Il carteggio Aspern di Henry James. Quando l’amore era una cosa seria

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Titolo: Il carteggio Aspern

Autore: Henry James

Genere: Letteratura americana

Casa editrice: Mondadori

Data di pubblicazione: 2016

Formato: cartaceo

Pagine: 141

4 stelle

-La verità è di Dio, non dell’uomo; faremmo meglio a lasciarla stare. Come si può giudicare? Chi può dire?
– Brancoliamo terribilmente nel buio, lo so, – ammisi, – ma se si rinuncia a tentare, che avverrà di tutte le cose belle? Che ne sarà delle opere di cui parlavo prima, quelle dei grandi filosofi, dei sommi poeti? Restano tutte parole vane se non si ha un certo metro con cui misurarle.
– Parla come un sarto, – commentò sprezzante Miss Bordereau […]>>

Jan Vermeer, Donna in azzurro che legge una lettera

Il carteggio Aspern, un racconto breve del 1888, ispirato ad un aneddoto riferito al poeta inglese Shelley e ad un suo adepto, sopravvive alle intemperie dei secoli  per raggiungerci e rimproverarci della mancanza di privacy, oggi dilagante, e della spettacolarizzazione delle relazioni d’amore ( vedi programmi tipo “Uomini e donne…).Ma entriamo ora più nel dettaglio.

Mettete il caso che potreste incontrare in carne ed ossa la Beatrice di Dante, o la Silvia di Leopardi, o ancora la Laura di Petrarca: non vi fiondereste sulle sue tracce, non sareste disposti a tutto pur di conoscerla? E se potreste magari leggere le lettere d’ amore che il vostro sommo poeta si è scambiato con la sua musa ispiratrice, non sareste forse capaci di travestimenti, di investire tutti i vostri capitali, di diventare anche ladri per impadronirvene? Ecco cosa succede al protagonista di questo racconto, firmato nella prosa misteriosa, intrigante di Henry James, ed  ambientato in un gioco di luci ed ombre nella decadente Venezia: critico di un poeta precocemente scomparso di oltreoceano, tale Jeffrey Aspern, si trasferisce nella città delle gondole per riuscire a conoscere  la ormai centenaria amata dal poeta, Juliana Bourdereau , della quale si sa quasi nulla, tranne che è una schiva ed astuta, procacciatrice di denaro, e che possiede il prezioso carteggio. Poesia e amore vanno da sempre a braccetto, e conoscere da un punto di vista letterario il vissuto privato del poeta è per il critico una questione di vita e di morte. Riuscirà nel suo intento? Lo scoprirete solo leggendo.

Il carteggio Aspern è uno specchio della nostra società attuale, sempre a caccia di svelare l’intimità emotiva dei suoi membri. Non importa se il fine è fuggire dalla propria vita noiosa, sognare attraverso le storie d’amore degli altri la propria, o il gesto più nobile , come il caso del nostro protagonista, di divulgare cultura: oggi ,come nel lontano 1888, ci piace scavare nella vita amorosa degli altri, inutile negarlo. E gli occhi della veneranda Juliana, coperti da una velletta verde, la sua ritrosia, la protezione con le unghie e con i denti che nutre verso i suoi ricordi d’amore , ci invitano ad un’analisi di coscienza sociale e sono di monito al nostro essere un pò voyeur .Buona lettura.

Henry James (1843-1916) nasce a New York in una famiglia benestante. Studia giurisprudenza presso la Harvard University, ma abbandona la carriera forense per assecondare la sua passione per la letteratura. Viaggia in Europa durante l’adolescenza, per poi tornarvi nel 1870, quando visitò per la prima volta l’Italia, dove ritornerà spesso in futuro, fino al 1874.Dopo una breve parentesi newyorkese nel 1875, capisce che la sua vita è nel Vecchio Continente. Morirà infatti a Londra il 28 febbraio 1916 .Henry James non si sposò mai e non assunse cariche nella vita pubblica o politica. Si dedicò quasi completamente alla sua arte, pubblicando una ventina di romanzi, oltre a racconti e saggi. Nelle sue opere affronta la condizione dell’artista, la rappresentazione della realtà, il confronto tra Europa e America, la psicologia dei personaggi e il loro rapporto con la società che ne condiziona le scelte. Traendo spunto dalla sua esperienza personale, i protagonisti delle sue opere sono spesso personaggi di origine americana che si stabiliscono e vivono in Europa. Tra le sue opere principali si ricordano: Ritratto di signora (1881), Il giro di vite (1897), Le ali della colomba (1902) e La coppa d’oro (1905).