La buona terra di Pearl S. Buck. Un viaggio tra le campagne cinesi alla scoperta del senso delle cose

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Titolo: La buona terra

Autore: Pearl S. Buck

Genere: Narrativa straniera

Casa editrice: Mondadori

Data di pubblicazione: 7 aprile 2017

Formato: Cartaceo, ebook

Pagine: 332

4 stelle

Wang Lung apparteneva alla terra; era figlio della terra; e non avrebbe mai vissuto con pienezza la vita, se non il giorno che avesse potuto sentirsi la terra sotto i piedi”

 

Che abbiate o meno il pollice verde, o che siate allergici al polline e abbiate paura degli spazi aperti come un bosco o una distesa pianura, non ha alcuna importanza. La buona terra di Pearl S. Buck fa al caso vostro, perché  il fulcro di quest’ opera  per la quale la scrittrice ha vinto il premio Pulitzer nel 1931, non ruota solo attorno alle vicissitudini di un’umile famiglia cinese di contadini: è un libro che affronta con crudo realismo gli aspetti della vita di ognuno di noi, quella lotta che assorbe ogni nostra molecola contro il fato, contro i prevaricatori, contro una famiglia approfittatrice. La scrittrice  Pearl S. Buck ci mette in contatto con la parte più umile, più sacrificata, più combattiva che vive in noi. Perché tutti proveniamo dalla terra, ci nutriamo dei suoi prodotti ottenuti con fatica, sentiamo scorrere nelle vene sangue di avi agricoltori. Tutti conosciamo quanto possa esser buona o meno quella parte del pianeta sulla quale ci troviamo ad esistere. Buona lettura!

Lavori agricoli in una risaia, miniatura cinese di epoca Ming

Questa storia non è  cibo per cittadini amanti del cemento e delle comodità. È una storia di fatica e sudore , spesso non ripagata, di semplicità e gioia nelle piccole cose, che solo chi è stato punto dalla zanzara dell’amore febbrile per la terra da coltivare può capire. Il protagonista è il contadino Wang Lung, che in età da matrimonio, si lega alla schiava, non bellissima ma operosa, O-Lan. L’arrivo nella casa della donna, prima abitata dai soli due uomini Wang Lung e suo padre, sembra essere una manna dal cielo: la donna non disdegna il lavoro in campagna e la cura della casa. Grazie alla sua parsimonia i due riescono a rilevare la terra dei Hwang, presso i quali O-Lan prestava servizio prima del matrimonio. S’inizia  l’ascesa e il riscatto sociale, ma la terra e il cielo non sono sempre buoni e, in seguito a una carestia, la famiglia, che ora è aumentata di numero, è costretta a emigrare in una città del Sud. Wang Lung lì subirà il trauma di sentirsi straniero, figlio della terra trapiantato in città. Il richiamo dei campi è sempre troppo forte e grazie ad un colpo di fortuna Wang Lung e i suoi riusciranno a tornare a casa  e a ricominciare da capo. Il lettore si sentirà come sulle montagne russe, salendo e precipitando seguendo le vicissitudini di questa famiglia cinese che da povera diventa ricca e rispettata. E in seguito alla tranquillità economica, all’abbandono della continua lotta in campagna per la vita, nel cuore di Wang Lung e dei suoi figli trovano terreno fertile i germi dell’ambizione e della voluttà. Altri drammi infestano la famiglia di Wang Lung come la malattia di O-Lan, l’unica che resta fedele a se stessa. Dal tocco caravaggesco, la storia di questa famiglia è una tela della realtà  quotidiana che appartiene a tutti noi, priva di  giudizi o ipocrisie; mai forse abbiamo sentito il cuore nudo di un uomo con le sue imperfezioni così vicino al nostro . Tocchiamo la vita con mano, in tutte le sue fasi e sfaccettature, proprio come il vecchio Wang Lung teneva stretta tra le mani un pugno della sua buona terra.

Pearl S. Buck (pseudonimo per Pearl Walsh) è nata a Hillsboro (Virginia occidentale) nel 1892, da una coppia di missionari americani trasferiti in Cina poco dopo la sua nascita. L’educazione della Buck, affidata nei primi anni a una governante cinese, fu completata in Inghilterra e in America. Terminati gli studi, Pearl Buck tornò in Cina dove rimase fino al 1932, dedicandosi all’insegnamento. Nel 1934 si stabilì definitivamente in America; nel 1938 conseguì il premio Nobel per la letteratura con questa motivazione: “Per le sue ricche ed epiche descrizioni della vita contadina in Cina e per i suoi lavori autobiografici”. Tra i suoi numerosissimi romanzi ricordiamo: Vento dell’Est: vento dell’Ovest, 1930; Figli, 1932, che insieme con La buona terra e La famiglia dispersa, 1935, forma una trilogia; Stirpe di drago, 1942; La saggezza di Madama Wu, 1946; Lettera da Pechino, 1957. Ha scritto inoltre alcuni racconti per ragazzi e un’autobiografia: Le mie patrie, 1954. I suoi ultimi romanzi sono stati La casa dei fiori, Un ponte per I’altra riva e Le ragazze di Madame Liang. Morì il 6 marzo del 1973.