Tolkien e Amazon: Il ritorno della Terra di Mezzo

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Era il lontano 2001 quando Peter Jackson, simpatico regista neozelandese, si apprestava a presentare al mondo la sua trasposizione cinematografica de “Il Signore degli Anelli”, celebre libro fantasy scritto da J.R.R Tolkien. Le gesta di Frodo Baggins, Aragorn e della compagnia dell’anello divennero leggenda, e resero la trilogia jacksoniana il più premiato progetto cinematografico della storia.
L’influenza di quello straordinario successo portò l’industria hollywoodiana ad investire maggiormente sul genere fantasy, incoraggiando produzioni di quel tipo e riesumando mitologie e storie fino ad allora poco conosciute.
Dopo dieci anni quello stesso regista ci riportò nuovamente nella Terra di Mezzo, questa volta ad esplorare la nota fiaba “Lo Hobbit”, con protagonista Bilbo Baggins. Dalla Contea alla Montagna Solitaria quella seconda trilogia diede ai fan una seconda chance di tornare in quei luoghi e di rivivere quelle emozioni insieme a Thorin Scudodiquercia ed i nani di Erebor, sfondando record su record d’incassi nonostante la profonda spaccatura d’opinioni.

 

Alla fine del 2017 arriva però un annuncio inaspettato, come un fulmine a ciel sereno colmo di dubbio e meraviglia… Amazon aveva acquistato i diritti delle opere del “professore”, e si apprestava a riportare nel mondo la Terra di Mezzo, questa volta come serie televisiva.
Il colosso americano sconquassò l’intero mondo tolkieniano, provocando aspettative, perplessità e tanti dubbi, vista la segretezza che aleggiava ed ancora aleggia intorno a questa produzione. La campagna promozionale iniziò con delle mappe raffiguranti la geografia di Arda durante la seconda era, pubblicate sui social del progetto. Seguì un assordante silenzio, che culminò con la presentazione del team di sviluppo, composto dagli sceneggiatori Patrick McKey e John D. Payne, appassionati della Terra di Mezzo e conosciuti per aver scritto Star Trek: Beyond. Ad affiancarli compaiono dei volti illustri del mondo televisivo/cinematografico come Gennifer Hutchison (Breaking Bad, Better Call Saul), Helen Shang (13 Reasons Why, Hannibal), Jason Cahill (The Sopranos), Justin Doble (Stranger Things), Bryan Cogman (Game of Thrones) e Stephany Folsom (Toy Story 4), oltre alla presenza di produttori dei massimi livelli come Rick Heinrichs, Ron Ames, Bruce Richmond e Gene Kelly.
Da sottolineare anche la presenza di John Howe, noto illustratore delle precedenti trilogie cinematografiche e di Tom Shippey, studioso di Tolkien fra i più noti

Gli Amazon Studios porteranno in scena la Seconda Era, come confermato dalla sinossi ufficiale rilasciata lo scorso gennaio, un periodo mai esplorato dal punto di vista filmico e colmo di importanti eventi e personaggi, una scelta saggia ed oculata, visto che non va ad intaccare i lavori jacksoniani.
Lo studio americano ha quindi la possibilità di sfruttare un vastissimo periodo storico (Si parla di 3441 anni solari), e di poter portare sul piccolo schermo eventi leggendari quali l’ascesa e la caduta di Numenor, patria degli uomini benedetti della stirpe di Aragorn, e l’iconica forgiatura degli anelli del potere, avvenuta per mano del celebre fabbro elfico Celebrimbor e di Annatar (Sauron sotto mentite spoglie), nella splendida e rigogliosa Eregion.
Non resta che attendere la concretizzazione di questo potente e ricco progetto, sulla quale sono stati investiti già oltre un miliardo di dollari, un record assoluto nel mondo televisivo. La serie debutterà fra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, ed attualmente sono in corso le riprese della prima stagione in Nuova Zelanda. La Terra di Mezzo è pronta a tornare in grande stile, con la volontà di riprendersi la scena e di dominare anche il mondo televisivo.

Francesco Lionetti