La Venere in pelliccia( rigorosamente ecologica)

in Cultura/La Grande Bellezza

All’incirca nella metà del 1500 ,  un noto pittore italiano, Tiziano Vecellio , artista innovatore e poliedrico, dipingeva la Venere allo specchio.

Nel quadro, la dea dell’amore e della bellezza, viene raffigurata in un ambiente lussuoso evidenziato da un tendaggio rosso, semivestita,con una opulenta pelliccia del color della passione a cingerla. L’immagine, è quella di una nobildonna veneziana del ‘500, il cui status sociale è certamente rappresentato da una pelliccia.
Cinquecento anni più tardi, lo status simbol rimane pressoché lo stesso. La pelliccia, entrata nell’armadio delle donne intorno alla metà del 1800, diventa un cult attraverso le dive hollywoodiane come Jean Harlow , sex simbol per eccellenza del cinema americano degli anni trenta o star come Marilyn Monroe ,le cui numerose foto la ritraggono avvolta in stole di pelliccia o in preziosi fur coat.
Agli inizi degli anni ottanta, la pelliccia era un capo ambito, un must have per la medio borghesia che finalmente assaporava il benessere. Le donne la ostentavano con tanta fierezza quanta superficialità. Non ci si soffermava a riflettere sui cadaveri che si stavano indossando.
Un vezzo probabilmente ancestrale che vede i suoi albori nelle abitudine delle donne di Neanderthal,antesignane della pelliccia, che facevano del look di certo una questione di conservazione piuttosto che di tendenza. Fortunatamente oggi , qualcosa è cambiato.
Già da qualche stagione è in voga il trend delle pellicce ecologiche : calde , morbide , maxi , sono perfette per ogni stile. Sono pellicce più disinvolte di quelle di ieri e indubbiamente meno costose.
Per il pubblico più giovane, sono state create piccole pellicce nei colori pastello, ispirandosi ai cartoni di My little pony.  Negli ultimi anni , un numero crescente di ragazze hanno iniziato ad indossarle nelle versioni più corte , rigorosamente finte e più contemporanee, diventando cosi un capo per le più giovani a differenza dei decenni passati.
Le eco-pellicce sono la soluzione ideale per un capospalla peloso , caldo e cruelty-free. Si sono diffuse sempre più e non hanno nulla da invidiare alle pellicce animali. Ne esistono di ogni tipo, diverse per colore, modello e per tutte le tasche, dai modelli dei grandi marchi di moda ( Fendi, Pinko,Chanel) a quelli più accessibili (Zara, H&M,Stradivarius). Come un virus virale incalzano ovunque finendo per diventar dettaglio persino di svariati accessori come colli , imbottiture, cinture, cappelli , rifiniture di giacche e borse, cappotti e scarpe.
La pelliccia ‘’ libera da crudeltà’’ è uno dei pezzi chiave della stagione invernale, specialmente se corta e abbinata a pantaloni di pelle o skinny jeans. Attenzione però : è uno dei capi più pericolosi di un guardaroba. Se non si ha un fisico longilineo ed un’altezza alla Serena Van Der Woodsen, il rischio di sembrare uno yeti è estremamente alto.
Non ci resta che prendere esempio dalla Venere di Tiziano abbandonandoci al giudizio del sempre crudele specchio e al buongusto.

Nata sotto il segno dei Gemelli, classe 1988. Giornalista appassionata di scrittura, arte, viaggi, fotografia e tanto altro, ha un interesse smisurato per la storia antica e la mitologia. Adora la musica classica e ha studiato pianoforte fin dall’infanzia ma solo in una fase più matura si è dedicata allo studio della chitarra da autodidatta.. I film e la letteratura francese sono i suoi migliori alleati contro la noia ma anche l’ossessione per le series di genere storico e post-apocalittici. Ha un gran senso dell’humor, poco velato e abbondantemente cinico che, spesso e volentieri, mette in gioco per torturare i suoi interlocutori. Presidente di Metis Factory, associazione operante nel settore della cultura, dell’informazione, del giornalismo e dell’editoria. Editore e co-fondatrice di Metis Magazine, mensile di attualità, cultura e approfondimento; capo redattore de ”La Grande Bellezza” presso ilMetapontino.it, rubrica storico-culturale sulla bellezza di ieri e di oggi. Ha collaborato con Radio Raptus come speaker radiofonico per ”Le Breaking News di Metis Magazine”.