Da Carlo VIII alla Giuditta di Lucas Cranach: l’intramontabile eleganza del cappello

in Cultura/La Grande Bellezza

Negli ultimi mesi , passeggiando per la città , ci siamo imbattuti più e più volte ad osservare le vetrine dei negozi e tra una seduta di bellezza ed una inevitabile e lunga attesa, abbiamo sfogliato alcune riviste.

Ebbene, è stato quasi impossibile non notarlo: l’accessorio più discusso della fredda stagione è stato sicuramente il cappello .

Di questo accessorio, vezzoso ed eclettico, tutti ne rimangono affascinati e almeno una volta c’è chi desidera  provarlo.

A tesa larga, bicolore, retrò, questo intramontabile accessorio dà un twist in più al nostro look.  Le leggende sulla nascita del cappello si perdono nella notte dei tempi. Anch’esso, come molte invenzioni dell’uomo, nasce da una necessità di tipo pratico come ripararsi dal freddo, dalla pioggia, dal sole, fino a diventare un accessorio glamour che fa tendenza.

Diffusosi verso la prima metà del Quattrocento, pare che il primo a sfoggiarne uno fu il re di Francia Carlo VIII in occasione di una visita all’allora Vicarius Cristii, papa Alessandro VI. Poco più tardi, nientemeno, ritroviamo un presunto ritratto del figlio del papa, Cesare Borgia, dipinto da Altobello Melone, raffigurato con un cappello con un pendente da tendaggi. Capo seducente che non passa inosservato, manufatto dai diversi significati, il cappello ha acquistato un valore estetico ma anche socio-storico.

Dal rinascimento ai nostri giorni , è stato soggetto-oggetto di fantasiosa creazione nel campo dell’arte grafica , pittorica, plastica.

Nelle opere classiche alludeva al rango di appartenenza, ma dal Seicento in poi diviene protagonista dell’arte pittorica.

Basti osservare la Giuditta con la testa di Oloferne di Cranach, gli autoritratti di Van Gogh o le dame raffigurate da Renoir e Manet.

Oggi questo accessorio si esprime in una moltitudine di modelli .

Per chi ama uno stile retrò ci sono i berretti alla francese , per i più sportivi cappellini di lana con pompon o brimmed, il modello maschile, fino ai poco sobri cappelli di pelliccia tipici delle guardie inglesi.

A seconda dei modelli è possibile creare degli outfit cool. Proprio per la sua caratteristica eccentrica, gli esperti consigliano abbinamenti sobri come cappotti di lana , skinny jeans o per i più rock, leggins in ecopelle.

Per chi, invece, preferisce uno stile più elegante e chic , non potrà far a meno di indossare un bowler hat , il cappello a bombetta ispirato alla moda del XIX secolo .

Non ci resta che dar sfogo a quel pizzico di egocentrismo che insito in tutti  noi e ‘’tanto di cappello’’ a  questo accessorio  must have .

 

Nata sotto il segno dei Gemelli, classe 1988. Giornalista appassionata di scrittura, arte, viaggi, fotografia e tanto altro, ha un interesse smisurato per la storia antica e la mitologia. Adora la musica classica e ha studiato pianoforte fin dall’infanzia ma solo in una fase più matura si è dedicata allo studio della chitarra da autodidatta.. I film e la letteratura francese sono i suoi migliori alleati contro la noia ma anche l’ossessione per le series di genere storico e post-apocalittici. Ha un gran senso dell’humor, poco velato e abbondantemente cinico che, spesso e volentieri, mette in gioco per torturare i suoi interlocutori. Presidente di Metis Factory, associazione operante nel settore della cultura, dell’informazione, del giornalismo e dell’editoria. Editore e co-fondatrice di Metis Magazine, mensile di attualità, cultura e approfondimento; capo redattore de ”La Grande Bellezza” presso ilMetapontino.it, rubrica storico-culturale sulla bellezza di ieri e di oggi. Ha collaborato con Radio Raptus come speaker radiofonico per ”Le Breaking News di Metis Magazine”.