Sillabario N. 2 di Goffredo Parise. A scuola di emozioni

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Titolo: Sillabario N.2

Autore: Goffredo Parise

Genere: Letteratura italiana

Casa editrice: Mondadori

Data di pubblicazione: 1982

Formato: cartaceo

Pagine: 289

4 stelle

La vita di un uomo si riduce sempre agli anni felici, essendo quelli infelici simili in qualche modo alla morte.

Maestro con allievo – Giovanni Costantini (1872-194)

Come coriandoli colorati a Carnevale, questi racconti di Goffredo Parise vi cadranno addosso con leggerezza, vivacità, quasi senza accorgervene. Vi sentirete accarezzare il volto da queste emozioni, messe in ordine alfabetico dalla lettera” f “alla “s”( Sillabario N.1 raccoglie i racconti dalla “a” alla “f”), e che l’autore cerca di catturare con la sua rete d’inchiostro, come se fossero farfalle di straordinaria bellezza, da catalogare, conservare, condividere con i lettori. Esperimento letterario ben riuscito, Premio strega 1982 e Premio Selezione Campiello, Sillabario n.2 cerca di colmare le nostre lacune sentimentali, di porre fine al nostro analfabetismo emotivo: attraverso storie di personaggi semplici, comuni, per lo più borghesi o con l’esperienza del fascismo sulle spalle, sullo sfondo soprattutto di città come Roma e Venezia, Parise ci regala schegge di vita vissuta, piccoli frantumi di esperienza umana semplice, autentica, quadri d’autore , non falsi. Sillabario N.2  apre un piccolo spiraglio di luce nella stanza buia dell’esistenza umana, e  cerca di spiegarci attraverso il vivere dei suoi personaggi emozioni universalmente provate, come la paura, la solitudine, il fascino, la genitorialità, la guerra. Con tutta la pragmaticita’ di un uomo del dopoguerra italiano, l’autore converte la poesia in prosa per renderla masticabile ai più, per farla scendere dal suo piedistallo di alloro e mescolarla alla vita di tutti i giorni, magari in una campagna fitta di nebbia all’alba del Nord Italia ( ricordo della sua infanzia vicentina). E nel suo esser maestro dell’intangibile sentimento, con umiltà riconosce l’impossibilità di comandare, governare, creare ex novo le emozioni, regalandoci un altro grande insegnamento di vita.

“La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace ma è così. Un po’ come la vita, soprattutto come l’amore”, dirà nelle sue avvertenze al lettore. Buona lettura, e buona lezione di emozioni!

Goffredo Parise è stato uno scrittore e giornalista italiano. Comincia a scrivere collaborando con giornali come L’Alto Adige, L’Arena, il Corriere della Sera. Nel 1950 appare il suo primo romanzo, Il ragazzo morto e le comete, pubblicato dall’amico Neri Pozza ma stroncato dalla critica. Nel 1953 è la volta de La grande vacanza accompagnato questa volta da una lusinghiera recensione di Eugenio Montale sul Corriere della Sera.È Leo Longanesi ad incoraggiarlo a continuare a scrivere: arriveranno Il prete bello (1954); Il Fidanzamento (1956); Amore e Fervore (1959). La bravura del Parise giornalista emerge da alcuni reportage di viaggio, come Cara Cina (1966), Due o tre cose sul Vietnam (1967) e il libro dedicato al Giappone L’eleganza è frigida (1982). Tra gli altri scritti, tra romanzi, saggi, racconti e poesie, ricordiamo, postumi, L’odore del sangue e I Movimenti remoti, opera sperimentale del ‘48 in versi e prosa andata misteriosamente persa per 50 anni e pubblicata per i tipi di Fandango nel 2007.
L’intera opera di Parise è raccolta nei Meridiani, prestigiosa collana Mondadori.