Suo marito di Luigi Pirandello. Dietro una grande donna…un piccolo uomo

in Storie d'Inchiostro

Titolo: Suo marito

Autore: Luigi Pirandello

Genere: Letteratura italiana

Casa editrice: Mondadori

Data di pubblicazione: 16 maggio 2017

Formato: cartaceo

Pagine: 256

4 stelle

Ed era poi quella la verità? No, neppur quella! La verità: uno specchio che per sé non vede, e in cui ciascuno mira se stesso, com’egli però si crede, qual’egli si immagina che sia.

Una giovanissima Grazia Deledda, novella sposa, che dalla sua Sardegna si trasferisce a Roma con il marito per farsi conoscere nell’ambiente letterario della capitale, viene fotografata dagli occhi ironici e acuti del grande Luigi Pirandello, suo grande estimatore. Suo marito non è infatti che la rappresentazione del dramma di una debuttante scrittrice tarantina ,Silvia Roncella  ( alter  ego di Grazia Deledda), che viene introdotta nei saloni letterari della grande Roma. Timida, insicura, abituata a vivere il suo genio letterario tra le quattro pareti della sua stanza, Silvia trova difficoltà ad inserirsi nell’ ambiente culturale falso e vuoto della capitale, a differenza del marito, impiegato piemontese, che vive la letteratura come un’attività commerciale da vendere, sulla quale mercanteggiare. Silvia si sentirà ridicolizzata e soffocata dalla figura opprimente del compagno di vita  che con il suo, a suo dire, saper fare, si prenderà i meriti del suo successo e cercherà di oscurarla, relegandola al  ruolo di madre. E’  questo un duello tra una donna che eccelle ed un uomo limitato che non riesce ad accettare il secondo posto: un duello che per scelta della vita non vedrà vincitori.

Grazia Deledda e suo marito Palmiro Madesani. Immagine dal Web

Nell’ipocrita e materialista società romana, la mesta  Silvia farà  la conoscenza dell’anima triste dello scrittore Gueli, legato con le catene di un amore malato a Lidia Frezzi. Le loro infelicità faranno un breve cammino insieme dall’esito infausto e Silvia si divincolerà da qualsiasi relazione amorosa, alla conquista di se stessa e del successo che merita, anche se  ad un carissimo prezzo. Con ironia e con grande sensibilità Pirandello mette in scena  il dramma vissuto da una donna di successo la Deledda, figlia del Sud e vittima della sua natura duale  di  donna autonoma e moglie/madre succube per retaggio culturale al marito. E ci insegna, indagando nei rapporti di coppia tra uomo e donna, come spesso confinati nelle torri d’avorio delle nostre ragioni e dei nostri bisogni, dimentichiamo cosa sia davvero importante e che la vita ha spesso un suo progetto, che seppur ingiusto, non possiamo cambiare.  Che sia una lettura  del tipo “segnale d’avviso” per tutte le prime ( e non ) donne ( guardatevi un po’ attorno , chi sta al vostro fianco?) e  d’invito all’autocritica per  tutti gli uomini che sentono il proprio ego abbrustolirsi alla luce delle splendenti stelle femminili ( lasciatevi piuttosto beatamente riscaldare). Buona lettura!

 

Luigi Pirandello  nasce a Girgenti (attuale Agrigento) il 28 giugno 1867 e trascorre la sua infanzia nella cittadina siciliana. Frequenta la Facoltà di Lettere inizialmente a Palermo, poi a Roma e infine a Bonn, dove si laurea nel 1891. Torna a Roma e conosce Maria Antonietta, che sposerà a Girgenti nel 1894 e da cui avrà tre figli. In questi anni inizia a scrivere le prime novelle e i primi romanzi: la prima opera veramente importante però risale al 1904, anno in cui Il Fu Mattia Pascal inizia a essere pubblicato a puntate sulla Nuova Antologia. Nel 1903 un fatto grave sconvolse la famiglia Pirandello: mentre l’autore stava ultimando la scrittura del romanzo una frana allagò la zolfara di famiglia ad Aragona, determinando ingenti perdite economiche. Per sollevare le sorti economiche della sua famiglia, Pirandello inizia a scrivere numerose novelle e romanzi.  Durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, lo scrittore lavora a molte delle sue opere teatrali, anche se il successo arriva nel 1921 con Sei personaggi in cerca di autore, una sorta di metateatro. E’ nell’Enrico IV, invece, che sviluppa la sua analisi sulle maschere. Nel 1926 viene pubblicato l’altro romanzo famoso di Pirandello: Uno, nessuno e centomila. Con l’avvento del fascismo, Pirandello aderisce inizialmente al Partito Nazionale Fascista. Nel 1934 Pirandello riceve il Nobel per la letteratura, ma allo stesso tempo non era più gradito nei circoli culturali. Lo scrittore si ammala di polmonite sul set cinematografico de Il fu Mattia Pascal e muore il 10 dicembre 1936 a Roma.