Il male oscuro di Giuseppe Berto. Istruzioni per “cardare” la mente

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Titolo: Il male oscuro

Autore: Giuseppe Berto

Genere: Letteratura italiana

Casa editrice: Neri Pozza

Data di pubblicazione: 17 novembre 2016

Formato: cartaceo

Pagine: 508

5 stelle

…( padre)invece meglio avresti fatto lasciandomi semplice e ignorante come tu eri, e meglio ancora lasciandomi nella mente di Dio, senza che la tua distrazione mi venisse a collocare nella condizione terrestre.

Edvard Munch-Melancolia-1894-1896

Conoscete il significato del verbo “cardare”? Il dizionario ci viene in aiuto: “districare fibre tessili, rendendole parallele ed eliminandone al tempo stesso le impurità”. Questo verbo, che ci porta alla mente ricordi di un passato non troppo remoto quando le nostre nonne lavavano i materassi e la lana in essi contenuta, ha uno stretto nesso con il libro Il male oscuro. Ora vi spiego il perché.  Per approcciarvi alla sua lettura dovrete immaginare al posto di una delle nostre nonnine un pò curve un trentottenne forte e robusto, reduce dalla guerra in Africa del Nord e in Abissinia, intento a questa operazione domestica per tutte le pagine di questo libro, non con la lana, ma con la sua mente. Sulla stregua di  Svevo e di Gadda,  lo scrittore e sceneggiatore veneto  Giuseppe Berto, infatti, districa i fili della sua mente tra Es, io e Super Io, grazie all’aiuto dello psichiatra freudiano il vecchietto, e li stende al sole, li rende pubblici così che gli “acari” in essi contenuti, i traumi che hanno contaminato la sua anima possano scomparire. Affetto da un disagio psichico definito scientificamente nevrosi d’angoscia, ma conosciuto in modo profano dall’autore come ” male oscuro”, termine coniato da Gadda nel suo “La cognizione del dolore”, Berto appare come un giunco piegato da una sofferenza senza causa apparente, senza nome, esplosa dopo la morte paterna. Un male oscuro che parte come calore dalle cinque vertebre lombari e si propaga al cervelletto, e  fa percepire il pavimento mobile, il  dolore al colon, gli impedisce di lavorare e lo colma di  paure. Percorrendo il corso di un fiume di parole non interrotte dalla punteggiatura, attraverso l’ uso del linguaggio parlato e in esclamazioni colorite, in flussi di coscienza nei quali non è l’inconscio ad urlare, ma la mente più fredda possibile, intenta ad analizzare  le origini del suo blocco emotivo e creativo, Berto fa luce sulla sua primissima infanzia, sul rapporto conflittuale con il padre autoritario, con la madre e le sorelle, sulla sua sessualità. Al suo fianco sempre la moglie, la ragazzetta, che nonostante i litigi, lo sostiene fino al termine della cura, fornendoci un bellissimo esempio di chi ama e soffre in silenzio per il disagio psichico del proprio caro. Per Berto scrivere è un modo per fare igiene nella mente, per descrivere il percorso psicanalitico intrapreso e non sempre condiviso, parlare con se stesso, senza omettere niente. Capolavoro non solo per gli addetti del mestiere psicoterapeutico, Il male oscuro è un’ opera dalla grande valenza umana.

A fine lettura vi sembrerà di dire addio ad un amico ironico e un pò logorroico che vi ha parlato del suo difficile mestiere di vivere; il suo commiato vi getterà tra le braccia del triste senso di impotenza di non poter/saper lenire la sua solitudine, da lui stesso ricercata  in un paesino in cima allo sperone calabrese, Capo Vaticano, ove Berto trovò riparo da tutti e da tutto per scrivere indisturbato al e del  suo male oscuro. Buona lettura e buone pulizie di primavera letterarie e mentali!

PS: Se siete allergici alla polvere o agli acari e al disagio psichico si prega di desistere dalla lettura.

Giuseppe Berto (1914-1978) nacque a Mogliano Veneto e visse tra Roma e Capo Vaticano.Ha partecipato alla seconda guerra mondiale sul fronte africano , il cui diario-testimonianza è Guerra in camicia nera (1955) ed è poi stato prigioniero di guerra in un campo statunitense maturando un distacco dal fascismo. Laureato in Lettere, lasciò l’insegnamento per dedicarsi alla scrittura. Le sue opere sono state tradotte in numerosi Paesi, dalla Cina alla Russia, dal Brasile alla Svezia. Tra queste ricordiamo il romanzo d’esordio Il cielo è rosso (1947), il grande successo Il male oscuro (1964) e la raccolta Tutti i racconti.