All’Itset di Tursi il corso di formazione per la defibrillazione

in Cronaca

All’Itset di Tursi il corso di formazione per la defibrillazione. Il corso ha riguardato anche la rianimazione cardiopolmonare di base. Iniziativa voluta dalla dirigente Rosa Schettini

Sabato 30 ottobre presso l’auditorium dell’ITSET di Tursi si è tenuto il corso di formazione (BLS-D) per la rianimazione cardiopolmonare di base e defibrillazione precoce rivolto a operatori non sanitari che ha coinvolto sei tra docenti e esponenti del personale ATA dell’Istituto. L’iniziativa nata sotto l’egida dell’Italian Resuscitation Council e sponsorizzata dal Rotary Club Senise Sinnia, è stata fortemente voluta dalla dirigente Rosa Schettini che ha fatto gli onori di casa durante la manifestazione inaugurale cui hanno assistito con vivo interesse gli alunni della classi quarte dei corsi di Amministrazione e Turismo.
“E’ da sempre nostro intento promuovere iniziative da cui la collettività tragga vantaggio- commenta l’ingegnere Domenico Totaro presidente del Rotary- Non vogliamo rimanere insensibili ai dati sempre più allarmanti di decessi per arresto cardiaco e riteniamo nostro dovere offrire un contributo disinteressato alle comunità locali”.

Lo scopo del corso BLS-D è di divulgare le manovre opportune quando ci si trova di fronte ad una persona apparentemente senza vita: stabilire un contatto immediato con il 118, eseguire compressioni toraciche e ventilazioni e collegare il paziente al defibrillatore semi-automatico esterno.

L’intervento salvavita di chi assiste ad un arresto cardiaco è fondamentale per la sopravvivenza della persona, prima che giungano gli operatori sanitari delle centrali preposte. “La morte cardiaca improvvisa, vale a dire la cessazione dell’attività cardiaca in una persona apparentemente sana è la terza causa di morte più frequente nel mondo- spiega il dottor Giuseppe Caggiano durante l’incontro -In Europa, ogni anno muoiono circa 350.000 persone a causa di questo evento improvviso. Una vera emergenza… Le cause? Molteplici e di varia natura, da quelle organiche a quelle psico-emotive, in primis il famigerato stress.” Sulla base di quanto detto, si tratta dunque di mettere in atto una vera e propria catena della sopravvivenza avviata dal soccorritore che con una serie di azioni tempestive copre quel lasso di tempo che può essere fatale prima dell’arrivo dei sanitari.

“Sono dell’avviso che la Scuola mai come oggi debba aprirsi al territorio, da cui raccogliere stimoli fondamentali al suo operato educativo- conclude la professoressa Schettini- Nell’aumentata sensibilità alla salute, in cui docenti e ragazzi sono pienamente coinvolti la Scuola si allinea con la restante società civile nelle buone pratiche del vivere comune”

 

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