La ballata di Adam Henry di Ian McEwan. La vita dietro la scrivania di un giudice

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Titolo: La ballata di Adam Henry

Autore: Ian McEwan

Genere: Letteratura contemporanea

Casa editrice: Einaudi

Data di pubblicazione: 25 novembre 2014

Formato: ebook, cartaceo

Pagine: 208

4 stelle

Un bambino non è mai un’isola. Aveva pensato che le sue responsabilità non andassero oltre le mura dell’aula. Ma che assurdità era mai questa? Adam era venuto a cercarla, chiedendo quello che volevano tutti e che soltanto l’umana libertà di pensiero e non il soprannaturale aveva da offrire. Un senso.

Vincent van Gogh, La resurrezione di Lazzaro (da Rembrandt), 1889, Van Gogh Museum, Amsterdam

Da piccoli abbiamo sognato tutti di avere superpoteri, magari di essere un Dio, dai cui capricci dipendono le sorti del mondo. Essere un dio, o un suo sacerdote/essa ha anche i suoi contro. Può significare portare un peso atroce, avere il peso della felicità delle vite degli altri dipendente dalle proprie scelte. Ne sa qualcosa il giudice dell’Alta Corte d’Appello Fiona Maye, una cinquantanovenne, che per amore della giustizia e della legge ha sacrificato ( ” fiera con la toga indosso, Fiona seppe che apparteneva alla legge come certe donne del passato si erano votate spose di Cristo..”cit.)  la sua maternità ed anche la sua sessualità durante il matrimonio con Jack, elemento che mette in grave crisi la loro relazione. Donna in carriera, proprio come un Dio, il giudice dovrà gettare la moneta per fare testa- croce su questioni di vita o di morte, come la separazione di due gemelli siamesi, ed in piena crisi matrimoniale  s’ imbatterà in un ragazzo dal destino crudele, anche lui con la sua personale crisi,  quella adolescenziale. Adam Henry è un ragazzo prossimo alla maggiore età, intelligente, poeta, bello e purtroppo malato di leucemia. Adam ha bisogno di trasfusioni di sangue, ma, la sua religione di Testimone di Geova, ne vieta l’uso. Il giudice dovrà fare la scelta giusta per salvargli la vita e magari salvare anche se stessa ed il suo matrimonio. Riuscirà a gettare la sua corazza da vestale, ad uscire da schemi, regole, leggi, comandamenti e a vivere in modo autentico e spontaneo la propria vita, i propri sentimenti? Ian McEwan stende un velo drammatico in queste pagine e sembra volerci dire che anche Dio, o chi ne fa le sue veci manifestando il suo potere di giudicante, ha i suoi problemi, le sue contraddizioni e l’autore fa suo il noto motto del”calzolaio che va in giro con le scarpe rotte”: questa donna senza una famiglia, con una vita privata che va a rotoli, s’imbatte in altre situazioni critiche che deve giudicare e delle quali deve cambiarne il corso.Il giudice Maye non riesce a mettere in pratica l’amore e il buon senso che tanto professa nelle sue sentenze, dimostrando come questi sentimenti siano di pertinenza al mondo delle idee, ad un mondo superiore, non terreno. Con una prosa fluida, avvincente, ricca di riferimenti legali McEwan racconta una dramma, che lascia in bocca un po’ di amaro, ma non troppo. Come in un tribunale espone i fatti, ed i fatti, con il loro contorno di sentimenti, autoanalisi, parlano da soli. A voi lettori tocca giudicare. Buona lettura.

The Children Act- Il verdetto è un film del 2017 diretto da Richard Eyre e basato su questo romanzo.

Ian McEwan è nato a Aldershott nel 1948. Suo padre era militare di carriera, la famiglia si sposta seguendo gli spostamenti del padre. Vive a Singapore e poi a Tripoli. Dopo il collegio, nel Suffolk, passa un anno a Londra facendo lo spazzino. Studia letteratura inglese e francese alla Sussex University. Dal 1982 vive a Oxford, con 4 figli e la moglie. Ama condurre una vita tranquilla e metodica.Esordisce nel 1974 con un libro di racconti Primo amore, ultimi riti. Scrive poi: Fra le lenzuola ed altri racconti (1978), Il giardino di cemento (1978) suo primo romanzo che impose McEwan all’attenzione della cultura europea, Cortesie per gli ospiti (1981), Bambini nel tempo (1987), Cani neri (1993), L’inventore di sogni (1994), L’innocente (The innocent, 1989; esce in Italia con il titolo “Lettera a Berlin”) da cui è stato tratto un film diretto da John Schlesinger. Quest’ultimo romanzo appartiene al genere spionistico, un giallo d’azione con relativa storia d’amore.Sono seguiti: L’amore fatale (1997), Amsterdam (1998), Espiazione (2001).