Triste, solitario y final di Osvaldo Soriano. Il genio di Stanlio e Ollio, dalla pellicola alla carta

in Cultura/Storie d'Inchiostro

Titolo: Triste, solitario y final

Autore: Osvaldo Soriano

Genere: Letteratura contemporanea

Casa editrice: Einaudi

Data di pubblicazione: 2015

Formato: Cartaceo

Pagine: 176

4 stelle

Stanlio e Ollio fanno parte della cultura base di ognuno di noi, cinofili e non.

Tutti ricordiamo gli sketch muti,  i gesti e la mimica capaci di rendere incontenibili le risate.  Ma, cosa succede quando i riflettori si spengono e la macchina da cinepresa volge al suo ultimo giro ? Quando la carriera di un comico, che da eterno fanciullo diventa un melanconico Pierrot, è agonizzante? Ce lo racconta in Triste, solitario y final, il giornalista argentino Osvaldo Soriano.

Parte dal finale questa storia. Un finale triste, solitario per dirla con le parole che lo  scrittore Raymond Chandler usa nel romanzo ” Il lungo addio”, e dalle  quali Soriano trova ispirazione per intitolare il suo libro : «Arrivederci, amigo. Non vi dico addio. Vi dissi addio quando significava qualcosa. Vi dissi addio quando ero triste, in un momento di solitudine e quando sembrava definitivo».

Stan Laurel  da acclamato comico si trova solo sul finire degli anni, malato, senza il suo compagno di scena, il ciccione Ollio. Stanlio vuole delle risposte sulla sua situazione di stella del cinema ormai spenta e le vuole da un investigatore privato, uno spirito solitario e povero come lui, Marlowe. Il cinico detective, che è un personaggio nato dalla penna dello scrittore Chandler è restio ,ma alla  fine prende a cuore il suo caso senza tuttavia risolverlo. Stanlio e la sua storia saranno il filo che condurrà il detective a  incontrare un giornalista  argentino appassionato alla vita del duo comico, il quale non è che lo stesso Soriano. L’autore entra in scena in coppia con Marlowe per celebrare e commemorare Stanlio e Ollio, come loro copia ben riuscita: Marlowe nella parte di uno scafato, poco ortodosso, disilluso uomo di mondo e Soriano in quella di ingenuo, un po’ tonto Sancho Panza alle dipendenze del detective. I due vivranno vicende assurde e rocambolesche, fino a rischiare la vita, immischiando in un delirio quasi etilico attori come Chaplin, Wayne, Jane Fonda. Il tutto resterà sospeso e interrotto come in una pellicola. Triste, solitario y final è un omaggio trasognato alla storia del duo comico di fama mondiale che non ha la presunzione di voler imitare la vita “vera”, i giorni vissuti da Stanlio e Ollio prima e dopo le riprese. Su quelle parti della storia regna il buio. La pellicola non è leggibile  o ha subito dei tagli, quindi desistete dalla lettura se cercate i dettagli storici del retroscena delle loro vite. Nonostante gli anni di ricerca Soriano ha trovato ben poco perché  sui libri non ci può esser traccia degli eventi realmente vissuti dagli uomini. Ai posteri resta solo l’esempio del genio, che sia quello di Chandler o dei due attori, il ricordo della creatività che si reincarna nel tempo sotto forma di una nuova storia fantastica, di un nuovo romanzo sperimentale. Proprio come questo.

Osvaldo Soriano (Mar del Plata 1943 – Buenos Aires 1997) è stato uno scrittore argentino. Giornalista sportivo per giornali quali «Primera plana» e «La Opinión», abbandonò l’Argentina dopo il golpe militare del 1976 per stabilirsi in Francia. In seguito al mutamento della situazione politica rientrò in patria verso la fine degli anni ’80. Si impose all’interesse del pubblico e della critica internazionale con il romanzo Triste, solitario y final (1973). Nei libri successivi Mai più pene né oblio (No habrá más penas ni olvido, 1979) e Quartieri di inverno (Cuarteles de invierno, 1981) prevale l’elaborazione di elementi della politica che, in una visione metaforizzata, ironica e paradossale, rinviano al contesto violento dell’Argentina di quegli anni. La resa del leone (A sus plantas rendido un león, 1988) ha sullo sfondo la guerra delle Malvinas; Un’ombra ben presto sarai (Una sombra ya pronto serás, 1990) è ambientato in un villaggio sperduto nella pampa; L’ora senz’ombra (La hora sin sombra, 1995) narra il vagabondaggio di uno scrittore alla ricerca di un suo «finale». Nel 1997 ha pubblicato Pirati, fantasmi e dinosauri (Piratas, fantasmas y dinosaurios); postumo è uscito Fútbol (1998).