In difesa della Sanità e dei presidi ospedalieri metapontini: a Policoro la manifestazione

in Cronaca

Al centro la questione dell’ospedale di Policoro da troppo tempo esposto al lento depauperamento e più in generale la mancanza di politiche sanitarie per fronteggiare problemi seri come le liste d’attesa, le prestazioni ospedaliere e dei pronto soccorso e poi lo “spettro” di ospedali ormai “vuoti” come quello di Tinchi di Pisticci

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I temi sono tanti, le responsabilità di ciò che non va nella sanità sono stratificate negli anni e i pericoli sono divenuti ormai attuali, quotidiani: liste d’attesa lunghissime, per una mammografia occorre attendere anche il 2024. E poi l’ospedale praticamente vuoto di Tinchi e quello di Policoro che assiste, da troppo tempo, al lento depotenziamento. “La risonanza magnetica c’è a Policoro ma non ci sono i medici”, denunciano le associazioni e i comitati. E, ancora:

“inutile assumere una platea di amministrativi e avere medici e in generale personale sanitario insufficiente a fronteggiare le richieste di un comprensorio potenziale di 200mila persone.

Folta la presenza istituzionale: c’erano i sindaci del Metapontino, del Senisese, del Pollino. E poi dall’alto Jonio calabro: forte la consapevolezza che l’ospedale di Policoro è baricentrico rispetto a tutti i territori oggi presenti alla manifestazione.

Nel periodo estivo poi, quando la presenza dei turisti è foltissima, diventa quasi impossibile rispondere a tutte le richieste di prestazioni sanitarie.

“Non è pensabile stressare il personale medico e paramedico ed esporre questi professionisti al rischio di sbagliare: in ballo c’è la salute delle persone”.

Maria Antonietta Tarsia, in rappresentanza del Tribunale regionale del Malato, senza mezzi termini ha chiesto una mobilitazione uguale a quella “anti-scorie” per avere le dimissioni della governance regionale: dal presidente Vito Bardi, all’assessore regionale alla Salute, Francesco Fanelli, alla dirigenza aziendale.

“La Regione è un muro. Impossibile parlarci. Nessun coinvolgimento nelle decisioni, nessun ascolto”.

Francesco Labriola, per il Comitato cittadino #ospedalepolicorononsitocca ha ribadito: “inutile assumere 200 amministrativi quando mancano medici e personale paramedico per fronteggiare le tantissime richieste di prestazioni. Il diritto alla Salute unisce tutti”.
Il primo cittadino di Policoro Enrico Bianco ha parlato di ospedale della Magna Grecia e della necessità di mettere al centro delle politiche sanitarie l’ospedale di Policoro, presidio che non solo serve il Metapontino ma anche altri comprensori regionali e i territori confinanti della vicina Puglia e della Calabria. “Siamo accanto a tutti i territori”, ha detto Bianco, che ha aggiunto: “L’ospedale di Policoro testimonia che il tema della salute riguarda tutti e non conosce confini territoriali. Qui vengono a curarsi anche da fuori. Oggi ci sono tutti coloro che hanno a cuore la Salute come diritto costituzionale. Procederemo con proposte, facendo valere la centralità di Policoro e del suo ospedale”.

 

 

 

Il sindaco di Pisticci Domenico Albano ha invocato unità:

“in tutti questi anni hanno cercato di dividere i territori, ora basta.  Occorre pensare che gli ospedali da quello di Tinchi a quello di Policoro sono complementari e sono a servizio della salute dei cittadini.

Noi vogliamo parlare di ospedale della Magna Grecia per dare risposte ai pazienti acuti, ma anche sul versante della degenza, della riabilitazione, tutto ciò può essere fatto in maniera  sinergica”. Albano ha poi annunciato il consiglio provinciale aperto a tutte le amministrazioni che si svolgerà a Pisticci e nel corso del quale saranno ridiscusse le tante proposte già fatte, “e disattese da Regione e Asm”, e quelle da farsi.

La manifestazione si è conclusa davanti i cancelli dell’ospedale e dell’annesso Pronto Soccorso, servizio quest’ultimo che subisce pesantemente la mancanza di politiche.

Gianni Di Pierri a tal proposito ha detto: “Sarà capitato, purtroppo, a qualcuno di chiedere assistenza al Pronto Soccorso cittadino. C’è stato chi per fare la tac ha dovuto prendere la macchina e recarsi al Pronto Soccorso di Matera”.
Infine, è stata ricordata la situazione dei dializzati destinatari nei giorni scorsi di ingiunzioni di pagamento per somme che avrebbe dovuto pagare l’Asm. E, ancora: “Non possiamo nemmeno rivolgerci al Miulli, in Puglia, perché la Basilicata è morosa nei confronti dell’ospedale pugliese”.