Credits: "Amori sfigati", di Chiara Rapaccini

CheCoss’èl’Amor?

in Cultura

Irruente, irrazionale, folle, cieco o sconfinato. Imprevisto o sciagura; alchimia o sventura. Muoverà il sole e sarà “apostrofo”, va bene, ma alla fine, l’amore, che cos’è? L’abbiamo chiesto ad un pittore, cuoco, scrittore; ad una poetessa e a un professore. A tutti, tranne che … al “vento”.

E questa? questa è l’ennesima ‘indagine sui sentimenti’; multisensoriale, però. Mettetevi comodi: li avete, 5 minuti?

VISTA – Pino Oliva mi risponde così: con un acrilico su tela, 120x100cm, “I migliori giorni a venire”. “Privarsi delle emozioni, anche le più piccole, è un peccato feroce”. L’amore secondo Pino Oliva, pittore.

Pino Oliva, “I migliori giorni a venire”

GUSTO E OLFATTO – Cucinare per amore? “Fatto!”, parola di chef stellato, Federico Valicenti. Cibosofo. Che ai mortali dispensava ambrosia (e relativa ricetta), mentre Prometeo gli donava ‘fuochi’. L’amore, si diceva: e se fosse un piatto? “Pasta maritata: fusillo e orecchietta si “maritano”, intrecciandosi in goduriosa unione nel bollente “caldaro” d’acqua. Scolata, la pasta, viene accarezzata e avvolta dai tentacoli dei moscardini, condita dell’ardore rosso del pomodoro, per sfociare in un piccante amplesso fortificato dal peperoncino”. Le dosi? “Non ecceda né manchi; non sia al sangue né ben cotto, né crudo ma nemmeno scotto”.

E questo è tutto tranne che una ricetta.

L’amore? “Un buon piatto di peperoni cruschi: miracoloso, generoso, divertente, dolce e deciso insieme”. Di cibo ho chiesto a Mara Sabia, docente e poetessa che mi ha regalato anche un bigliettino “da parabrezza”: uno di quelli che devi ‘dimenticare’ su un’auto… “a caso”.

UDITO – In principio fu apostrofo (rosa). Se fosse mero segno d’interpunzione, l’amore? Chiedo a chi d’Italiano vive, Trifone Gargano (Università di Stettino): “I due punti, espressione di disponibilità totale ed incondizionata”. E… un punto esclamativo, no? “Beh, il punto chiude, l’amore è apertura”.

TATTO – Roberto Moliterni (scrittore), mi occorre un biglietto da lasciare sul parabrezza a caso, mi dai una mano? Mi risponde con un disegno, girando però la domanda al suo portiere, a (e di) Roma: “L’amore è una sciagura: ti rende ottuso, sordo e cieco e quando te ne accorgi è tardi”.

SINTOMATOLOGIA: come ci si accorge di essere innamorati? “Basta portare due al cinema per vedere se si stanno innamorando: se non riescono a stare zitti durante il film e se, quando i protagonisti sullo schermo si baciano, si baciano anche loro, il danno è fatto” (Roberto Moliterni).

E poi… poi c’è Giuliano, cinque anni e mezzo, altrimenti detto – in famiglia – “il principino”: “Cucciolo (la mamma rivolgendosi a lui), cosa vuol dire essere innamorati? Pausa. Sguardo austero e stizzito: “Mamma… ma che domanda è”?!

Vinicio Capossela – Che cosse’ l’amor


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