Da ciclovia a chatbot, le parole che il 2018 ci ha “detto”

in Cultura

Da ciclovia a chatbot, il meglio e il peggio linguisticamente parlando. Perchè noi, questo 2018, vogliamo ricordarlo così.

Sigla.

Sì è impreziosito precisamente di 145.000 voci, oltre 380.000 significati e circa 1000 nuove parole lo Zanichelli, quest’anno. Da burkini a nanofarmaco, da osmiza a gematria. Gematria? Che cos’è la gematria?

Tra beata (e palesata) ignoranza e qualche anticipazione per il 2019, riesumiamo insieme ciò che l’italiano ci ha lasciato nel 2018.

 

Burkini: ottenuto fondendo burqa e bikini, il b. è un capo inventato per permettere alle donne di varie fedi religiose (ma non necessariamente) di stare in spiaggia e fare il bagno senza spogliarsi.

Chatbot: formato dalla fusione di chat o chatter e bot, forma abbreviata di robot, è un software creato per simulare una conversazione, specialmente sul web.

Climalterante: aggettivo. Frutto della fusione tra “clima” ed “alterante”, participio presente di “alterare”, indica “ciò che contribuisce a produrre alterazioni a livello globale del clima della Terra”.

Gematria: Tecnica cabalistica a scopo crittografico che consisteva nel sostituire al nome, per lo più di persona, un numero ottenuto sommando i valori numerici usualmente attribuiti alle singole lettere componenti il nome stesso.

Osmiza: luogo tipico dell’altopiano carsico dove si vendono e si consumano vini e prodotti tipici direttamente nei locali e nella cantine dei contadini che li producono.

 

Parole soltanto parole. Quelle del 2019: cosa ci aspetta, linguisticamente parlando?

Pulmanista (= “autista di scuolabus”): una quinta elementare di Bisignano (Cs) scrive alla Crusca: «pulmanista» è per loro l’autista dello scuolabus. Poiché ripresi puntualmente dalla maestra, vorrebbero far entrare il termine nel vocabolario, perché designa un autista diverso dagli altri. La Crusca replica: “parola ben formata, potrebbe imporsi”. Ce la faranno i nostri… eroi?

Legnameria (= “locale adibito al deposito della legna) e ghosting (= “indica chi, dopo aver intrattenuto una relazione con qualcuno, sparisce improvvisamente, senza spiegazioni”). È parola di Paolo d’Achille, accademico della Crusca nonchè insegnante di Linguistica Italiana a Roma 3.

Ed infine, definizione d’autore.

Spericolato: rischioso, avventuroso. Nel senso che dice Nietzsche, vita vissuta pericolosamente e pienamente accettandone le sfide, i rischi, le fatiche, le gioie e le sofferenze. Cercare di prevenire e affrontare gli ostacoli, non evitarli. Rifiutai un lavoro sicuro in banca per inseguire il mio sogno di vivere di Musica e Parole, una vita non garantita, non omologata, indipendente. Fare cose spericolate significa fare esercizio, ripetere e imparare. Rischiare, ma portare sempre a casa la pelle”.

Vasco Rossi, Festival di Sanremo. Correva l’anno 1983.