Cannole, “San Martino sulle tracce dei Templari. “Educational tour per giornalisti per la conoscenza e la promozione del territorio di Cannole e del Salento.

in Cultura

Finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma Operativo FESR-FE 2014-2020 denominato “Attrattori culturali, naturali e turismo”, si è svolto a Cannole, in provincia di Lecce, un’educational tour per giornalisti ed operatori della comunicazione. Tra i partecipanti, provenienti da diverse parti d’Italia, ma anche dall’estero, dalla Grecia, dalla Svizzera, anche rappresentanti della Basilicata. L’iniziativa è stata finalizzata a promuovere la conoscenza del territorio del Salento otrantino e dei suoi attrattori materiali. Nel corso di quattro giornate giornalisti, web editor, pubblicitari ed esperti della comunicazione inseguendo le tracce del Templari, che a Cannole hanno lasciato tracce evidenti del loro passaggio, hanno avuto modo di visitare e apprezzare le “Vigne grandi”, i famosi oliveti facenti parte del Tenimento dei Templari, ma anche di essere ospitati nella scuola Primaria di Cannole, dove la “tradizione di San Martino” è stata animata dagli alunni, opportunamente guidati dai loro docenti, trasformando la festa in un momento di condivisione culturale, folkloristica, ma anche storica. Quindi, gli ospiti del Comune salentino hanno potuto visitare il Centro Diurno della Cooperativa Don Bosco di Martano, la tenuta Tursani, situata nella Serra di Montevergine, la chiesa di Santu Lasi, le famose quattro torri di avvistamento, la cripta dei pellegrini, appartenuta nel XIII sec. Alla Precettoria Templare di Lecce, l’antico tratturo del Re che qui si incontra con la via Franciscena, ma anche la città di Otranto, con il suo splendido castello e la Cattedrale dei Santi Martiri, e il Faro di Punta Pelascia, dove lo Jonio e l’Adriatico si abbracciano. Il tutto sotto lo scudo dei Templari e la protezione di San Martino, il cui culto nel Salento è particolarmente sentito soprattutto con la maturazione del vino novello: “San Martino, ogni mosto diventa vino”.

Giuseppe Rotunno