Inchiesta sanità: si sgonfiano le ipotesi accusatorie mosse verso Cupparo Dilascio e Spera

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Inchiesta sanità: si sgonfiano le posizioni di Cupparo, Dilascio e Spera. Sono attesi i pronunciamenti sulle istanze di Leone e Piro che in caso di esito per loro positivo potrebbero rientrare in consiglio regionale

Non sarebbe stata valutata la “credibilità” degli accusatori, quindi la “piattaforma indiziaria” appare inconsistente, sono alcune delle motivazioni che hanno indotto il Riesame ad annullare le misure nei confronti dell’ex consigliere regionale e assessore, Francesco Cupparo, dell’ex sindaco di Lagonegro, Maria Di Lascio, e di Giuseppe Spera, direttore generale dell’ospedale San Carlo di Potenza.

Secondo i giudici, dalle carte risulterebbe ridimensionata la consistenza dell’accusa che sarebbe quella di “corruzione elettorale”, delitto punibile fino a tre anni di reclusione. Ciò determinerebbe una sproporzione con le misure cautelari applicate inizialmente nei confronti degli indagati. Non tengono, sempre secondo il collegio giudicante, le accuse verso Spera relativamente a presunti rapporti di favoritismo con la politica.

Gli altri indagati, i consiglieri regionali Rocco Leone (FdI) e Francesco Piro (FI), attraverso i rispettivi avvocati, hanno presentato al gip la richiesta di revoca delle misure cautelari inflitte nei loro confronti.

Martedì prossimo sono attesi i pronunciamenti, se le posizioni di Leone e Piro dovessero essere accolte è verosimile che potranno tornare in Consigio regionale e ristabilire la maggioranza con 11 voti su 21.

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