Noi che siamo fortunati. La storia di Jordyn Walker e l’insegnamento che se ne ricava.

in Una finestra sul Mondo

Natale 2018 è trascorso da appena dieci giorni e solo tre giorni fa, chi poteva si abbracciava sorridente con amici e parenti davanti a tavole imbandite e spumanti traboccanti da bottiglie gelate.

 

Il Natale ci rende più buoni (?), più riflessivi (?), più saggi (?) ed il Capodanno ci fa riflettere filosoficamente sul tempo che passa e su quanto ce ne rimane e come sarà.

 

Tante volte, troppo spesso, in noi prevale una qualche ombra di tristezza, di insoddisfazione, di delusione: ci sentiamo ingannati dai parenti, dagli amici (o da chi credevamo amico), dal lavoro, dalla vita e via discorrendo.

 

Ebbene, proprio per dare uno schiaffo morale, per scuotere le coscienze dormienti di tanti di noi che si lamentano per non avere l’ultimissimo Iphone, l’ultimissima Audi, il posto ed il ruolo che in società ‘ci spetta’, ‘è nostro’, ma non abbiamo ancora, voglio raccontarvi la storia di Jordyn Walker.

 

So che nella mia rubrica, in questa sezione de ‘Il Metapontino’ che ho creato e curato come una creatura in fasce dalle sue origini, e che voi seguite con tanta curiosità e gentilezza, per lo più cerco di trovare posto a notizie dal mondo atipiche, simpatiche, divertenti, originali che riescano a dare una nuova visione delle cose: ma oggi mi perdonerete se vi rattristerò un poco, solo, però, per ragioni pedagogiche.

 

La storia che vi sto per raccontare, infatti, è quella di una bambina di quindici anni, intelligente, bella, curiosa, mite come un agnello e forte come una leonessa, a cui la vita non ha risparmiato nessuna sofferenza.

 

Ammalatasi della sindrome di Henoch-Scholein a soli due anni, a quattro anni ha affrontato una osteomielite e a cinque un’osteoartrite: e già questo sarebbe bastato per definirla una creatura piuttosto sfortunata.

 

In cura da allergologi, immunologi, reumatologi per tanti anni, sembrava aver recuperato la piena salute quando, nel 2017, una purpura anafilattoide l’ha nuovamente colpita fino a degenerare in qualcosa d’inaspettato e attualmente ancora incompreso dalla medicina ufficiale.

 

A causa della sua malattia, infatti, a un certo punto, benché ricoverata già in ospedale e sotto stretto controllo medico, questa bambina si è vista gonfiare la parte alta del volto (labbra, zigomi, naso, occhi e fronte) in maniera così repentina e violenta che lo sbalzo pressorio le ha causato la totale ed irreversibile cecità e la scomparsa dei sensi dell’olfatto e del gusto.

 

Dopo tanti mesi di ospedale, nel dicembre 2018, poche settimane fa, quindi, è uscita dall’ospedale sepolta dai regali e dall’amore della propria famiglia: e, sebbene non possa più guardare il mondo, lei che era lettrice avida, cultrice di cinema, amante della natura; sebbene non possa più sentire il profumo di un caffè, di una torta, di una rosa e del mare; sebbene non possa più gustare i piatti che la sua mamma le faceva e le farà ancora, aveva ancora la forza di ridere nelle foto che parenti e giornalisti le hanno fatto all’uscita dal centro di cure universitarie in cui le hanno comunque salvato la vita.

 

Questa è la storia di Jordyn Walker.

 

E noi ci riteniamo sfortunati.