Droga nel materano: 22 misure di custodia cautelare

in Cronaca

Droga nel materano: 22 misure di custodia cautelare. L’operazione sta interessando anche le province di Bari e Taranto. Il procuratore Curcio durante la conferenza stampa in cui sono stati spiegati i dettagli dell’operazione: lo spaccio come un’attività lavorativa alla presenza dei bambini

La Polizia di Stato, dalle prime ore di questa mattina sta eseguendo, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, 22 misure di custodia cautelare emesse dal Gip Distrettuale del Tribunale di Potenza, “nei confronti di soggetti facenti parte di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, aggravati dal numero dei partecipanti e dalla disponibilità di armi. L’operazione antidroga ha interessato i territori delle province di Matera, Bari e Taranto”, è riportato nel comunicato diffuso in queste ore dalla Questura di Matera.

Nel corso dell’attività sono stati effettuati nove arresti in flagranza di reato oltre a diversi deferimenti in stato di libertà. Sequestrati 600 grammi di eroina, 300 di cocaina e haschish, denaro contante e materiale che presumibilmente era utile per il taglio delle sostanze e il confezionamento.

Dalle indagini è poi emersa la capacità dei sodali pugliesi e albanesi di consegnare ingenti quantitativi di sostanze “anche a credito”, è scritto nel comunicato stampa inviato in queste ore dal procuratore distrettuale Francesco Curcio.
Definita “fattiva e determinante” la presenza di alcune donne con funzioni esecutive e di corriere. “Trattavano sostanze stupefacenti nell’ordine di 100 grammi a settimana sia di cocaina che di eroina, trasferita e detenuta con azioni condotte anche in presenza di minori”.

“Un fatto gravissimo è che l’attività criminale entra nel tessuto sociale ed incide sull’educazione dei ragazzi”, ha detto, in una dichiarazione riresa dall’Ansa,  il procuratore distrettuale antimafia di Potenza, Francesco Curcio,  nel corso della conferenza stampa. “Quasi come se il traffico di stupefacenti fosse una vera e propria attività lavorativa: una volta le nostre nonne facevano le sartine a casa mentre i bambini giocavano, adesso accade che vengano confezionate dosi di stupefacenti alla presenza dei più piccoli della famiglia”.