Il “Divin Codino” Roberto Baggio: la storia dell’uomo dietro al campione

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Il “Divin Codino” Roberto Baggio: la storia dell’uomo dietro al campione, il racconto della vita di un giovane semplice ed innamorato del calcio come pochi

 

Roberto Baggio è sempre stata una delle figure più rinomate ed amate del calcio italiano. Il suo talento straordinario, unito alla sua romantica leggenda, lo hanno posto indiscutibilmente fra i monumenti calcistici più grandi del nostro mondo. Ciò che Letizia Lamartire vuole raccontare, nel film a lui dedicato, non è però l’aspetto sportivo, ma quello umano, in un vero e proprio viaggio all’interno delle sensibilità e i drammi del campione veneto, ponendo il focus su importanti valori della vita quali determinazione, volontà e la forza di rialzarsi dopo ogni ostacolo. Una storia di talento, intrecciata dal dolore e dal tormento, dalla paura di fallire e non poter realizzare i propri sogni. Il racconto della vita di un giovane semplice ed innamorato del calcio come pochi, e protagonista di una carriera tanto gloriosa quanto maledetta, in cui la testardaggine rappresenta la più grande boa di salvezza. Si parla dell’uomo e non del calciatore, del ragazzo che piange dopo gli infortuni e del suo disperato bisogno di credere in sé stesso, e non del regale campione che ha illuminato gli stadi di tutto il mondo con il suo magnifico talento. La storia è quella di Roberto, e non di Baggio, di quell’individuo che ha inseguito un sogno per tutta la sua carriera, e che all’ultimo non è riuscito a raccoglierlo, quasi come se una mano divina avesse voluto placare la sua eccessiva grandezza. Il vuoto nella luce, la sfortuna all’interno di un dono straordinario, lo Yin e lo Yang che continuano a fondersi fra loro, e che rendono questa storia una delle più profonde che si possano mai raccontare. Era solo un bambino quando sognava la Coppa del Mondo, e quel trofeo non lo ha mai conquistato, nonostante i meriti per portarselo a casa li avesse tutti. Roberto Baggio è il lottare contro le avversità, è il soffrire ma rialzarsi sempre, il combattere anche con l’arma spezzata. Sebbene il suo fisico lo abbia sempre ostacolato, la sua carriera vanta trofei straordinari, dai vari campionati alla Coppa Uefa, fino al Pallone d’Oro ottenuto nel 1993, un riconoscimento che ha sancito la sua ascesa nell’olimpo del calcio, un approdo indelebile nella “Hall of Fame” dei più grandi. Baggio non ha realizzato il suo obiettivo più grande, ma ha ottenuto qualcosa di ben più importante e glorioso, l’amore della gente. Come un esiliato principe dall’armatura scintillante ha vagato per tutta Italia, portando magia, successo e gioia, e coltivando nel popolo italiano l’amore per il bel calcio e per i valori più genuini di questo sport. Roberto Baggio è il simbolo della rinascita continua, del non arrendersi e del credere sempre nei propri sogni, nonostante le negatività che la vita presenta, e noi, amanti di questo sport, nutriremo per sempre questo infinito ed immutabile amore per lui, un uomo che ci ha regalato speranze, sogni e momenti di poesia calcistica. Lui che ha reso grandi le piccole, che ha spodestato regni e che ha innalzato al paradiso il calcio italiano, imprimendo fra le stelle il suo “Divin Codino”.

Francesco Lionetti

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