bess, la professoressa Oost, una genetista canadese, nel 2014, a 102 anni dall’immane tragedia, ha dimostrato, senza ombra di dubbio, che non poteva esservi legame di parentela tra la Kramer e gli Allison, chiudendo una diatriba che era andata avanti per oltre cinquant’anni, con un ulteriore strascico ultraventennale.

Magari la Kramer non ha risolto il dilemma del famoso ‘Bambino sconosciuto’ né ha aiutato a risolvere altre annose domande rimaste aperte da quella tragica notte tra il 14 ed il 15 aprile del 1912: ma il Titanic rimane sempre il Titanic. Non c’è niente da fare.