L’ amante di Marguerite Duras. Una storia d’amore che ha il sapore di una medicina amara

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Titolo: L'amante

Autore: Marguerite Duras

Genere: Letteratura francese

Casa editrice: Feltrinelli

Data di pubblicazione: 2015

Formato: cartaceo

Pagine: 123

4 stelle

Presto fu tardi nella mia vita. A diciott’anni era già troppo tardi. Tra i diciotto e i venticinque anni il mio viso ha deviato in maniera imprevista. Sono invecchiata a diciott’anni.

La scrittrice francese Marguerite Duras  ci racconta il suo primo amore di quindicenne con  un trentenne ricco cinese, un amore contrastato nell’Indocina francese di inizio secolo. Pagine- confessione  un po’ amare da leggere tutte d’un fiato, come una medicina dal potere curativo perché liberatorio ma dal sapore sgradevole, da inghiottire velocemente.

L’abbraccio di Egon Schiele – 1917, olio su tela, 150×170 cm, Vienna, Österreichische Galerie.

 

In questo breve romanzo autobiografico Marguerite Duras ci afferra per mano e ci conduce per le buie scale che portano all’obitorio, lì dove ci mostrerà la sua anima e le sue ferite mortali. L’amante, infatti, non è solo un libro che parla di un amore travagliato tra una giovanissima e povera colona francese nel Vietnam di inizio Novecento e un ricco trentenne cinese; è anche la storia di una ragazzina (la stessa autrice) che vive in miseria senza padre, lasciata alle cure di una madre assente, alle prepotenze del fratello maggiore, dilaniata dalla sofferenza per la morte del fratello minore. Eventi che lasciano il segno, come le rughe che l’autrice descrive sul suo volto all’inizio del libro: la Marguerite Duras bambina è raccontata dalla Marguerite Duras adulta che guarda attraverso un velo nostalgico e triste il suo passato primo amore.  Con una descrizione secca, precisa, senza pudori, la Duras ci mette al corrente dei traumi, che ognuno di noi nasconde nel cuore, che l’hanno portata a essere la donna, forse prima del tempo. Una confessione autobiografica senza veli scritta sembra, in primo luogo, per se stessa, di getto, con repentini flashback e, a tratti, un arzigogolato flusso di coscienza. La Duras, ora che la tempesta è passata, ed è una donna adulta, guarda i suoi demoni in faccia. Al lettore non resta che coprire con un telo l’anima ferita della scrittrice per non bagnarla con le lacrime di commozione che verserà alla fine del racconto di questa forte passione, che, come un fiume in piena bello e spaventoso allo stesso tempo, lo travolgerà.

L’amante, uscito nel 1992, è il film diretto da Jean-Jacques Annaud tratto da questo romanzo.

 Marguerite Duras(1914-1996), è considerata una delle più grandi scrittrici francesi del Novecento. Ha vissuto nell’Indocina francese (l’attuale Vietnam) fino a diciotto anni. Rientrata in Francia nel 1932, ha preso parte alla Resistenza e ha militato nel dopoguerra nelle file del PCF a cui è stata espulsa nel 1950. La sua opera, riconosciuta nel mondo intero, conta titoli che hanno fatto epoca: Hiroshima mon amour, Moderato cantabile, Il rapimento di Lol V. Stein, In-­dia Song e L’amante, che hanno imposto il suo stile inimitabile e la sua conoscenza profonda della passione amorosa.