Cgil Cisl e Uil a Scanzano: legalità e buona occupazione

in Cronaca

I sindacati in via Morlino a Scanzano: legalità e buona occupazione

I sindacati in via Morlino a Scanzano: legalità e buona occupazione e futuro. Poi l’amara riflessione indotta dal rapporto dell’Antimafia: il “peso” della criminalità su lavoro e aziende, legalità, accoglienza e diritti. Stoccate alla Regione Basilicata “assente” su questioni strategiche e troppo impegnata e ricomporre crisi politiche.

C’era il sole questa mattina in via Morlino a Scanzano Jonico dove si sono dati appuntamento Cgil, Cisl e Uil per dar vita alla manifestazione del Primo Maggio dal titolo “La buona occupazione”, evento in concomitanza con l’iniziativa nazionale di Assisi. Nel centro jonico i vertici regionali delle tre sigle, Angelo Summa, segretario Cigl Basilicata, Vincenzo Cavallo, segretario Cisl Basilicata, e Vincenzo Tortorelli, segretario generale UIL Basilicata.

C’erano pensionati, lavoratori e lavoratrici e c’erano i veri protagonisti del futuro: i ragazzi a sventolare le bandiere. Tante anche le bandiere della Pace e gli appelli affinché la guerra in Ucraina, che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso, finisca quanto prima.

“Lavoro”, “sicurezza”, “dignità”, “giovani”, “pensioni”, “giustizia”, sono state le parole che hanno arricchito il vocabolario della mattinata e che hanno animato gli interventi dei rappresentanti sindacali.

Non sono mancate le stoccate sia al Governo nazionale che a quello regionale troppo impegnato, quest’ultimo a ricomporre crisi politiche e distratto su questioni importanti come la stessa “Città della Pace” a Scanzano che rischia di rimanere una cattedrale nel deserto se da via Verrastro non giungono risposte concrete sul destino della struttura che potrebbe rappresentare- fra le possibili proposte di utilizzo – una risposta importante per accogliere forza lavoro e evitare la nascita di ghetti. E’ stato a tal proposito ricordato come il 40% della forza lavoro in Basilicata non è più italiana.

Al Governo nazionale invece è stata lanciata l’accusa di “vivere nelle torri d’avorio” e di non essere sintonizzato con i lavoratori e più in generale con i bisogni delle persone. “A Palazzo Chigi non ascoltano i sindacati, non ascoltano nessuno. La Basilicata è per loro petrolio e risorse da sfruttare”.

Altro tema affrontato dalle sigle sindacali è stato quello legato al rapporto della direzione investigativa antimafia e dunque il riferimento al peso asfissiante esercitato dalla criminalità su imprese e lavoratori. Invocata la legalità anche in riferimento alla piaga del “caporalato”.

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