Da Plinio il Vecchio a Shu Uemura: la miglior arma di seduzione? Le ciglia ( Parte 1)

in La Grande Bellezza

Quanti di noi credono ancora oggi all’amore a prima vista, a quel primo, puro e magico istante di ammiccamento fatale? Amore a prima vista è il titolo di un film del 1999 del noto regista napoletano Vincenzo Salemme, che narra la storia di un simpatico boss della ‘’Bella Napoli’’ di professione playboy che un bel giorno, mentre corre in un parco con le sue fidatissime guardie del corpo, si innamora a primissima vista di un uomo, per giunta  un maggiore dei carabinieri, Fortunato Cipolletta.

Una storia esilarante che marca fin dal primo istante il potere di uno sguardo. E noi questo lo sappiamo molto bene. Sarà questa la ragione di cotanta fatica a volere esaltare fino all’esasperazione i nostri sguardi ?

Le donne, poi, ne sono avvantaggiate avendo a loro disposizione molteplici strumenti. Tra questi magici strumenti di seduzione, probabilmente , le più notevoli sono le ciglia. Lunghe, colorate, nerissime, a ventaglio ma soprattutto finte, da sempre le ciglia sono un elemento di bellezza e seduzione.

Nel corso dei secoli, l’attenzione per questa determinata parte del viso è stata mantenuta ed reinterpretata in modo sempre diverso.  In Egitto, gli uomini mettevano in risalto le ciglia con Kohl e unguenti che servivano a scurirle e fungevano anche da scudo protettivo dai forti raggi solari. Le donne egizie,invece, utilizzavano la malachite sulle ciglia perché credevano che avesse anche una funzione afrodisiaca. Nell’antica Roma le ciglia andavano di moda lunghe e incurvate. Le ricche matrone utilizzavano il kohl e il sughero bruciato per scurirle. Si racconta che il filosofo Plinio il Vecchio avesse sostenuto in alcuni suoi scritti che un’eccessiva attività sessuale , portasse alla caduta delle ciglia, cosi che, da quel momento , le donne avessero iniziato ossessivamente a prendersene cura cosi da dimostrare la loro castità. Che dire, un’ossessione antica giunta fino ai nostri giorni, fino alla nascita dell’extesion per occhi.

Nel 1916 , un regista americano, D.W. Griffith, decise di utilizzare sull’attrice protagonista del suo film ‘’Intolerance’’ le prime extension fatte con ciglia umane. Create grazie all’aiuto di un produttore di parrucche, ebbero un grande successo. Purtroppo Griffith non pensò a brevettare la sua idea e molti altri se ne arrogarono la paternità. Infatti, nel 1927, Maksymilian Fedorowicz, un polacco molto conosciuto in Italia con il nome di Max Factor, realizzò delle extension per Phyllis Haver, protagonista del musical ‘’Chicago’’.

Agli inizi del ‘900 i film erano muti e si necessitava esaltare maggiormente  l’aspetto esteriore degli attori. Inizialmente venivano realizzate soltanto con un filo e una sorta di frangia, ma non avendo molta resistenza nel tempo, apparivano adatte solo al mondo dello spettacolo.  Solo all’inizio degli anni ’50 furono immesse sul mercato le prime extension in striscia e immediatamente divennero un elemento immancabile per il trucco quotidiano di ogni donna.

Oggi il trattamento ha maggiore diffusione in Asia , dove le donne hanno ciglia molto corte di natura. Shu Uemura, un importantissimo make-up artist giapponese e fondatore della Shu Uemura International Cosmetics, nel 2003 creò le extension con la tecnica 1 ad 1 usando il pelo naturale del visone. La prima donna che ebbe l’onore di indossarle fu Madonna.

All’inizio il trattamento dell’extension alle ciglia era molto costoso , ma con il tempo il metodo e i materiali hanno subito cambiamenti e miglioramenti cosi da diventare in breve un trattamento alla portata di tutte. Venne sostituito il pelo di visone con ciglia artificiali create in poliestere abbassando così il costo di produzione.

 

 

Nata sotto il segno dei Gemelli, classe 1988. Giornalista appassionata di scrittura, arte, viaggi, fotografia e tanto altro, ha un interesse smisurato per la storia antica e la mitologia. Adora la musica classica e ha studiato pianoforte fin dall’infanzia ma solo in una fase più matura si è dedicata allo studio della chitarra da autodidatta.. I film e la letteratura francese sono i suoi migliori alleati contro la noia ma anche l’ossessione per le series di genere storico e post-apocalittici. Ha un gran senso dell’humor, poco velato e abbondantemente cinico che, spesso e volentieri, mette in gioco per torturare i suoi interlocutori. Presidente di Metis Factory, associazione operante nel settore della cultura, dell’informazione, del giornalismo e dell’editoria. Editore e co-fondatrice di Metis Magazine, mensile di attualità, cultura e approfondimento; capo redattore de ”La Grande Bellezza” presso ilMetapontino.it, rubrica storico-culturale sulla bellezza di ieri e di oggi. Ha collaborato con Radio Raptus come speaker radiofonico per ”Le Breaking News di Metis Magazine”.

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